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In Nepal e Tibet dopo l'alluvione sale il bilancio di vittime e dispersi. "Due italiani coinvolti", dicono le autorità nepalesi
La Farnesina: "Verifiche in corso sui due concittadini". I soccorsi proseguono senza sosta. A causare l'alluvione il distaccamento di un ghiacciaio che si è riversato nel fiume Lhende Khola: il livello è salito di nove metri in mezz'ora. Le immagini di una catastrofe umanitaria

Ci sarebbero anche due concittadini italiani dispersi dopo la devastante alluvione che si è verificata ieri in Nepal: lo fa sapere l'Ente nazionale del turismo del paese. Ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva detto che il disastro aveva coinvolto due italiani, in buone condizioni. Ora fonti della Farnesina fanno sapere che sono in corso verifiche: la sua Unità di Crisi sta effettuando controlli con le autorità locali, tramite il Consolato generale d'Italia a Calcutta e il Consolato onorario a Kathmandu, e con i tour operator per eventuale conferma. Finora, sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell'area. Per questa ragione, scrive sempre il ministero: "Su indicazione del Ministro degli Esteri, è stato disposto l'invio di personale a Kathmandu dall'ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l'assistenza ai connazionali".
E intanto è salito a 335 morti il bilancio delle vittime della catastrofe ambientale. Sono dati che arrivano dalla polizia, sommati a quelli di Pechino: 289 morti in Nepal, tre in Tibet. Ma il numero è destinato a salire, non è confermato e i dati al momento sono confusi.
Al momento sono ancora in corso le operazioni di soccorso nella zona, rese molto difficili a causa delle condizioni climatiche: le autorità stanno raccogliendo corpi, anche di bambini, sotto il fango e le macerie. È stato il collasso di un ghiacciaio a provocare la devastante alluvione che ieri ha colpito l'area tra Tibet e Nepal. A certificarlo è l'Usgs, l'Istituto di geologia degli Stati uniti, secondo il quale il terremoto di magnitudo 5.2 "è stato causato dal crollo di un ghiacciaio e da una colata di detriti che ha causato conseguenze catastrofiche a valle".
C'è confusione anche per quanto riguarda il numero delle persone irreperibili. Per il momento sono circa 1.300 i dispersi in Nepal, di cui 517 sono turisti stranieri. Mentre il numero di persone scomparse nella contea di Gyirong, in Tibet, è salito a 558, tra cui 260 cittadini stranieri. I dati sono comunicati separatamente e non è possibile sommarli. I cittadini europei coinvolti e dispersi sono al momento 108.
Secondo quanto ricostruito fino a ora, e secondo anche il parere di diversi esperti, tra cui il già citato Usgs, l'alluvione sarebbe stata causata dal crollo di una grossa porzione di un ghiacciaio nell'alta valle himalayana al confine con il Tibet. L'area più colpita è il distretto nepalese di Rasuwa, nella provincia di Bagmati, dove il materiale precipitato nell'alta valle del fiume Lhende Khola, affluente del Bhote Koshi, avrebbe temporaneamente sbarrato il corso d'acqua. Il successivo cedimento dello sbarramento ha liberato una massa d'acqua, fango, detriti e ghiaccio che ha corso a valle, raggiungendo il Bhote Koshi e il Trishuli e devastando villaggi e infrastrutture. Il livello del Trishuli è arrivato a crescere di nove metri in circa mezz'ora. Le immagini satellitari analizzate dagli esperti collocano il collasso attorno ai 5.200 metri, con una discesa di circa 1.200 metri in pochissimo tempo.
