Back to Sussex: il chiacchierato ritorno di Harry e Meghan

Il principe torna a casa da figliol prodigo, ma non prodigio. L'esperienza negli Stati Uniti insegna che, alla lunga, sparlare della famiglia reale non paga
20 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 14:04
Immagine di Back to Sussex: il chiacchierato ritorno di Harry e Meghan

Foto LaPresse

In attesa di rinunciare alla Brexit, finisce almeno la Megxit. I duchi di Sussex, Harry e Meghan, tornano a vivere nel Regno Unito dopo sei anni di autoesilio americano. La notizia non è ufficiale ma certa, i dettagli già noti non molti: la coppia andrà a vivere in campagna, pare non lontano da Highgrove, la tenuta modello di re Carlo, traslocherà entro agosto, i pupi Archibald e Lilibet, rispettivamente sette e cinque anni, sono già iscritti a scuola, e comunque i Sussex manterranno le case dove hanno vissuto in questi anni, Montecito in California e il buen retiro in Portogallo. Non è chiaro se Carlo sia stato informato in anticipo; fonti di Palazzo fanno però sapere che il re settantasettenne è “naturalmente felice” di vedere più spesso figlio, nuora e nipotini. Nessuna reazione alla notizia da parte del fratello William, che si suppone ne sarà felice molto meno. Con Harry non si parlano da anni, mentre nello scorso luglio, sempre a Highgrove, dopo lunghe trattative fra gli emissari delle parti (ma almeno in un club di Pall Mall, molto chic), si era svolto lo “storico” incontro fra Carlo e la famiglia del secondogenito, evidentemente propedeutico alla decisione di Harry.
I media britannici sono ovviamente scatenati e, non avendo notizie certe, si dedicano alle congetture. Dietro la remigrazione dei Sussex ci sarebbe il sostanziale fallimento della loro conquista dell’America: non confermato il contratto con Spotify, ridimensionato quello con Netflix. Harry ha imparato a sue spese che sparlare della famiglia è come sparare una pistola con un colpo solo: una volta esploso, non resta molto da offrire allo show business. Il duca l’ha fatto con la famigerata intervista a Oprah Winfrey nel ’21, con l’autobiografia Spare due anni dopo e con la serie Netflix Harry & Meghan: un’interminabile sequenza di lagne, lamenti, proteste e sensibilità offesa, oltretutto in una salsa che più politicamente corretta non si può. Adesso torna in patria, dopo aver perso l’ennesima causa contro gli odiati tabloid, nello specifico il Daily Mail, che qualcuno calcola, forse esagerando, possa costargli 50 milioni di euro fra spese legali e risarcimenti. Sembra però certo che i Sussex resteranno, almeno per ora, dei “non working Royals”, insomma membri sì della famiglia reale con tanto di titolo di Altezza, ma non operativi. Con tutto quello che ne consegue, per esempio, in termini di protezione, tasto da sempre dolentissimo nelle rivendicazioni di Harry. Però, fanno notare a Londra, il recente tour australiano della coppia è stato simil regale, con l’eccezione che Harry e Meghan si facevano pagare, e salatissime, le “photo opportunity” con loro. Insomma, un recupero della coppia come royals anche working è sempre possibile, tanto più che “the Firm”, la ditta, come la chiamava Giorgio V, è a corto di personale. Carlo è malato e Camilla ha fatto capire da subito di aver sposato il re e non la monarchia; Andrew è stato cancellato e i cugini Gloucester e Kent sono anziani e malmessi. Per tagliare nastri e ispezionare reggimenti restano la stakanovista della famiglia, la “princess royal” Anna, i duchi di Edimburgo, Edoardo e Sofia, e naturalmente il diligente William e la principessa perfetta Katherine, peraltro ex malata pure lei. Il ritorno del figliol prodigo ma non prodigio potrebbe anche risultare una risorsa, tanto più che alla sua ultima apparizione sul suolo patrio, a Birmingham per gli “Invictus games” cari ad Harry, l’accoglienza della folla è stata molto cordiale. E’ anche vero, però, che quando tornò per il vitello grasso, il figliol prodigo non era sposato, e men che meno con una versione woke di Lady Macbeth.