I mille sopravvissuti di Oleshky intrappolati dall’occupazione russa

Oleshky si trova nella zona occupata da Mosca, è una cittadina di mille persone che hanno imparato i codici per comunicare con l’Ucraina libera. Andarsene non è permesso, alla Russia servono in trappola

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Foto Global Images Ukraine via Getty Images

Kyiv, dalla nostra inviata. I palazzi alti dell’epoca sovietica che sorgono sulle rive del fiume Dnipro spesso davano una visuale da guardoni da una sponda all’altra. Con la guerra i palazzi più alti sono anche i più colpiti e lungo il confine meridionale, dove il Dnipro si getta nel golfo che prende il suo nome, sono ormai stati rasi al suolo. La visuale è distrutta, chi vive sulla sponda libera non può vedere cosa accade sulla sponda occupata dai russi. La cittadina di Oleshky guardava Antonivka, a unirle c’era il ponte. Ora Antonivka non sa più nulla di Oleshky, non vede e non sente, quello che accade sull’altra riva è inghiottito dall’occupazione. Antonivka è sopravvissuta all’invasione dei russi, sa cosa accade a essere inghiottiti, lo ha sperimentato per otto mesi ma non ha idea di cosa voglia dire viverlo per quattro anni e mezzo. Le due cittadine si trovano nelloblast di Kherson, oggi di Oleshky si conosce quello che i droni dell’esercito ucraino riescono a vedere e quello che qualche abitante riesce a far uscire.
Zarina Zabrisky è una giornalista americana che vive a Kherson, nel centro della città che dà il nome all’oblast, abita in un edificio in cui molti appartamenti sono stati distrutti. Negli ultimi giorni non ha acqua in casa, si adatta a vivere come la guerra impone, non lo fa con passività ma con rabbia. Kherson si trova sulla parte libera del fiume Dnipro, ormai la riva è inaccessibile per gli abitanti, solo qualche tratto rimane raggiungibile ma con il rischio di essere colpito subito da un drone di Mosca. E’ da tempo che Zarina non raggiunge la riva, ma è come se vivesse costantemente con gli occhi dall’altra parte del fiume, nella parte di Ucraina inghiottita. Biondissima, indossa un giubbotto antiproiettile mentre va a trovare i soldati nel centro della città. E’ a Kherson per documentare, da Kherson si sente anche più prossima all’altra riva, che in linea d’aria è vicinissima davvero, ma è inaccessibile, segregata, spenta. “Ormai a Oleshky vivono circa mille persone, nel 2021 gli abitanti erano quarantamila. Il peggio è che di queste mille persone, il 70 per cento vorrebbe andare via”, racconta con foga la giornalista americana. Da Oleshky non si esce, nonostante sia un posto in cui ormai manca di tutto, in cui rimangono circa quaranta bambini e la maggior parte della popolazione è anziana. E’ un posto vulnerabile, abitato da vulnerabili, tra i quali c’è qualcuno che ha tentato di fuggire, chiedendo di essere accompagnato fino a Skadovsk, un’altra cittadina nell’Ucraina occupata. Senza denaro non si arriva lontano, il viaggio è rischioso sia per chi chiede di essere accompagnato sia per chi accompagna e nessuno si lascia coinvolgere per cifre inferiori all’equivalente di duemila euro, un’assicurazione scarna sulla vita che non tiene conto del denaro necessario al posto di blocco lungo la strada. Chi è ormai a Oleshky ci rimane, perché i russi vogliono così. Perché ai russi serve così.
La cittadina si trova dentro la kill zone, la zona grigia fra i due fronti, in cui imperversano i droni. E’ zona di guerra e finché ci sono ucraini lungo la strada, l’esercito di Kyiv non agisce come in altri punti: la zona della morte quando c’è un civile ucraino di mezzo è meno mortale, i russi hanno così un vantaggio e sanno che per prolungare questa condizione bisogna chiudere gli abitanti in città. L’obiettivo dell’esercito ucraino è espandere la kill zone, per farlo deve colpire i soldati russi, spingerli sempre più lontano dal fiume Dnipro. Con i droni si muove sui territori occupati, ma se le postazioni di Mosca si nascondono dietro ai civili non vengono colpite. I mille sopravvissuti di Oleshky fanno da scudo all’invasione, ma fra le case disabitate, fra i campi ormai incolti, in questo regno disgraziato di vecchi e quaranta bambini, con sempre nuove morti e senza nascite, esistono codici per restare in contatto con l’altra parte del fiume. Ci sono linee di comunicazione che funzionano e che collegano gli abitanti di Oleshky ai soldati di Kyiv. Ci sono i droni che sorvolano e “conoscono casa per casa”. Le squadre di dronisti che operano nella parte libera di Kherson sanno chi vive dove, che vestiti indossa, a che ora esce di casa, se esce. I russi a volte si vestono da civili ed essendo Oleshky un paese di vecchi, soprattutto di vecchie, si mettono addosso i loro abiti, il drone guarda, capisce, mira, elimina. Gli abitanti sono educati da remoto a queste azioni, sanno di non dover cambiare il colore della giacca quando lasciano l’appartamento, sanno di non dover mettere piede nelle case abbandonate, perché quando i droni intercettori percepiscono movimenti all’interno tracciano le coordinate, mandano i dati e l’edificio viene distrutto. Strada dopo strada, Oleshky si restringe, alle sue spalle inizia una zona fitta di vegetazione sempre verde, in cui i russi hanno costruito fortificazioni, ma non ci sono abitanti a garantirne l’immunità.
A Oleshky c’era un ospedale, che secondo le informazioni dell’esercito non funziona più, “il più vicino è a Skadovsk e Skadovsk è difficile da raggiungere”, dice Zarina Zabrisky che della crisi umanitaria nei territori occupati ha parlato anche alle Nazioni Unite, che non mettono piede nelle zone controllate da Mosca. A Oleshky ci sono i morti, ma non vengono sepolti. L’obitorio è uno stanzone senza regole sanitarie.
Nella cittadina degli abitanti che la Russia non vuole lasciare andare, inizia a mancare l’elettricità e l’isolamento della Crimea rende tutto per l’esercito russo molto più complicato. I soldati non ricevono cibo, prendono quello che c’è a Oleshky, ricevono meno rifornimenti, spesso non possono ricaricare le batterie dei droni. Ma lasciare Olehsky non è un’opzione, in alcune delle zone controllare da Mosca, quelle in cui i combattimenti sono continui, l’occupazione funziona soltanto quando ci sono ucraini. Se la terra è vuota sotto il sorvolo delle armi di Kyiv è facile da perdere.