Esteri
i post sui social media •
La rotta della disinformazione che ha alimentato le promesse su Ceuta
Così si è diffusa online la notizia (falsa) di una presunta apertura delle frontiere spagnole. Il ruolo dei media locali e dei social media, che hanno funzionato da cassa da risonanza e dove ancora ci si organizza per il prossimo 15 agosto

“Non credete a chi vi dice che se entrate a Ceuta vi rimanderanno indietro. Non sarete espulsi”, dice un giovane marocchino in un video che anche dopo la sua rimozione, è stato ripubblicato da altri account sui social media per incoraggiare a dirigersi verso l’exclave spagnola. Sebbene non sia possibile ricondurre solo alla disinformazione sui social media l’arrivo a Ceuta di oltre 70.000 persone in modo irregolare, secondo i governi spagnolo e marocchino e il commissario europeo per le migrazioni, Magnus Brunner, è sicuramente stata una delle cause che ha spinto migliaia di persone ad attraversare il confine.
Molti post su internet si basavano sulla sentenza della Corte suprema spagnola sui rimpatri dei migranti, emessa lo scorso 29 giugno, secondo cui i migranti fermati in mare non potevano essere respinti immediatamente al confine tra i territori spagnoli di Ceuta e Melilla. La sentenza riguardava però esclusivamente la procedura legale e non riconosceva alcun diritto di restare in Spagna, stabiliva soltanto che i migranti intercettati dopo l’arrivo via mare non potessero essere immediatamente rimandati indietro, ma dovessero essere sottoposti alla normale procedura legale di rimpatrio prevista dalla Spagna. Eppure in numerosi post diffusi su gruppi Facebook, Telegram e Whatsapp la sentenza è stata presentata come una decisione “storica”: il media spagnolo Maldita.es, specializzato in fact-checking e disinformazione, ha individuato almeno dieci gruppi Facebook in cui la notizia della sentenza è stata pubblicata sia prima che dopo l’ingresso di migliaia di persone a Ceuta nella notte del 30 luglio.
Poche ore prima, su un gruppo un utente chiedeva: “La porta è ancora aperta?”, in un altro si legge: “Corte suprema spagnola: non è prevista alcuna espulsione immediata per i migranti che nuotano verso Ceuta e Melilla”. Su TikTok un blogger marocchino per spiegare la sentenza dice: “Questa legge entrata in vigore in Spagna stabilisce che è vietato rimandare indietro chiunque sia arrivato in Spagna a nuoto, ed è vietato alla Marina militare rimandarli indietro”. Il video ha quasi 4 mila mi piace, qualcuno nei commenti risponde: vorrei andare, ma non so nuotare. Secondo altri post pubblicati sui gruppi Facebook già a inizio luglio, il programma spagnolo per la regolarizzazione di centinaia di migliaia di migranti irregolari sarebbe terminato il 30 luglio, uno di questi ha oltre 28 mila mi piace. Anche questa era una notizia falsa: il programma si applicava solo ai migranti irregolari che si trovavano già in Spagna da almeno cinque mesi prima della fine del 2025 e potevano presentare domanda tra aprile e il 30 giugno.
Reuters ha intervistato poi alcuni migranti che hanno raccontato di essersi convinti a partire dopo aver visto i video pubblicati da El Faro de Ceuta, un media locale che il 23 luglio aveva affermato come circa 100 persone avessero raggiunto Ceuta, collegando gli arrivi alla decisione della Corte suprema. Nel video si vedono alcuni giovani che ridono, alzano il pollice e fanno gesti di vittoria, che “hanno avuto l’effetto inatteso di incoraggiare un maggior numero di persone a tentare la traversata”, scrive l’agenzia di stampa. Il 28 luglio lo stesso giornale locale ha pubblicato un altro reportage dal titolo “Ceuta non ce la fa più”, questa volta le protagoniste dei video a dimostrazione erano due donne che con gli abiti bagnati camminavano per la città dopo essere arrivate a nuoto: “Il filmato è stato ampiamente visto in Marocco, secondo quanto riferito da tre migranti intervistati da Reuters”.
Sui gruppi Facebook e Whatsapp sono stati poi lanciati numerosi appelli e consigli sugli aspetti logistici dell’attraversamento, la rotta da seguire, le foto di pinne e galleggianti da portare con sé. Maldita.es ha individuato quattro gruppi WhatsApp e oltre 50 account Instagram in cui si parla ancora oggi di attraversare il confine dal Marocco a Ceuta il prossimo 15 agosto: WhatsApp funge più da “centro operativo”, in uno dei link condivisi si legge: “Fratelli, tutti sono benvenuti a unirsi al tramonto e all’alba del 15”. Nei commenti qualcuno chiede: “ Qual è il piano per il 15/8?”. Su Instagram invece i post spiegano come attraversare il confine, la maggior parte degli utenti condivide le proprie foto con la data del 15 agosto e gli hashtag “Fenideq ”, “Fnidaq ” o “FENIDG CEUTA ” per indicare il punto di partenza dal Marocco. A un messaggio del 2 agosto, “Che fine hanno fatto le poche persone che si nascondono ancora a Ceuta e non sono tornate?”, un utente ha risposto: “Se ne sono andati tutti, non ne è rimasto nemmeno uno in centro, fratello”.
Di più su questi argomenti
Nata a Roma, all'università tra le tante lingue e civiltà orientali ho scelto il cinese. Grazie a un progetto di doppio titolo ho studiato un anno a Pechino, rapita dal romanticismo delle poesie Tang. Negli anni ho sviluppato un talento particolare per le passioni più costose, collezionando corsi: fotografia, ceramica, poi giornalismo. Dal 2021 lavoro al Foglio, nella redazione (umana) degli Esteri e in quella virtuale del Foglio AI.

