Esteri
chi sapeva e chi no •
La reazione di Putin dopo la visita di Ratcliffe
Bisogna leggere fra le righe della propaganda per capire qual è, secondo i russi, il compito di un direttore della Cia a Mosca. Differenze fra la guerra che prepara Cremlino per i prossimi mesi e le aspettative di Trump
27 AGO 26

L’uomo che due giorni fa ha messo piede in Russia, che si è spinto fino al centro della capitale per incontrare i capi delle agenzie di intelligence di Mosca, è lo stesso che suggerisce agli ucraini cosa colpire sul territorio russo. Con quest’aura, martedì John Ratcliffe è atterrato all’aeroporto di Vnukovo, a Mosca, dove è arrivato a bordo di un aereo militare per incontrare le sue controparti e forse, nelle sue aspettative, anche il capo del Cremlino Vladimir Putin. Ogni colpo ucraino mandato in Russia corrisponde a una segnalazione della Cia, l’agenzia che Ratcliffe dirige, e per i russi non è un mistero che siano gli americani a suggerire agli ucraini dove si trovano i lanciatori per i missili, la contraerea e altri obiettivi che la campagna di attacchi di Kyiv sta colpendo. Donald Trump si fida di Ratcliffe, nonostante non si stia comportando come il presidente americano si aspettava.
Nel libro “Regime Change”, i giornalisti Maggie Haberman e Jonathan Swan raccontano che il capo della Casa Bianca scelse Ratcliffe per due ragioni: era convinto che avrebbe distrutto la Cia, invece la sta mantenendo al suo posto e conservando, le ha dato continuità con il passato e con le sue missioni. La seconda ragione è estetica: “Quest’uomo assomiglia a Cary Grant”, disse Trump. “Sembra uscito direttamente da un provino. Se dovessi scegliere un attore per interpretare il direttore della Cia, sceglierei lui”. Ratcliffe interpreta bene il ruolo di direttore della Cia, anche se non secondo la sceneggiatura scritta da Trump, che ieri, in modo stranamente contenuto, ha confermato la visita in Russia, limitandosi a dire: “Potrebbe uscirne qualcosa, stiamo lavorando sodo per porre fine a quella guerra” in Ucraina. Poi ha aggiunto che la visita è stata una questione di “quasi routine”, smentendo l’idea che i temi del viaggio fossero stati le provocazioni contro la Nato o la paura di un attacco imminente contro il Regno Unito, di cui ormai Londra sembra certa, o la collaborazione nelle sanzioni contro la Repubblica islamica dell’Iran. “Mi dispiace deludere le persone”, ha detto il capo della Casa Bianca. Ma quando il direttore della Cia va a Mosca non si tratta di routine, bensì di una mossa dettata da circostanze eccezionali.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, tiene tutti i giorni degli incontri con la stampa e, quando martedì gli era stato chiesto se avesse informazioni sull’aereo americano appena atterrato a Vnukovo, aveva risposto, mentendo, di non saperne nulla. Ieri invece ha confermato il viaggio di Ratcliffe, parlando di incontri con i capi delle agenzie di intelligence, ma non con Vladimir Putin, e non ha fornito dettagli sui temi discussi. Putin non si era concesso al predecessore di Ratcliffe, William Burns, quando arrivò a Mosca nel 2021, e anche se forse aveva considerato di poter incontrare Ratcliffe, come suggerisce il fatto che avesse annullato all’improvviso alcuni impegni di giornata, non è strano se alla fine ha deciso di non presentarsi. I giornali russi, come i giornali americani, parlano poco dell’incontro, ma c’è un dettaglio che la Komsomolskaya Pravda, giornale di propaganda che ha fama di essere fra le letture di Putin, ci tiene a sottolineare: un direttore della Cia non è un negoziatore, non compie un viaggio per delle trattative, ma arriva quando non c’è più nulla da trattare. La durata della visita di Ratcliffe, circa quattro ore, è indicativa di un fatto: troppo breve per complessi colloqui, il necessario per recapitare un messaggio. Il capo della Cia si muove anche per altre ragioni, ma il riassunto della Komsomolskaya Pravda suggerisce la sensazione dei russi per la visita e la reazione dei funzionari di Mosca che si sono trovati davanti all’uomo che suggerisce le coordinate degli attacchi di Kyiv.
Il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, è stato il primo capo di stato di un paese occidentale a dire, senza bisogno di finzioni e mezze parole, di essere stato informato in anticipo della visita del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca. “Eravamo a conoscenza dell’incontro”, ha detto Nauseda, sottolineando che “i nostri partner” condivideranno con Vilnius informazioni più specifiche “probabilmente la prossima settimana”. Ratcliffe si è fermato in Lettonia prima di recarsi a Mosca, uno dei paesi più esposti alle provocazioni russe e anche ai droni ucraini che la Russia dirotta per aumentare il senso di insicurezza e alimentare il caos politico: ci sono state dimissioni e cambi di governo. Nelle scorse settimane, alcuni resoconti sui giornali americani parlavano di un rischio aumentato per i paesi baltici di sabotaggi compiuti dai russi ma sotto falsa bandiera e Riga sente la pressione. Ieri la Lettonia ha detto di interpretare il viaggio del capo della Cia come una buona notizia. Trump ha fatto capire che l’incontro sia stato sull’Ucraina, ma finora è sempre stato Putin in persona ad accogliere i mediatori americani, quando erano Steve Witkoff e Jared Kushner a presentarsi davanti a lui con messaggi da Washington. Soltanto Putin prende decisioni sull’andamento della guerra e finora tutto indica che non abbia intenzione di negoziare. Anzi, secondo Bloomberg, considera i negoziati a un punto morto e sta raccogliendo le forze a disposizione per aumentare la furia della sua invasione.