In Venezuela opposizione e governo raggiungono due accordi con il plauso di Washington

Dal rinnovo completo delle cariche giudiziarie al recupero delle riserve valutarie venezuelane rimaste bloccate presso la Banca d’Inghilterra. Ma a Caracas si protesta contro la segretezza del negoziato
14 AGO 26
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Foto ANSA

C’è stato un primo importante accordo tra il governo e l’opposizione in Venezuela. Le due delegazioni erano guidate da Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale attuale e fratello della presidente ad interim Delcy Rodríguez, e Dinorah Figuera, ex presidente di quell’Assemblea nazionale eletta nel 2015 quando l’opposizione aveva ottenuto un’ampia maggioranza, e tuttora riconosciuta come ultima Assemblea nazionale democraticamente eletta in Venezuela da gran parte della comunità internazionale, tra cui gli stessi Stati Uniti. Al termine del primo round di negoziati, è stato raggiunto un accordo per un rinnovo completo delle cariche giudiziarie, che era una esigenza dell’opposizione. In particolare, saranno rinnovati tutti i giudici del Tribunale supremo di giustizia, per formare il quale Maduro aveva convocato l’Assemblea nazionale scaduta prima che quella eletta nel 2015 potesse riunirsi, e col cui appoggio aveva poi fatto il golpe istituzionale.
C’è stato poi l’altro accordo per recuperare le riserve valutarie venezuelane che sono rimaste bloccate presso la Banca d’Inghilterra in seguito alla disputa su quale fosse l’autorità legittima tra quelle che si contendevano il potere in Venezuela e l’opposizione è andata incontro a un’esigenza del governo. Il documento, datato 12 agosto 2026, afferma che entrambe le parti concentreranno i loro sforzi su due aree principali: affrontare l’emergenza causata dal doppio terremoto. Con gruppi di lavoro tecnici e cinque riunioni plenarie tra le due delegazioni, il processo è iniziato formalmente all’inizio di agosto. “Confido che questo processo contribuirà a costruire un percorso per una migliore convivenza democratica tra i diversi settori politici del paese e che si tradurrà in benefici concreti per i venezuelani”, ha dichiarato Delcy Rodríguez in un messaggio trasmesso via Telegram. In effetti a Caracas c’è stata anche una manifestazione di protesta contro la segretezza del negoziato, che però ha il sostegno degli Stati Uniti.