Il futuro incerto della Cnn, preda di David Ellison

Il magnate dell'intrattenimento vuole rilevare la Warner Bros e ostenta un fare rassicurante rispetto al canale all news: “Non cambierà nulla”. Ma c’è il precedente Cbs, oggi completamente asservita al mondo Maga
6 AGO 26
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Foto ANSA

David Ellison sta costruendo il più grosso polo dell’intrattenimento americano. Nel 2025 la sua azienda di produzione, la Skydance, ha acquisito la Paramount (un merger da 8 miliardi di dollari). Ora Ellison sta portando avanti l’acquisizione della Warner Bros-Discovery (una fusione da 110 miliardi) che alcuni giudici federali e procuratori statali potrebbero fermare in nome dell’antitrust. Ma Ellison dice che, prima di tutto, i veri nemici sono Netflix e compagnia, non i produttori come lui, e poi che in fondo se provano a fermarlo è solo per una questione politica. Chi prova a mettergli i bastoni, dice, lo farebbe solo per preservare la natura della Cnn, considerata un argine al mondo Maga. Il canale all-news fondato da Ted Turner infatti è dentro il pacchetto Warner che Ellison si prenderebbe. La vicinanza di Ellison a Donald Trump e il fatto che il padre miliardario, Larry, sia un amico e un donatore del presidente, spaventa i divi di Hollywood, i sindacati del cinema, i dem, i giornalisti e le no-profit sulla libertà d’informazione. Così, di fronte alle cause intentate dai procuratori di stati come la California, Ellison junior ha voluto rassicurare tutti, affidandosi all’organo stampa dei liberal, il New York Times. Ha scritto un pezzo dove dice che “si è speculato sulle mie posizioni politiche, sulla mia fedeltà, sulle mie intenzioni”, ma smettetela di dire che è una questione di antitrust, è solo paura che cambino le news a cui siete abituati. 
Ellison è convinto che chi sta bloccando l’acquisizione non vuole proteggere il cinema – lui dice di amarlo, citando scene di “E.T.”, di “Top Gun” e di “Star Wars” – ma perché gli anti-trumpiani hanno il terrore che la Cnn diventi una sorta di Fox News, dove le fact-checker di prima serata verranno sostituite con le cognate rifatte del presidente e i bravi reporter dovranno parlare dei misteriosi vandali che rovinano la vascona del Lincoln memorial. “In un’epoca in cui gran parte di ciò che riempie i nostri schermi è generato da macchine o studiato appositamente per suscitare rabbia”, promette Ellison, “il giornalismo fatto da veri giornalisti è più importante che mai. E’ questo il lavoro che intendo sostenere, con pazienza, per molto tempo ancora”. Ma come ha sottolineato Brian Stelter, che copre il mondo dei media proprio per la Cnn, Ellison aveva fatto la stessa promessa quando la sua Skydance si è mangiata Paramount e quindi la rete Cbs. A capo delle news della Cbs Ellison aveva messo Bari Weiss, che ha trasformato i vecchi programmi filo-progressisti in propaganda dello Studio Ovale, cancellando reportage investigativi che potevano infastidire la narrativa dell’amministrazione e mandando via volti storici del canale. In un anno Cbs, cancellando il comico Stephen Colbert, è diventata una delle varie TeleTrump, e tutti sanno che il presidente vorrebbe che accadesse la stessa cosa all’odiata Cnn, per lui la peggiore di tutte le “fake news” (Trump avrebbe già pronta una lista di modifiche e di nomi da epurare). Un partner di Ellison ha proposto di creare un editorial board indipendente e autonomo, un po’ come era stato costretto a fare Rupert Murdoch quando aveva comprato il Wall Street Journal. Per ora la decisione spetta ai giudici, che hanno accettato la data richiesta dai procuratori: marzo del 2027, mentre Ellison avrebbe voluto un verdetto entro novembre di quest’anno. Ma tutti sono scettici davanti alle promesse di Ellison in materia di autonomia giornalistica, anche per il fatto che nel suo articolo non cita mai Bari Weiss e la trasformazione della Cbs. Trump invece, all’ultima cena dei corrispondenti stranieri, ha insultato i giornalisti della Cnn e ha fatto, con una battuta, i complimenti a Weiss.