Esteri
"auguri" all'ucraina •
Talebani, Corea del nord, Myanmar. La politica estera della Bielorussia
Aljaksandr Lukashenka flirta con Kyiv, ma le sue alleanze raccontano una storia diversa. La delegazione afghana e il "presidente" birmano a Minsk e le vacanze estive del ministro degli Esteri bielorusso a Pyongyang

Ieri, mentre il presidente bielorusso Aljaksandr Lukashenka porgeva i suoi auguri all’Ucraina per i suoi 35 anni di indipendenza, una delegazione afghana era in visita in Bielorussia per discutere di commercio, investimenti e possibili accordi industriali. I talebani hanno visitato l’Accademia Nazionale delle Scienze di Minsk, lo stabilimento automobilistico bielorusso BelAZ e diverse aziende di lavorazione e stoccaggio di cereali, impianti di produzione di fertilizzanti chimici e stabilimenti per la lavorazione di alimenti, latticini, zucchero, carne e spezie. I media di propaganda bielorussi hanno evitato accuratamente di diffondere la notizia, le foto della delegazione afghana sono però state pubblicate dagli stessi talebani arrivati con l’obiettivo di ottenere legittimità. La visita dei tredici membri, guidata dal ministro dell’Agricoltura, dell’Irrigazione e dell’Allevamento dell’Emirato Islamico, “rappresenta un passo importante verso il rafforzamento dei legami economici e commerciali tra i due paesi”, si legge su un articolo del Kabul Times. Un tentativo di copertura simile era stato fatto nei confronti delle vacanze estive del ministro degli Esteri bielorusso, Maxim Ryzhenkov, in Corea del Nord. La sua permanenza a Pyongyang tra il 6 e il 20 agosto è stata ricostruita dai post sui social media affiliati al ministero degli Esteri della Bielorussia e dall’interruzione delle apparizioni pubbliche del ministro. Qualche giorno fa lo stesso Ryzhenkov ha confermato, annunciando l’accordo imminente sull’abolizione dei visti tra i due paesi: “Come dice il presidente, anche in vacanza un funzionario pubblico dovrebbe continuare a lavorare, quindi ho avuto un incontro con il ministro degli esteri della Repubblica Popolare Democratica di Corea”, ha detto.
La scorsa settimana Lukashenka ha ricevuto anche l’ex leader della giunta birmana, Min Aung Hlaing, neo eletto presidente nel tentativo di dare al regime del Myanmar una veste civile. Il regime di Minsk è tra i principali sostenitori e finanziatori della giunta militare birmana assieme a Russia e Cina, e Min Aung Hlaing e Lukashenka hanno firmato nove accordi sul trasferimento di tecnologie, settori agroindustriale, farmaceutico e della pelletteria. E’ stato firmato anche un accordo per l’apertura di uno stabilimento di assemblaggio e sono stati toccati argomenti “che non possono essere espressi o discussi pubblicamente”, ha detto Lukashenka, che molto probabilmente significa armi per continuare a reprimere i birmani e stona con la dichiarazione successiva, cioè che che Minsk “possiede tutta la tecnologia necessaria per aiutare, formare e fornire al popolo birmano tutto ciò di cui ha bisogno oggi e in futuro”.
La politica estera di Lukashenka è limpida, e nonostante cerchi di dimostrare la sua disponibilità ad avere un dialogo con Kyiv per ottenere un sollevamento delle sanzioni, i suoi legami internazionali dimostrano l’alleanza inscalfibile con Vladimir Putin – e non solo. Ieri il governatore dell’oblast russa di Arkhangelsk, Alexander Tsybulsky, ha incontrato nella capitale bielorussa Lukashenka per parlare della costruzione di un porto in acque profonde, proponendogli il suo utilizzo per il trasporto di merci. “Nel bene o nel male, le nostre capacità sono cresciute di recente nei confronti della Russia”, ha detto Lukashenka. “Oggi siamo costretti a stare in prima linea insieme a voi. Non c’è scampo. L’importanza della Bielorussia sta crescendo a causa degli eventi che si stanno svolgendo intorno a noi”.
Di più su questi argomenti
Nata a Roma, all'università tra le tante lingue e civiltà orientali ho scelto il cinese. Grazie a un progetto di doppio titolo ho studiato un anno a Pechino, rapita dal romanticismo delle poesie Tang. Negli anni ho sviluppato un talento particolare per le passioni più costose, collezionando corsi: fotografia, ceramica, poi giornalismo. Dal 2021 lavoro al Foglio, nella redazione (umana) degli Esteri e in quella virtuale del Foglio AI.
