Mosca attacca Kyiv per il ritorno di Zelensky. Notte di fuoco su tutta l'Ucraina

Otto morti e oltre trenta feriti. Colpite anche Kryvyi Rih e Leopoli. Mosca punta sui missili balistici mentre Kyiv resta senza Patriot in attesa dell'inverno

30 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 09:50
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Kyiv, dalla nostra inviata. La Russia aveva iniziato a preparare un bombardamento massiccio contro tutto il territorio dell’Ucraina già lo scorso fine settimana e ci si aspettava che avrebbe atteso il colloquio fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il capo della Casa Bianca Donald Trump prima di lanciarlo. Ieri sera Zelensky stava tornando in Ucraina, dopo aver incontrato a Lublino, in Polonia, il primo ministro polacco Donald Tusk, e nel suo messaggio serale agli ucraini ha detto: "State attenti e prendetevi cura di voi”. E’ stata la conferma che l’attacco sarebbe arrivato, attorno all’una di notte. Nelle ore precedenti droni Shahed stavano già attaccando le città ucraine al confine con la Russia, quando è arrivata la segnalazione che i bombardieri russi si stavano alzando in volo, è arrivata la conferma che l’attacco sarebbe stato esteso a tutta l’Ucraina, inclusa Kyiv, dove le sirene sono suonate assieme alle esplosioni dei primi missili balistici che hanno colpito alcuni quartieri della capitale, uccidendo una persona e ferendone due. Oltre ai palazzi, un mercato coperto è andato a fuoco, una fermata della metro è stata danneggiata, il conto delle vittime è provvisorio nelle prime ore del mattino, dopo che la città si è trovata tutta la notte sotto missili, droni, e detriti dell’abbattimento.
In tutta l’Ucraina sono state uccise otto persone, i feriti sono più di trenta, l’aviazione ha intercettato cinquantacinque missili e duecentosessantacinque droni. I danni maggiori sono stati riportati vicino a Kryvyi Rih, la città dove è nato Zelensky, e a Leopoli, al confine con la Polonia. L’attacco russo è stato profondo e capillare, i missili e i droni si sono spinti fino al confine occidentale dell’Ucraina, facendo scattare l’allarme anche in Polonia, nella stessa Lublino dove qualche ora prima il presidente ucraino aveva incontrato Donald Tusk. Mosca sa quanto poco rimane delle difese aeree dell’Ucraina e ha incrementato gli attacchi con i missili balistici, che prima la Russia usava con parsimonia perché la produzione è più dispendiosa. Adesso Mosca fa un altro calcolo, usa in modo massiccio i missili balistici, combinandoli con i droni, i missili da crociera e i missili ipersonici – ieri notte ne sono stati usati due in direzione di Kyiv, uno invece ha sventrato una palazzina fuori Kryvyi Rih – per dimostrare di avere molto da lanciare contro un’Ucraina che ha poco con cui difendersi fino a quando rimane sprovvista di batterie Patriot. E Kyiv rimarrà sprovvista a lungo, nonostante proseguano le trattative con gli Stati Uniti per dare all’Ucraina la licenza di fabbricare i missili intercettori. Non è un processo veloce, nel frattempo la Russia bombarda cercando di portare Kyiv al cedimento su un tavolo negoziale che non è intenzionata a riaprire a breve. Il messaggio è che se l’estate può essere così letale, l’Ucraina ha davanti un inverno di freddo e di possibili attacchi contro le infrastrutture energetiche, come accaduto nella prima parte dell’anno, quando parte del paese rimaneva senza luce né riscaldamento con città a meno venti gradi. Mentre il fronte orientale, nella zona del Donbas, si sposta di poco, l’esercito russo cerca la resa nelle città. Il risultato dopo quattro anni di tentativi però non è arrivato e anche ieri, sapendo dell’attacco, i cittadini della capitale sono entrati nei loro rifugi, sono andati verso mezzanotte nelle fermate della metropolitana in attesa dell’arrivo dei missili. La resistenza è fatta anche di abitudine e disciplina, soprattutto in città che ogni dieci giorni si ritrovano sotto questo fuoco combinato che dopo una notte insonne si alzano e ricominciano la giornata in orario, come se i missili non fossero mai caduti.