Esteri
L’arma delle spie •
Così la Germania trasforma i suoi servizi da uffici di analisi a intelligence vera
Una grande riforma dell’intelligence punterà a creare dei servizi tedeschi che, pur restando difensivi, saranno meno ingenui. E ora dovrà passare in Parlamento
15 AGO 26

Foto ANSA
Berlino. Il mondo cambia e l’intelligence della Germania deve diventare più efficace contro la guerra ibrida russa, il terrorismo e altre minacce. Il servizio estero Bundesnachrichtendienst, abbreviato in Bnd, e quello interno Bundesamt für Verfassungsschutz, abbreviato in Bfv, non possono più rimanere solo uffici d’informazione e devono trasformarsi in veri e propri servizi segreti, lasciandosi così alle spalle una parte della prudenza del passato. Mercoledì scorso è stata approvata una grande riforma dell’intelligence di 732 pagine dal governo Merz e ora dovrà passare in Parlamento. “Fino a questa proposta, nel confronto europeo, i servizi tedeschi erano quelli con le competenze più limitate che esistano, anche nel cyber. Solo l’Austria ha restrizioni più forti. La riforma porta invece la Germania allo standard del 2026”, spiega Hans-Jakob Schindler, esperto di sicurezza e intelligence e direttore del Cep, il Counter extremism project di New York e Berlino. La Germania vuole iniziare con “misure attive”, per esempio con hackback per sventare preventivamente i sabotaggi. Operazioni “pensate anche come deterrenza. I servizi tedeschi non possono sempre e solo difendere e analizzare. In caso di attacco cyber massiccio al Bundestag, per esempio, ora potranno esserci conseguenze elettroniche per chi lo ha fatto: server messi fuori uso e così via”, spiega Schindler, che però puntualizza che queste azioni resteranno “legate a condizioni molto specifiche: deve esserci un pericolo del tutto concreto, un’informazione affidabile”.
Le operazioni tedesche di questo tipo resteranno quindi mirate e, nella pratica, “accadranno più raramente che regolarmente”. Schindler concorda con il fatto che la riforma punterà a creare dei servizi tedeschi che, pur restando difensivi, saranno meno ingenui. Da anni, soprattutto nel campo del terrorismo, le agenzie tedesche vengono criticate per la propria dipendenza dalle soffiate dei partner internazionali. Condizione non dovuta a incapacità, ma al framing legale tedesco. “In linea di principio, lo scambio di informazioni di intelligence, soprattutto sulla sicurezza, non è nulla di male, anzi, è ottimo e dev’essere così”, puntualizza Schindler, “ma non è una strategia per la sicurezza della Germania, perché nessuno di questi servizi – britannici, francesi, israeliani o americani – è competente per garantire la sicurezza in Germania. Quindi bisogna anche essere il più bravi possibile da soli”, fermo restando che le collaborazioni restano vitali e sempre necessarie. Del resto, aggiunge l’esperto, bisogna anche “essere in grado, si spera, di passare a propria volta qualcosa di utile agli altri servizi, così da ricevere poi in cambio”.
Il quadro delle minacce a cui è sottoposta la Germania è molto composito. “Dal 2014, e in particolare dal 2022, le operazioni russe in Germania e in Europa diventano sempre più aggressive”, conferma Schindler, che segnala anche l’intensificarsi dell’attività ibrida di paesi come l’Iran. La minaccia interna è aumentata su tutto lo spettro: da una parte l’estrema destra neonazista, dall’altra il pericolo islamista. “Abbiamo preso la decisione strategica – non solo la Germania, ma l’Europa e in fondo il mondo occidentale – di non combattere più il terrorismo là dove è la sua origine. Ci siamo ritirati dall’Afghanistan, ci siamo ritirati dall’Africa occidentale, in parte ci siamo ritirati dall’Africa orientale”, spiega Schindler, e ora “non è illogico che dobbiamo fare molto di più qui”, da noi. Nella lotta all’islamismo radicale, la riforma potrà fare tanto. Certo, mancanze di tipo giudiziario come nel caso dell’attacco contro il Pride di Berlino di luglio non sono da ricondurre all’attività dell’intelligence. Ma in altri casi potranno cambiare le cose: “Individuare qualcuno che non si conosce, che si sta radicalizzando, è possibile solo se si può usare l’intelligenza artificiale e analizzare i dati di massa. E’ questo che dovrebbe essere consentito con la riforma”, precisa Schindler. Facilitare il lavoro delle agenzie di fronte ai restrittivi regolamenti tedeschi su dati e privacy è infatti uno dei passaggi cruciali. La nuova legge sta già accendendo il confronto politico e, come ricorda lo stesso direttore del Cep, dovrà affrontare ricorsi alla Corte costituzionale. Il testo finale della metamorfosi non è quindi ancora definito. Una novità è la possibilità per il Bnd di ricorrere anche a “mezzi cinetici”, cioè all’uso della forza fisica. Ma è un’eccezione riservata a condizioni di difesa estrema e di guerra. I servizi tedeschi non diventeranno insomma agenzie con licenza di uccidere in tempo di pace. Nel futuro prossimo Berlino non potrà mettere in piedi nessuna “operazione pager” modello Mossad.