Esteri
La volubilità al potere •
Ora Trump non è più “sicuro” di voler dare la licenza degli indispensabili Patriot all’Ucraina
L'ennesimo tentennamento dell'inquilino della Casa Bianca che mette in difficoltà Kyiv. Eppure è da mesi che Zelensky spiega che l’Ucraina si è costruita l’affidabilità di alleato dell’America e dell’occidente con perizia, ingegno e generosità
1 AGO 26

Il presidente americano Donald Trump ha parlato con Edward Luce del Financial Times e gli ha detto che non è sicuro che la sua Amministrazione darà all’Ucraina la licenza per la produzione dei missili Patriot: “E’ un’arma davvero straordinaria e dobbiamo essere un pochino cauti nel decidere a chi darne la licenza. Non è una cosa che facciamo quella di dare licenze sull’equipaggiamento” militare americano. La dichiarazione di Trump al Financial Times è arrivata due giorni dopo l’incontro alla Casa Bianca con Volodymyr Zelensky – un incontro definito “buono” dal presidente ucraino, in cui si è discusso della “produzione degli intercettori Patriot e di alcune altre idee” e in cui Trump aveva confermato le sue intenzioni sulle licenze. All’inizio di luglio, al vertice della Nato ad Ankara, Trump aveva annunciato di voler fornire all’Ucraina la licenza per la produzione dei Patriot, era stata la grande notizia dell’incontro e la notizia che gli ucraini speravano: è da mesi che Zelensky spiega che l’Ucraina si è costruita l’affidabilità di alleato dell’America e dell’occidente con perizia, ingegno e generosità, che ha trovato il modo di difendersi con armi proprie dall’aggressione continua russa, ma i missili balistici di Vladimir Putin si possono intercettare soltanto con i Patriot. Ora Trump dice che i suoi inviati, Jared Kushner e Steve Witkoff, andranno a Kyiv – lo dice come se fosse una concessione: finora sono andati soltanto a Mosca – ma che “vogliamo che la guerra in Ucraina con la Russia finisca: non cerco missili, cerco la pace”. Con il presidente più volubile della storia, si ricomincia ogni volta da capo.
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Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi
