L'elefante bianco al senato in Colombia

Luis Carlos Rúa, trentaquattro anni, ha svelato di essere il volto dietro al popolare profilo social che denunciava ingiustizie e inadeguatezze nei servizi pubblici. Si definisce politicamente indipendente e indosserà il costume che lo ha reso famoso anche al giuramento presidenziale di venerdì

5 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 15:27
Immagine di L'elefante bianco al senato in Colombia

Foto ANSA

“El elefante en la habitación” è la frase in spagnolo che corrisponde all'italiano “l'elefante nella stanza”: un problema evidente ma che si preferisce far finta che non esista, per evitare disturbi maggiori, “El elefante blanco” è un'altra frase che traduce in spagnolo analoghe locuzioni in inglese e francese, su qualcosa che è costato tanto, ma non è di utilità reale. In Colombia il nuovo Senato si è insediato con il giuramento, tra i 102 eletti, di 69 uomini, 32 donne e, appunto, un elefante bianco. Che in realtà era un uomo anche lui, ma con un costume appunto da pachiderma bianco di peluche con la pancia prominente, da cui qualche problema per muoversi nell'aula. Ma quello era stato il costume e l'identità con cui il 34enne Luis Carlos Rúa aveva fatto campagna elettorale ed era stato eletto, con 124.000 preferenze. Uno dei più votati.
 
Eppure, solo tre giorni prima del voto ha rivelato la sua identità. Si trattava però di un influencer già molto noto, per le centinaia di migliaia di visualizzazioni con cui negli ultimi cinque anni ha denunciato sui social una quantità di opere pubbliche costosissime e inutili, quando non addirittura abbandonate. Insomma, elefanti bianchi.  “È stato spettacolare perché non era mai successo niente di simile in nessun'altra parte del mondo”, ha detto Rúa. “Nessun senatore si era mai insediato in quel modo”. Dalle sedute successive ha poi iniziato a vestirsi in modo normale, ma l'esordio ha voluto farlo col botto.
 
Nel 2019 Rúa lavorava per il municipio di Pereira, una città di quasi 500.000 abitanti a circa 330 chilometri da Bogotá. Ha raccontato di aver assistito, in quel periodo, a pressioni esercitate dall'amministrazione sui dipendenti per ottenere voti per un candidato. Rúa registrò una conversazione, la diffuse alla stampa e dovette lasciare la città dopo aver ricevuto minacce di morte. Si è allora trasferito a Medellín e ha deciso di continuare a denunciare le ingiustizie, ma in forma anonima perché “qui in Colombia, se non fai le cose come vogliono i corrotti, non sei il benvenuto”. Ha quindi commissionato il disegno dell'elefante a un illustratore, lo ha fatto realizzare  da una sarta, lo ha indossato, e nel novembre 2021 ha postato il suo primo video, denunciando una strada incompiuta.

Da allora ne ha realizzati a decine, su ponti, scuole, gallerie e ospedali. Tutti narrati con una voce distorta, e a volte mostrando Elefante Blanco che si fa strada nel fango o guada nell'acqua torbida che macchia il costume di peluche bianco. Per questo Rúa ne ha sempre uno di scorta. “Fa un caldo terribile dentro, ma devo comunque farlo perché vado in posti dove lo Stato non va”, dice. Per finanziarsi ha fatto lavori da freelance, ha messo in vendita peluche dell'Elefante blanco ed ha fatto campagne di crowdfunding, ma la situazione si era fatta insostenibile, e alla fine ha deciso di candidarsi, per poter continuare con lo stipendio da senatore.

“Rivelare il mio volto solo tre giorni prima delle elezioni mi ha dato il tempo necessario per tutelare la mia incolumità”, ha spiegato. Una delle sua prime proposte ora è una legge che obblighi i comuni ad allocare fondi specifici per la riparazione delle buche stradali. La legge prenderebbe il nome da suo padre, Darío Rúa, morto nel 2024 a 85 anni a causa di una caduta su una strada piena di buche.
 
Il senatore ha dichiarato di aver votato scheda bianca al ballottaggio presidenziale tra il senatore di sinistra Iván Cepeda e l'avvocato milionario di destra Abelardo de la Espriella, che ha vinto. “Non sono di sinistra, di destra o di centro. Sono indipendente”, ha spiegato. Però il suo è stato uno dei 58 voti a favore, con 30 contrari, alla proposta di De la Espriella di spostare la cerimonia di insediamento presidenziale di venerdì da Bogotá a Cali, a 450 chilometri di distanza. A chi gli ha rimproverato di avere ora avallato proprio uno spreco come quelli che denunciava, ha risposto di voler inviare “un segnale di presenza statale in una regione storicamente trascurata” e che, anche con il cambio di sede, l'insediamento sarebbe costato meno di quello che si è tenuto quando il presidente di sinistra Gustavo Petro si è insediato nel 2022. Comunque, anche al giuramento presidenziale si presenterà vestito da elefante bianco.