Esteri
Le dichiarazioni •
AfD spaventa gli investitori in Germania. Spunti per Meloni su Vannacci
La ministra per l'energia tedesca avverte che il partito "solleva preoccupazioni" per gli investimenti esteri, e i sondaggi sugli imprenditori confermano il monito. La lezione vale anche per l'Italia e la maggioranza al momento al governo
11 AGO 26

Ieri il Financial Times ha pubblicato un’intervista alla ministra dell’Economia tedesca Katherina Reiche, che ha avvertito: la crescita del partito di estrema destra AfD rischia di “sollevare preoccupazioni” tra gli investitori esteri. Reiche ha poi liquidato il programma del partito come una “miscela selvaggia” con “elementi socialisti”. Ma che il monito arrivi proprio adesso non è un caso, per due ragioni. La prima è che il 19 ottobre Berlino ospiterà il suo primo vertice per gli investimenti, con cui il governo Merz vuole attrarre almeno 3.750 miliardi di euro di capitali privati entro il 2040. Per questo sono attesi fino a 200 investitori, da David Solomon di Goldman Sachs a Larry Fink di BlackRock. La seconda ragione è che poche settimane prima dell’evento, a settembre, si voterà sia in Sassonia-Anhalt sia Meclemburgo-Pomerania Anteriore, due Länder dell’ex est – e nel primo stato i sondaggi danno l’AfD vicina alla maggioranza assoluta.
Il partito chiede la “remigrazione” degli stranieri, l’uscita dall’euro e uno disgregazione dall’Unione europea, la fine delle politiche industriali e climatiche. Eppure quei due Länder hanno bisogno proprio di ciò queste politiche rischiano di allontanare: immigrati e capitali. La Sassonia-Anhalt, calcola il Bertelsmann Stiftung, perderà 322 mila abitanti entro il 2040 (senza contare che la sua età mediana salirà a 52,1 anni contro i 47,1 della media tedesca). Inoltre, uno studio diffuso qualche settimana fa dal Diw, un istituto di ricerca economica di Berlino, stima che le politiche migratorie di AfD taglierebbero gli arrivi di stranieri nel Land tra il 45 e il 65 per cento l’anno, in una parte del paese, i Länder orientali, dove i lavoratori stranieri producono 24,6 miliardi di euro di valore aggiunto secondo l’Iw, il centro studi dell’industria tedesca. A una conclusione simile arriva il rapporto commissionato dalle imprese al centro di ricerca economica ifo di Dresda: con pochi investimenti, lavoratori introvabili e una popolazione che invecchia, si rischierebbe di perdere il ritmo di crescita economica rispetto al resto del paese. Infatti tutte queste promesse di Afd per gli investitori hanno un prezzo, o meglio sono un rischio. In una rilevazione tra le società quotate tedesche citata dall’Iw, il 92 per cento considera il populismo uno svantaggio competitivo per la Germania e il 76 per cento vede nell’ascesa di AfD una minaccia diretta alla sua forza di potenza esportatrice.
Tutto ciò dovrebbe far riflettere anche la maggioranza italiana e il partito della premier Giorgia Meloni. In tre anni i mercati hanno premiato la prudenza fiscale del governo e lo spread tra Btp e Bund, oggi a 78 punti base, resta sui minimi da 15 anni. Intanto Futuro Nazionale di Roberto Vannacci (che si professa “non ragioniere” a domande di politica economica) ha posizioni non distantissime da AfD ed è salito nei sondaggi sopra la Lega, tanto che solo sommando i suoi voti il centrodestra supererebbe il campo largo nel 2027. La lezione tedesca dice che gli investitori leggono i programmi prima dei risultati elettorali. E finché il generale resterà fuori dalla coalizione, sarà soprattutto un problema elettorale di Meloni. Altrimenti, si veda di nuovo il caso tedesco.