I piani di Putin per la crisi nella Nato

Le rivelazioni del Wall Street Journal, i timori di operazioni sotto falsa bandiera. Quali sono i rischi nei prossimi mesi per l'Alleanza atlantica e perché Mosca potrebbe colpire

8 AGO 26
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Il capo del Cremlino Vladimir Putin potrebbe aver preso la decisione di andare a vedere se la Nato esiste, funziona, è risoluta e pronta a rispondere. Sarebbe pronto ad andare a testare se l’Alleanza atlantica sa funzionare, vive oltre alla teoria, oppure è soltanto uno slogan, una maschera. E per farlo potrebbe tentare di provocare un paese con un attacco informatico o un’incursione di terra. A quel punto cosa farebbero gli altri membri? E’ proprio questo che Putin, secondo fonti di intelligence americane che hanno parlato con il Wall Street Journal, vorrebbe andare a vedere. La rivelazione fatta al quotidiano americano toglie una delle certezze che molti dei paesi della Nato avevano e che rispondeva all’idea che, finché fosse stato impegnato in Ucraina, Putin non avrebbe provocato i membri dell’Alleanza atlantica. Ma in Ucraina la guerra si fa sempre più lunga e per quanto il capo del Cremlino abbia deciso di combatterla fino a quando non avrà ottenuto la resa di Kyiv, riconosce che si sta allungando, che i droni ucraini sono sempre più pericolosi quando colpiscono in Russia, e potrebbe tentare di andare più veloce stanando e dividendo gli alleati dell’Ucraina, creando panico, portando alla Nato la guerra che finora in molti hanno soltanto studiato e soprattutto cercando la risposta alla domanda: ma l’articolo 5 funziona davvero? 
Gli americani sono il dubbio maggiore, i russi li vedono sempre più inclini al disimpegno, ripiegati sui propri arsenali a contare le scorte rimaste. Colpendo la Nato, Putin vuole dimostrare che non esiste, non funziona, vuole dividere e sta già facendo le prove: i continui sconfinamenti dei droni russi in Romania o in Polonia servono a testare le reazioni, a infondere paura nella popolazione affinché faccia pressione sui governi che sostengono l’Ucraina. Putin fa dei piani, secondo l’esclusiva del Wall Street Journal, per uccidere la Nato e creare la più grande crisi di sicurezza e anche di identità degli alleati degli Stati Uniti.
L’allarme dell’intelligence americana al quotidiano non è isolato. Nei giorni scorsi, il ministro della Difesa della Lituania, Robertas Kaunas, ha avvertito che la Russia potrebbe preparare provocazioni sotto falsa bandiera contro i paesi dell’Alleanza atlantica, in modo particolare contro i baltici. Nei mesi scorsi, dei droni ucraini sono caduti in Finlandia, Croazia, Lituania e Lettonia. Si è trattato di errori di navigazione o deviazioni causate da interferenze elettroniche russe, ma in più di un caso lo schianto ha aperto un dibattito sulla sicurezza, tutto interno e senza accuse a Kyiv, ma quello che le autorità della Lituania sottolineano è che Mosca potrebbe architettare attacchi pericolosi e mortali usando droni ucraini. Ancora una volta l’obiettivo sarebbe la divisione, testare le difese aeree e anche di resistenza interne soprattutto nei paesi confinanti che finora hanno guidato dentro all’Unione europea la solidarietà all’Ucraina. Dividendo le opinioni pubbliche, Mosca vuole fermare gli aiuti, creare un senso di pericolo generale che opprima e soffochi i rifornimenti all’Ucraina, crei antipatia nei confronti del popolo ucraino (come sta avvenendo per esempio in Polonia dopo un attento lavoro di propaganda) e non soltanto diventi un problema per Kyiv, ma anche per l’architettura della sicurezza dell’occidente.
Putin vuole l’Ucraina, non ha intenzione di tirarsi indietro e la valutazione è che più vedrà allontanarsi il suo obiettivo, più potrebbe essere portato a provocare la Nato. Una Nato immobile sotto ai colpi di Putin, con opinioni pubbliche spaventate e frammentate interno non avrebbe molti giorni di vita. Ma il capo del Cremlino ha già fatto molte scommesse sbagliate, come arrivare a Kyiv in tre giorni.
Questa settimana, durante la riunione degli ambasciatori ucraini, l’ex capo delle Forze armate, Valeri Zaluzhny, oggi diplomatico a Londra, ha detto che non bisogna farsi illusioni: per gli ucraini non c’è posto nella Nato. Il generale però ha anche valutato cosa vuol dire essere oggi dentro l’Alleanza atlantica e se potrebbe davvero essere producente. Ci sono pro e contro: i vantaggi sono rappresentati dall’alto livello di tecnologie militari di cui dispongono alcuni paesi e che l’Ucraina non ha; gli svantaggi risiedono invece nella dottrina militare della Nato ritenuta obsoleta. Zaluzhny vede una soluzione: una collaborazione a blocchi che consenta all’Ucraina e ai suoi alleati degli scambi vitali, necessari, senza il legame dell’articolo 5 che Putin è intenzionato a distruggere per privare la Nato del suo grande potenziale di deterrenza.