Quando si parla di Groenlandia, l’asse sovranista va in cortocircuito. La riforma dell’esercito danese

Le polemiche sulle enclavi spagnole riaprono il dibattito sulla sovranità territoriale, ma il territorio danese desiderato da Trump a preoccupare gli alleati. Così la Danimarca accelera il riarmo e rafforza la presenza militare nell'isola, ribadendo che difenderà "ogni centimetro" dell'Alleanza

5 AGO 26
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In questi giorni di panico e ignoranza sui migranti marocchini a Ceuta, su Schengen e sull’inesistente “pull factor” spagnolo, si è discusso anche di annessioni territoriali. Alcuni esperti hanno posto una domanda provocatoria: che succede se il Marocco decide di annettersi le exclave spagnole nel suo territorio e intanto Donald Trump decide di annettersi la Groenlandia, territorio danese? I sovranisti sono molto uniti sulla questione migratoria, ma ovviamente sulla sovranità si agitano, e il presidente americano ha dato nuovi motivi di angoscia, visto che nel bel mezzo delle discussioni su Ceuta ha detto che la Groenlandia sarà americana entro la fine del suo mandato. 
C’è evidentemente una grande differenza tra le eventuali mire marocchine e le esplicite mire americane, perché la Groenlandia non è soltanto un territorio danese ma è anche un territorio dentro la Nato: in questi mesi di continua propaganda trumpiana sul “pezzo di ghiaccio” danese dell’Artico, gli europei hanno dovuto porsi il problema di un eventuale scontro tra membri (soldati) dell’Alleanza atlantica e la loro risposta è stata molto dura e molto unita contro le ingerenze americane. Questa settimana in Danimarca è iniziata la riforma dell’esercito che era stata annunciata nel 2024 – in seguito alla minaccia russa – e che è diventata via via più urgente da quando Trump s’è messo a postare mappe sui social in cui la Groenlandia (ma anche il Canada) è indicata come territorio americano. Lunedì circa 1.600 reclute danesi hanno iniziato la nuova coscrizione estesa alle donne e a undici mesi (prima erano quattro): il numero di coscritti è destinato ad aumentare da 5.000 a 7.500 all’anno entro il 2033. Alla fine di agosto, per la prima volta, sarà dispiegata una compagnia di cento nuovi soldati in Groenlandia che presterà servizio per un mese, subentrando alle truppe professioniste nei compiti operativi. La premier danese, Mette Frederiksen, durante l’ultimo vertice della Nato, che si è tenuto a luglio ad Ankara, aveva dovuto ribadire che il suo paese è pronto a difendere ogni centimetro di territorio dell’Alleanza, “compreso il nostro”.