Esteri
L'offensiva •
Le campagne di Mosca, che lavora sodo per destabilizzare Berlino
La Russia sta realizzando una guerra mediatica per mettere ulteriormente in difficoltà il cancelliere Merz sfruttando le elezioni tedesche di settembre. Lo scopo è alimentare una nuova divisione del paese tra est e ovest, indebolendo così uno dei più strenui alleati dell’Ucraina. L'operazione Matrioska
14 AGO 26

Foto LaPresse
Berlino. Colpire la Germania per indebolire l’Ucraina. Ma anche colpire la Germania per indebolire il cancelliere Friedrich Merz, assediato a destra e a sinistra da partiti filorussi. Parte una volta ancora da Mosca un’offensiva mediatica per mettere ulteriormente in difficoltà il capo del governo tedesco, che già attende con apprensione lo spoglio delle urne il prossimo 6 settembre. Quel giorno votano gli elettori della Sassonia-Anhalt, il Land orientale con capitale Magdeburgo: un’elezione piccola nei numeri con 1,78 milioni di aventi diritto ma politicamente da far tremare i polsi. Secondo l’ultima rilevazione Insa per Bild, i sovranisti dell’AfD dovrebbero raccogliere il 42 per cento dei voti, quasi il doppio del 22 per cento attribuito alla Cdu del cancelliere. Terza con il 13 per cento sarebbe la Linke, il partito socialcomunista il cui nuovo leader, il calabro-tedesco Luigi Pantisano, ha offerto un ramoscello di ulivo alla Cdu per fare muro contro l’estrema destra a Magdeburgo. A Berlino, però, la Linke contesta il sostegno militare all’Ucraina. Ciliegina sulla torta elettorale è, sempre per Insa, l’atteso ingresso nell’assemblea regionale dei deputati del Bsw, una formazione nata da una costola della Linke ma con venature nazionaliste se non xenofobiche e una linea antiatlantista e filorussa. In soldoni: il 42 per cento dell’AfD, un partito ostile a Kyiv, il 5 per cento del Bsw rosso-bruno, e il 13 per cento di una Linke filorussa a metà confermano che l’orso russo è il convitato di pietra delle elezioni in Sassonia-Anhalt. Intanto, un recente rapporto di NewsGuard, un servizio che valuta l’affidabilità delle notizie, sostiene che indebolire Berlino può rafforzare Mosca.
La notizia di per sé non è nuova. Era il gennaio 2016 quando sui social media dei russi di Germania scoppiò il “caso-Lisa”: la vicenda di una ragazzina russa di Berlino in apparenza rapita e stuprata da immigrati. Una bufala amplificata dai media di stato russi e poi rilanciata dallo stesso ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov, secondo cui le autorità tedesche stavano insabbiando il caso. Un’uscita che alimentò alcune proteste pubbliche finché la Berlin Polizei dimostrò che Lisa si era inventata tutto per distogliere l’attenzione dai brutti voti a scuola. Dieci anni fa, la desinformazia muoveva i primi passi.
Oggi, mette in guardia NewsGuard, la guerra mediatica è molto più elaborata. Ed esiste una campagna di influenza russa che sfrutta le prossime elezioni in Germania: il 20 settembre si rinnovano anche i Parlamenti regionali di Berlino e del Meclemburgo-Pomerania anteriore, la regione da cui partivano i gasdotti Nord Stream. Scopo della campagna è alimentare una nuova divisione della Germania tra est e ovest, indebolendo così uno dei più strenui alleati dell’Ucraina. L’operazione ha un nome non troppo originale ma facile da ricordare – Matrioska – e ha diffuso negli ultimi due mesi 20 video e molti articoli di stampa che attribuiscono a testate giornalistiche tedesche, celebrità, esponenti del mondo imprenditoriale e altre personalità pubbliche presunti appelli a favore della divisione della Germania in due entità distinte. Una campagna social con l’hashtag #TimeToDivideGermany e con la partecipazione di star della tv. “E’ con grande piacere che aderisco alla campagna #TimeToDivideGermany. La Germania orientale e quella occidentale hanno una possibilità di futuro solo se vengono divise”, dichiara sui social, fra gli altri, l’attore statunitense James Marsters, famoso per aver interpretato Spike in “Buffy l’ammazzavampiri”. Immagini vere, voce riprodotta con l’IA. Altri “messaggi” circolano sui media con tanto di timbri contraffatti della Bild o del canale pubblico Deutsche Welle.
Si sostiene per esempio che i bambini della Germania orientale avrebbero maggiori probabilità di essere vittime di pedofili in arrivo dall’ovest; che i Wessi (tedeschi dell’ovest) affitterebbero più volentieri a stranieri che non agli Ossi (quelli dell’est); che l’82 per cento dei tedeschi under 30 sarebbe favorevole a una nuova divisione della Repubblica federale; e che Julia Klöckner, la presidente del Bundestag, avrebbe definito gli Ossi “mentalmente deficienti”. Notizie sconclusionate e spesso poco credibili, ma chi monta e smonta le matrioske piene di bufale punta su quantità e capillarità. Alla fine di luglio 2026 NewsGuard aveva identificato 723 articoli di questo tipo, pubblicati su ben 134 testate fasulle disegnate a immagine e somiglianza di quelle vere.