Zelensky è stanco di rincorrere Bibi. Il retroscena della conversazione tesa fra i due a Washington

Più volte il presidente ucraino ha manifestato la sua frustrazione nei rapporti con Israele, più volte Netanyahu ha ignorato gli ucraini, fino a quando non ha iniziato a muoversi qualcosa al livello dei ministri degli Esteri. E dopo gli Stati Uniti, forse anche Tel Aviv si è accorto che senza Kyiv in questo momento chiunque rimane indietro
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Foto LaPresse

Kyiv, dalla nostra inviata. L’incontro fra Volodymyr Zelensky e Benjamin Netanyahu a Washington è stato molto breve e con pochissimi sorrisi. Si è concluso con una stretta di mano e un sorriso di sfida fra il presidente ucraino e il premier israeliano che l’ultima volta si erano incontrati nel 2023, all’Assemblea generale dell’Onu e prima nel 2019, in Ucraina, quando fu Netanyahu a compiere un viaggio piuttosto storico per un premier israeliano: erano vent’anni che un primo ministro non andava in viaggio ufficiale a Kyiv. Zelensky e Netanyahu sapevano che si sarebbero trovati entrambi a Washington, entrambi alla Casa Bianca, entrambi al funerale del senatore repubblicano Lindsey Graham che ha sempre sostenuto sia l’Ucraina sia Israele e, secondo il quotidiano Haaretz, gli israeliani avevano anche chiesto un incontro agli ucraini.
Zelensky cerca da tempo di incontrare il premier israeliano, quindi per lui l’ultimo viaggio a Washington rappresentava un’occasione buona. Alla risposta affermativa degli ucraini, gli israeliani sono però scomparsi e l’unico momento di condivisione è stato per i pochi minuti a margine della cerimonia funebre di Graham, quando una telecamera li ha inquadrati e anche senza leggere il labiale si capisce che la conversazione seppur breve non è stata rilassata. La scorsa settimana gli ucraini hanno colpito una nave iraniana carica di armi nel Mar Caspio, sono stati minacciati da Teheran che ha promesso di colpire uno dei porti di Kyiv per ritorsione. La tensione è rientrata, ma secondo fonti ucraine la minaccia rimane e gli iraniani potrebbero decidere di colpire Odessa o altri porti per dimostrare di essere in grado di arrivare ovunque. Per l’Ucraina, la Repubblica islamica dell’Iran è già un avversario, visto che è stata la prima ad aiutare la Russia, quindi vede l’alleanza con Israele come molto naturale. Israele non la vede allo stesso modo e se gli ucraini pensano di avere molto da condividere con gli israeliani, gli israeliani rimangono freddi. Anche gli Stati Uniti si sono accorti che ci sono lezioni utili da imparare da Kyiv, per Israele invece sembra ancora impossibile che Tsahal possa dovere apprendere qualcosa da un altro esercito.
Più volte Zelensky ha manifestato la sua frustrazione nei rapporti con Israele, più volte Netanyahu ha ignorato gli ucraini, fino a quando non ha iniziato a muoversi qualcosa al livello dei ministri degli Esteri. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, dopo aver litigato più volte con il suo omologo israeliano, Gideon Sa’ar, è stato invitato in Israele e ha accettato, sarà una visita di alto livello. Dopo gli Stati Uniti, forse anche Israele si è accorto che senza Kyiv in questo momento chiunque rimane indietro.