Il manifesto di Count Binface e la purezza ammaccata di Farage

Un documento in venti punti in cui promette che porterà l’Eurovision a Clacton nel 2028, taglierà le tasse ai cittadini della circoscrizione e le alzerà a tutti gli altri. Il rivale del leader nazionalista britannico riscrive l’idea di establishment e di ironia

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Foto ANSA

Ci vorrebbe la Regina Elisabetta e il suo indimenticabile “oh, dear” per commentare il manifesto elettorale di Count Binface e lo stropicciamento della leadership di Nigel Farage. Come è noto, il leader nazionalista britannico si è dimesso da parlamentare definendosi vittima di una caccia alle streghe e si è ricandidato per lo stesso seggio, a Clacton-on-Sea, dove le elezioni suppletive si terranno il 13 agosto. La cosiddetta caccia di cui Farage si lamenta riguarda milioni di sterline in donazioni non dichiarate, nonché il sostegno di un aristocratico galeotto (delle prigioni americane) fatto di soldi e case e persone, anche questo non dichiarato. Farage dice che c’è un accanimento su di lui da parte dei media e dell’establishment, e così ha lanciato una campagna elettorale che sospende le commissioni parlamentari e che, nei suoi calcoli, doveva incoronarlo ancora una volta il paladino del popolo. Poi è arrivato il candidato con la tuta spaziale e un bidone della spazzatura in testa e il concetto stesso di establishment si è riscritto, così come si è riscritto il famoso ghigno di Farage, ché a far ridere e a essere è un outsider (di un altro pianeta!) e il conte Binface. Il quale ha pubblicato il suo manifesto in venti punti, in cui promette che passerà più tempo a Clacton che a Washington (come fa Farage sempre alla corte dei trumpiani), che taglierà le tasse ai cittadini della circoscrizione e le alzerà a tutti gli altri e che porterà l’Eurovision a Clacton nel 2028, con lui come rappresentante del Regno Unito.
Ora, non si sa come andrà a finire, ma la purezza che Farage ha sempre voluto imporre da ingenuo fanciullino dell’antisistema è ammaccata, e per la prima volta da mesi la sua ascesa non sembra più inevitabile. C’è una nuova eccitazione per il neopremier Andy Burnham, certo, ma di fronte al calcolo sbagliato di Farage non si potrà più non pensare: oh, dear.