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La prima mondiale •
Nel film ucraino “Demons”, la realtà della guerra supera la finzione. Sette anni di riprese
Al festival di Locarno Natalka Vorozhbyt porta le lotte passate e presenti di Kyiv. I giorni a fare marmellate e le notti a contare i bombardamenti russi
19 AGO 26

Foto Getty
Fa molto caldo giovedì 13 agosto a Locarno, ma non è un ostacolo per i festivalieri arrivati da tutto il mondo in Svizzera per il festival del cinema. La sala è sold out per la prima mondiale del film ucraino Demons, in programma nella sezione Cineasti del presente. Mentre gli spettatori occupano gli ultimi posti liberi, un’esile silhouette femminile in tailleur nero e décolleté con tacco basso color corallo si infila in sala. Resta in piedi, impaziente, davanti al palco, a scrutare i primi spettatori del suo film. Natalka Vorozhbyt, regista ucraina, ha affrontato venticinque ore di viaggio dall’Ucraina – dove gli aerei non volano più da quattro anni – per presentare la sua opera a Locarno. Ultimo film di finzione ucraino girato prima dell’invasione russa, il suo lungometraggio esplora le radici del rapporto tra Ucraina e Russia attraverso la vita di una coppia.
Fin dalle prime immagini il film ci trasporta nel cuore dell’Ucraina, nelle valli della regione di Poltava, culla dello scrittore ucraino Nikolai Gogol’ e della sua celebre mitologia. La scelta dell’ambientazione non è casuale: “Le mie radici sono lì. E’ qui, nei dintorni di Myrgorod, che ho letto per la prima volta i racconti di Gogol’, a sette anni”, spiega Natalka Vorozhbyt, incontrata a Kyiv, la sua città natale, prima della partenza per Locarno. E’ qui, nell’Ucraina centrale, che Vorozhbyt aveva scovato la storia vera – quella di sua zia – che ha ispirato il film. Nina, forte e indipendente, incarnazione di un’Ucraina post-sovietica, accoglie sotto il proprio tetto Slavik, uno scrittore russo alla deriva che finisce nel suo villaggio nel 1993, all’alba dell’indipendenza ucraina. “All’epoca, nel caos della crisi economica e sotto l’influsso della ‘grande cultura russa’, l’Ucraina non aveva ancora preso piena coscienza della propria indipendenza. Attraverso Nina ho voluto mostrare quanto le donne ucraine siano forti e capaci di difendersi, se attaccate”, spiega Natalka al pubblico svizzero.
Donna forte come la sua eroina, Vorozhbyt vanta una carriera di una trentina d’anni nel teatro. “Sono prima di tutto una drammaturga: il teatro mi permette di raccontare il mondo nel modo più ampio possibile”, confida. I suoi testi sono stati applauditi in una decina di paesi. In Ucraina è diventata celebre grazie alla fortunata serie tv Catch the Kaidash, ispirata a un grande classico della letteratura ucraina. Anche Demons è nato come testo teatrale. Scritto nel 2005 come riflessione sull’“interdipendenza nei rapporti russo-ucraini”, dimenticato per anni dalla stessa autrice, il testo ha ritrovato attualità dopo l’aggressione russa all’Ucraina del 2014. “Ero così stanca che altri registi stravolgessero i miei testi, che ho deciso di portare io stessa la sceneggiatura sullo schermo, senza intermediari”, scherza Natalka sul palco di Locarno.
E’ nel 2020 che Vorozhbyt si mette al lavoro. Per il ruolo di Nina sceglie una star ucraina, Ruslana Pysanka, nota per i suoi ruoli a teatro, al cinema e in tv, dove è apparsa più volte al fianco di Volodymyr Zelensky, futuro presidente ucraino. Per il ruolo dello scrittore russo, dopo lunghe e infruttuose ricerche in Ucraina, la regista sceglie l’attore russo Aleksei Mitin. Le riprese iniziano a fine agosto 2021. A gennaio 2022 il film è già girato al 90 per cento. Un mese dopo, quando la Russia lancia la sua grande invasione, Demons è una delle ultime produzioni cinematografiche ucraine dell’anteguerra, e non è ancora finito. Per di più, l’attore russo scompare dai radar e non risponde più. Quanto a Ruslana Pysanka, muore per un cancro fulminante sei mesi dopo. “E’ stato un disastro. Mi sono ritrovata senza i miei due attori principali, in piena guerra”, riassume Natalka Vorozhbyt. Ciliegina sulla torta: i dintorni di Myrgorod sono ormai tra i luoghi più bombardati dalla Russia nella regione di Poltava.
Eppure le donne ucraine, oltre a essere forti, sanno portare a termine le storie. L’idea di riprendere le riprese torna nella primavera del 2022, e il restante dieci per cento del film viene girato con controfigure. “Questa storia, che all’inizio era una lieve satira, nel 2022 si è trasformata in una vera tragedia”, pensa oggi Natalka. In questo quinto anno di guerra, Natalka Vorozhbyt fatica a immaginare il suo prossimo progetto, soprattutto dopo sette lunghi anni di lavoro su Demons. Nella sua dacia non lontano da Kyiv, si prepara così a un inverno che rischia di essere senza elettricità né riscaldamento in Ucraina. “Di giorno faccio marmellata di ciliegie e albicocche. Di notte conto le esplosioni che sento”, racconta la regista sui social. “Ultimamente non riesco più a tradurre in parole tutto ciò che accade”, ammette Vorozhbyt. Nei titoli di coda del film si scopre che tre membri della troupe sono morti in guerra, mentre difendevano l’indipendenza dell’Ucraina. Diverse altre persone della squadra combattono nell’esercito ucraino. La regista confessa di fare fatica a sostenere le chiacchiere di circostanza all’estero, ma il messaggio che vuole lasciare ai colleghi internazionali è chiaro. “Godetevi la vita, ma non dimenticate che è fragile, che un giorno le esplosioni potrebbero risuonare davanti a casa vostra, se ci lascerete perdere questa guerra”, conclude la regista, prima di intraprendere il viaggio di trentadue ore per tornare a Kyiv.