Ratcliffe, il messaggero. Perché a Mosca ci va la Cia e non gli inviati

Trump manda a Mosca il direttore della Cia su un C-17 dell'Aeronautica americana decollato da Riga. Dopo sette mesi di stallo degli inviati ufficiali, sul tavolo non c'è soltanto l'Ucraina

25 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 17:31
Immagine di Ratcliffe, il messaggero. Perché a Mosca ci va la Cia e non gli inviati

Il direttore della Central Intelligence Agency John Ratcliffe (Celal Gunes/Anadolu via Getty Images)

John Ratcliffe è atterrato a Mosca questa mattina, su un C-17 dell'Aeronautica americana decollato da Riga. Il direttore della Cia aveva lasciato Washington domenica, su un aereo governativo diretto in Lettonia. Lo ha rivelato la Cbs e Axios ha ricostruito i suoi movimenti. Né la Casa Bianca né il Cremlino hanno confermato chi fosse a bordo, o perché, ma la notizia è uscita quando qualcuno, a Mosca, ha fotografato un cargo militare americano e un corteo diplomatico in aeroporto. Ora l'aereo, stando ai sistemi di monitoraggio online del traffico aereo, è rientrato a Riga.
Benché in sordina, quella di oggi è la prima visita di Ratcliffe in Russia da direttore, e la visita di più alto livello di un uomo dell'Amministrazione Trump da gennaio 2026. Prima della partenza, Washington ha avvisato Kyiv che una delegazione stava per arrivare a Mosca, e ha chiesto agli ucraini di sospendere gli attacchi per poche ore, finché la missione non fosse ripartita. 
Nelle ultime ore, da Mosca, è emersa un'ipotesi piuttosto prosaica. Il canale Telegram di Ksenia Sobchak, senza citare fonti, ha scritto che gli americani sono arrivati per riprendersi Charles Wayne Zimmerman, veterano della Marina statunitense condannato a cinque anni per trasporto illegale di armi, dopo che un fucile e delle munizioni erano stati trovati sulla sua barca a vela nel porto di Sochi. Sobchak è vicina al potere russo, e la sua versione da sola non basta, ma il sito indipendente Važnye Istorii aggiunge che quest'estate Zimmerman ha presentato domanda di grazia, e che la consegna potrebbe avvenire senza contropartita, cioè senza scambio con detenuti russi. Fra il 24 e il 25 agosto Putin ha firmato tre decreti riservati, i numeri 605, 606 e 607, assenti dall'elenco degli atti pubblicati. All'inizio di agosto Mosca aveva già liberato l'ex marine Robert Gilman, detenuto in una colonia di Voronež. Se la pista fosse quella giusta si spiegherebbe anche il Boeing C-17A Globemaster III: un aereo cargo, che servirebbe a riportare a casa qualcuno. 
Anche il calendario è interessante. L'ultimo incontro fra Steve Witkoff e Vladimir Putin risale al 22 gennaio, al Cremlino: il settimo da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. Poi, il 28 febbraio, sono cominciati i bombardamenti americani e israeliani sull'Iran, e i due negoziatori del presidente, Witkoff e Jared Kushner, sono passati a occuparsi di Teheran, mentre l'Ucraina scivolava più in basso nell'agenda estera americana. Il 28 luglio, dopo l'incontro fra Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, il Financial Times ha rivelato che i due inviati preparavano il primo viaggio a Kyiv della presidenza, con tappa successiva a Mosca. L'8 agosto l'agenzia di stato russa Tass, citando una fonte anonima, ha scritto che la visita sarebbe potuta avvenire “entro una settimana o dieci giorni”. Poi è sembrata più probabile la data di ieri, 24 agosto, anniversario dell'indipendenza ucraina. Ma lunedì il viaggio è slittato, “leggermente rinviato, non cancellato” per l'intensificarsi degli attacchi russi su Kyiv nei giorni precedenti, come ha scritto su X Alex Raufoglu, corrispondente di Radio Free Europe. Oggi, martedì 25 agosto, Ratcliffe è atterrato a Mosca. 
Questa serie di rinvii nel viaggio degli inviati dell'Amministrazione Trump e l'arrivo del direttore della Cia possono essere due fatti scollegati, e la spiegazione ufficiale dei missili su Kyiv è plausibile. Resta però che coloro che facevano la spola con Mosca quasi ogni mese non vedono Putin da sette mesi, e adesso ci va il capo dello spionaggio americano. Per come questa Amministrazione ha deciso di usarlo, la sorpresa è relativa. Ratcliffe è diventato il corriere personale del presidente: è andato a Caracas dodici giorni dopo l'arresto di Nicolás Maduro, per trattare con la presidenza venezuelana ad interim, e all'Avana in maggio, a consegnare un messaggio di Washington al regime cubano. Con Mosca tiene aperto un canale dal marzo 2025, quando la sua telefonata con Sergei Naryshkin, capo dell'Svr (il servizio segreto russo che si occupa di spionaggio e sicurezza fuori dai confini nazionali), fu il primo contatto fra le due agenzie in oltre due anni. Nell'aprile dello scorso anno, Ratckliff ha negoziato di persona il rilascio di Ksenia Karelina, cittadina russo-americana arrestata dalle autorità di Mosca con l'accusa di tradimento per avere donato 51,80 dollari a un’associazione di assistenza all’Ucraina.
Mosca è in ballo anche nell'altro dossier caldo per la diplomazia americana: quello della guerra iraniana. A marzo la Cnn ha rivelato che la Russia passa a Teheran informazioni sulla posizione di truppe, navi e aerei americani. La settimana scorsa la Nbc ha documentato spedizioni russe di componenti per droni, munizioni e tritolo verso l'Iran attraverso il Caspio, sulla base di un documento di un governo europeo. Zelensky ha portato a Washington le prove di immagini satellitari che la Russia ha condiviso con Teheran. Su quel fronte Ratcliffe ha una posizione chiara. A giugno, lo ha raccontato Axios, disse al presidente che l'intelligence americana sollevava seri dubbi sulle intenzioni iraniane riguardo al memorandum d'intesa allora in discussione: fra loro i funzionari di Teheran ne parlavano in termini incompatibili con quanto dicevano ai mediatori. Sulla stessa linea Marco Rubio e, secondo Axios, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che però attraverso un portavoce ha poi fatto sapere di sostenere l'accordo. Dall'altra parte Vance, Witkoff e Kushner, favorevoli all'intesa.
Per ora, sul viaggio di Ratcliffe, Mosca tace. Se dal Cremlino uscirà una nota, vorrà dire che a Putin conviene mostrare che un canale con Washington esiste ancora. Se il silenzio proseguirà, è probabile che la missione fosse operativa. Il primo indizio arriverà da Mosca.