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Burnham vuole la sovranità digitale a Londra, ma flirta con Palantir
Da sindaco era facile tenere le distanze dal colosso dei big data, tutt'altra storia è farlo da primo ministro, con diversi appalti già assegnati all'azienda di Peter Thiel e Alex Karp. Con i prossimi bandi si misureranno le sue intenzioni
14 AGO 26

Foto ANSA
Andy Burnham è entrato a Downing Street promettendo un “circuit breaker” per la politica britannica, la rottura con un decennio di subalternità della City e di Westminster alla Silicon Valley. Come sindaco della Greater Manchester Combined Authority, per nove anni, non ha mai firmato un contratto con Palantir. Il dettaglio circolava già come premonizione nei giorni della sua nomina a leader laburista. Farlo da sindaco e farlo da primo ministro, però, sono due esercizi diversi: nel primo caso si tratta di non aprire una porta, nel secondo di chiuderne una già spalancata da tempo, con l’inquilino comodamente insediato dentro casa.
Il caso Palantir nel Regno Unito interessa proprio per questo scarto fra retorica sovranista e struttura degli incentivi già in essere. L’azienda di Peter Thiel e Alex Karp ha costruito in tre anni una presenza capillare nello stato britannico: un contratto settennale da 330 milioni di sterline con il servizio sanitario nazionale per la Federated Data Platform, un accordo quadro da 240 milioni con il ministero della Difesa firmato poche settimane prima di Natale, un contratto legato al deterrente nucleare, e decine di intese minori disseminate fra polizia, servizi sociali per l’infanzia, programmi per i rifugiati. Almeno 34 contratti pubblici individuati finora da giornalisti e parlamentari, spesso senza gara competitiva aperta. A settembre del 2025, durante la visita di stato di Trump, l’intesa si è allargata ulteriormente con un patto da 1,5 miliardi di sterline sulla Difesa, che fa del Regno Unito il primo hub europeo di Palantir per quel settore.
Burnham arriva al potere con un capitale politico speso proprio contro questo modello. Sadiq Khan, altro sindaco laburista, aveva bloccato un’intesa da 50 milioni fra Palantir e la polizia metropolitana. Una commissione parlamentare trasversale ha definito la crescente dipendenza dei servizi pubblici britannici da Palantir un punto di debolezza inaccettabile, capace di lasciare intere funzioni statali alla mercé di un attore straniero. Eppure la prima mossa di Burnham da premier è stata affidare la Difesa a Wes Streeting, il ministro che da titolare della Salute ha difeso il contratto dell’NHS con Palantir invece di attivare la clausola di uscita prevista per il 2027. Quattro ex funzionari del ministero della Difesa lavorano oggi per l’azienda, e la rete di relazioni costruita da Palantir a Westminster attraversa esattamente i corridoi che Burnham dovrebbe ora percorrere per disfarla.
Questo è il punto che rende il caso interessante oltre la cronaca britannica. La sovranità digitale, come concetto politico, costa pochissimo finché resta uno slogan da comizio. Diventa costosa nel momento in cui bisogna sostituire un fornitore già integrato nei flussi operativi di un ospedale, di un ministero, di una centrale di polizia, con margini di errore che si pagano in vite umane o in falle di sicurezza. E' lo stesso dilemma che attraversa Bruxelles, dove la Commissione europea ha adottato misure per rafforzare l’autonomia digitale proprio perché l’Unione dipende da fornitori extra europei per circa l’ottanta per cento dei servizi digitali critici. Anche in questo caso, alcuni governi nazionali hanno iniziato a espellere fornitori legati all’amministrazione Trump dai propri sistemi pubblici, mentre altri, incluso quello italiano nei suoi dossier su data center e infrastrutture AI, continuano a trattare la questione come un problema di procurement piuttosto che come una questione di autonomia strategica.
C’è poi una dimensione che va oltre l’economia industriale del procurement. Parte dell’opposizione a Palantir nasce da preoccupazioni sui dati sanitari trattati da un’azienda legata all’apparato di intelligence americano e ai suoi rapporti con Israele: manifestazioni davanti agli uffici londinesi si sono ripetute per mesi, promosse anche da personale medico del servizio sanitario nazionale. Per Burnham la sovranità digitale non si gioca solo sul piano industriale, ma anche su quello della fiducia dei cittadini verso lo stato che custodisce i loro dati più sensibili.
Burnham ha ora l’occasione di dimostrare se “buy British” sia una postura elettorale o un programma di governo. La differenza si misurerà non nei prossimi comunicati, ma nella prossima gara pubblica bandita dal suo governo, e in quante aziende diverse da quella di Karp e Thiel riusciranno ad aggiudicarsela.