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In Florida sorprende la candidata socialista Nixon, in Alaska rassicura la moderata Peltola
Due primarie due volti: in Florida la socialista Angie Nixon batte con appena 975 mila dollari il candidato da 16 milioni e ora sfida i repubblicani. In Alaska la presenza di un omonimo di Sullivan sulla scheda aiuta Peltola: Trump lo definisce un impostore

Angie Nixon e Mary Peltola - foto LaPresse
I socialisti democratici americani, che da settimane stanno sfidando alle primarie, con alterne fortune, i candidati dell'establishment del Partito, hanno ottenuto una vittoria inaspettata. Alle primarie per il Senato in Florida, la candidata di sinistra Angie Nixon ha sconfitto l'ex ufficiale dell'esercito Alexander Vindman. In pochi se lo aspettavano: Nixon, infatti, aveva raccolto significativamente meno fondi, tanto da non potersi permettere di mandare in onda nemmeno uno spot pubblicitario, e non aveva ottenuto il sostegno delle principali figure progressiste del Partito. Alla fine della campagna, la candidata socialista aveva raccolto solo 975 mila dollari contro i 16 milioni di Vindman, già noto per essere stato un testimone del primo processo di impeachment a Donald Trump.
Nixon è una deputata statale dal 2020 e proprietaria di Cafe Resistance, una libreria a Jacksonville. La sua campagna ha premuto molto sull'abbassamento del costo della vita e sull'aumento degli stipendi: ha affermato che il primo provvedimento che vorrebbe rendere legge è la reintroduzione dei sussidi legati all'Obamacare, scaduti alla fine del 2025. Con i socialisti democratici condivide le posizioni in politica estera, soprattutto per quanto riguarda Israele: ha detto di voler tagliare gli aiuti statunitensi allo stato ebraico, una posizione che potrebbe rivelarsi controversa in uno stato che è al terzo posto per numero di persone ebree residenti.
A novembre, Nixon sfiderà la senatrice repubblicana uscente Ashley Moody, in un voto che si preannuncia impervio. La Florida, col tempo, si è spostata molto a destra e le posizioni progressiste di Nixon rischiano di alienare gli elettori moderati, in uno stato che ha votato Donald Trump per tre volte di fila. Inoltre, i democratici preferiranno spendere i loro fondi in stati repubblicani con maggiori chance di vittoria, come l'Alaska, dove sono terminate ieri le primarie "giungla", in cui tutti i candidati sono presenti sulla stessa scheda, e ne è uscita in vantaggio la democratica Mary Peltola, che ieri, con l'ottanta per cento dei voti scrutinati, conduceva 48 a 43 sul candidato repubblicano, il senatore uscente Dan Sullivan.
Alle elezioni di medio termine si contenderanno il seggio i quattro candidati più votati alle primarie, ed è già nato un giallo: al terzo posto, infatti, con il due per cento dei consensi, è presente un repubblicano omonimo del senatore Sullivan. Trump lo definisce un "impostore" e i repubblicani temono che i cittadini possano confondersi, in una sfida che si preannuncia all'ultimo voto.
Peltola, prima nativa americana dell'Alaska eletta a Washington, ha ottenuto 16 milioni di dollari in donazioni, il doppio del suo rivale, che attacca costantemente per aver votato la legge di bilancio di Trump, rea di tagliare i fondi alla sanità. La candidata è una moderata che ha come slogan della campagna "Pesce, famiglia, libertà": i diritti dei pescatori di sussistenza dello stato sono per lei centrali. Sta infatti cercando di bandire il trawling, un tipo di pesca compiuto da grandi pescherecci con reti a strascico. Ma non solo: ha ricordato la sua opposizione alle regolamentazioni in materia ambientale della presidenza Biden, è una sostenitrice del Secondo emendamento, che protegge il diritto degli individui di girare armati e ha definito "corrotto" il sistema di potere di Washington.
Eletta a deputata nel 2022, carica che ha mantenuto per un mandato, ha confermato parte dello staff del suo predecessore, un repubblicano. E' amica di Sarah Palin, l'ex candidata vicepresidente per i repubblicani nel 2008, che l'ha definita "una vera donna dell'Alaska". Nelle sue precedenti campagne aveva anche ottenuto il supporto della senatrice repubblicana Lisa Murkowski, che ora invece sosterrà il suo collega Sullivan. A differenza di Angie Nixon, le chance di elezione per lei sono alte: la sfida è stata definita "in bilico" dai sondaggisti proprio per la popolarità della candidata, che dovrà vincere in uno stato che ha eletto Trump con ben 13 punti di distacco nel 2024.