La seconda sfida di Netanyahu e Zelensky è gestire il narciso Trump

La recente cerimonia a Washington ricorda quanto sia determinante il ruolo del presidente americano nelle guerre combattute da Israele e Ucraina

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Trump durante i funerali di Graham (Foto ANSA)

Detesto usare il termine “paradigma” o “paradigmatico” al di fuori del suo significato in grammatica, declinazione dei nomi e coniugazione dei verbi. Insieme con “tempo sospeso” e con “emblematico” merita la ghigliottina di Francesco Merlo, arnese efficacissimo per i lettori di Repubblica, che ne hanno un disperato bisogno (non solo loro). Dunque non lo userò per definire l’immagine di Zelensky e Netanyahu al fianco di Trump ai funerali di Lindsey Graham, mentre il triste ruffianetto Sean Hannity evoca il senatore e Realpolitiker scomparso per suggerire che dal cielo vede Mar-a-Lago come una estensione del paradiso. Sentendosi laudare (cit.), Trump sonnecchiava e distribuiva di tanto in tanto caramelle al mentolo a Vance (vice) e a Bessent (Tesoro). I due, l’ucraino e l’israeliano, sono epici protagonisti della libertà e della resistenza di civiltà alla barbarie, così diversi e così diversamente detestati, l’uno per la inveterata corruzione nel suo paese eroico, per l’ardimento con cui si oppone all’efferato padrone della coscienza infelice dell’occidente minore, e l’altro per la durezza della guerra di Gaza (sbagliato, cinico calcolo moralistico, abietto rovesciamento delle parti) e l’obbligata alleanza con la destra fanatica a Gerusalemme e in Cisgiordania (comprensibile, i coloni scavano i loro diritti nella tomba di quelli degli altri). Il problema è che dietro di loro, davanti nel corso della cerimonia funebre, c’è questo bambinone ottantenne, avido e narciso, che non sa cosa pensare perché pensa esclusivamente a sé stesso e forse ai suoi cari.
Che triangolo fatale. Israele deve fronteggiare, per esistere come identità e democrazia mediorientale, l’unica, il motore iraniano, la rivoluzione islamista e jihadista nella sua èra prenucleare, la mostruosità che sta dietro ai sette fronti di combattimento all’origine del 7 ottobre, una minaccia nichilista all’ombra della dimenticata Shoah e della nuova corrente di antisemitismo delle élite generazionali prevalenti in Europa e perfino in America, almeno nell’immaginazione di massa flotillista. L’Ucraina deve contrastare, da un tempo che ormai supera o sta per superare i limiti delle due guerre mondiali del Novecento, una potenza autocratica e nucleare dieci, venti volte più forte che vuole annullarla e annetterla in alleanza con quel bestione di Kim Jong Un e con gli Ayatollah e pasdaran di Teheran, sotto la sorveglianza sorniona del gigante cinese (per non parlare della mitologica e dissoluta corrente putiniana che agisce tra noi). I due proteggono il fronte esposto di quel che resta delle libertà e dei diritti civili, mentre quelle libertà e quei diritti vengono usati per delegittimarli, anzi, per criminalizzarli, nel più insensibile tradimento delle loro e nostre ragioni, anche quelle del femminismo e Lgtbq+, decisamente non un caso di suprematismo.
Non ogni cosa, ma moltissimo, dipende da Trump. E ho detto tutto, come stornellavano Don Chisciotte e Peppino De Filippo. Conosco la tiritera. L’America è sempre l’America, il sistema regge e corregge, i presidenti passano, la Costituzione resta eccetera. Ma mettetevi nei panni di quei due. Devono blandire incessantemente un uomo assetato di lode. Il loro secondo mestiere, come non bastasse il primo e decisivo, è recarsi a corte e fornire informazioni giuste a un carattere insieme buffo, bonario e dispotico, legato al business, al prezzo al gallone, alla propaganda, al lascito storico personale, cioè a cose che a paragone dell’epica israeliana e ucraina sono incidenti minori di una storia che procedeva dai tempi della Dichiarazione di Indipendenza delle tredici colonie (ah, i coloni), della Costituzione e del Bill of Rights. Ma incidenti minori che due stati e due popoli, quelli giusti, devono fronteggiare con i costi che sappiamo, anche per gli altri, i civili prigionieri del nemico armato, e i prezzi che sappiamo per ebrei e ucraini. Un tremendo paradigma.