Sansal torna a Gerusalemme. “Il regime mi ha punito perché sostegno Israele”

Lo scrittore franco-algerino ha definito il 7 ottobre “uno dei più grandi orrori della storia. Bisogna punire chi ha permesso che accadesse: Hamas, Hezbollah e Iran”. L'intervista all'emittente Kan

1 AGO 26
Immagine di Sansal torna a Gerusalemme. “Il regime mi ha punito perché sostegno Israele”

Boualem Sansal a Parigi nel giugno 2026 (Telmo Pinto/NurPhoto via Getty Images)

“Continuate a essere coraggiosi come lo siete sempre stati”. E’ il messaggio rivolto al pubblico israeliano dallo scrittore franco-algerino Boualem Sansal, 67 anni, intervistato dall’emittente Kan nella sua prima conversazione con un organo di stampa israeliano dopo la liberazione dal carcere di Algeri. Voce dissidente inviso al regime algerino per la sua opposizione al fondamentalismo islamico e per la sua amicizia con Israele, Sansal ha scontato un anno di carcere duro prima che una grazia presidenziale, arrivata sotto la pressione di Germania e Francia, gli restituisse la libertà. Oggi vive in Francia. “La mia amicizia con Israele è in realtà la ragione più profonda di tutto ciò che il regime mi ha fatto”, ha detto Sansal. “Il regime temeva che sarei diventato un modello da imitare per gli altri”. Nel ripercorrere la sua vicenda, Sansal ha ricordato come per anni il regime lo avesse tollerato pur avversandolo: “Mi hanno minacciato, censurato, licenziato dal mio lavoro, ma non mi hanno arrestato”. Nel 2012 fece visita a Gerusalemme: “Ero convinto che al mio ritorno in Algeria sarei stato arrestato, torturato e mandato in carcere per anni. Ma con mia sorpresa, non è successo nulla”. Il regime attuale, guidato da Tebboune, ha invece “scelto la via del terrore”.
Sansal ha definito il 7 ottobre “uno dei più grandi orrori della storia”. “Bisogna punire chi ha permesso che questo orrore accadesse: Hamas, Hezbollah e Iran”. Al pubblico israeliano, Sansal ha detto di non essere “l’unico a provare amicizia per questo paese meraviglioso e per il suo grande popolo. Molti la pensano così, ma non hanno il coraggio di dirlo ad alta voce. Il coraggio, come ogni altra qualità, si può imparare e coltivare”. Poi ha annunciato un nuovo viaggio in Israele: “Verrò con gioia”. C’è Sansal e poi ci sono i nostri intellettuali al riparo delle democrazie che coltivano la codardia antisemita.