Esteri
il sondaggio •
Cosa pensano gli americani dopo cinque mesi di guerra contro l'Iran
E quanti intercettori rimangono nell'arsenale degli Stati Uniti. I costi dell'operazione Epic Fury, iniziata il 28 febbraio scorso e sempre meno sostenuta da democratici e repubblicani

Secondo un sondaggio condotto negli scorsi giorni da Reuters/Ipsos, ormai soltanto un americano su tre appoggia la guerra contro l'Iran. Sono passati cinque mesi dall'inizio dell'operazione Epic Fury, il 28 febbraio scorso, e l'ultimo sondaggio registra la più bassa percentuale di approvazione del conflitto. Secondo la Reuters, "il 69 per cento degli americani, inclusi quattro repubblicani su dieci, ritiene che Donald Trump non abbia spiegato chiaramente gli obiettivi dell'intervento militare statunitense in Iran". I costi economici della guerra hanno messo sotto pressione il Partito, i prezzi del petrolio di nuovo in aumento e i repubblicani hanno in più di un'occasione avvertito delle implicazioni elettorali in vista delle elezioni di midterm a novembre. Fino a pochi giorni fa Trump aveva dichiarato che le midterm non avrebbero influenzato l'andamento dei combattimenti e degli attacchi in Iran, poi all'inizio della settimana qualcosa è cambiato, il presidente americano si è detto fiducioso su "un nuovo ciclo di negoziati diplomatici" e ha sospeso gli attacchi che duravano ininterrottamente da dieci giorni.
Trump ha dovuto anche rispondere alle analisi sulla carenza di armi nell'arsenale americano. "Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno", ha detto lunedì al Wall Street Journal dopo l'articolo del New York Times secondo cui al presidente sarebbe stato consigliato di accantonare i piani per un'escalation del conflitto perché avrebbe ulteriormente ridotto le scorte di armi americane. Secondo un'analisi pubblicata ieri dal Center for Strategic and International Studies, l campagna di difesa aerea contro gli attacchi iraniani ha avuto un "successo considerevole", ma ha richiesto un ampio utilizzo di intercettori, con le scorte di Patriot ora inferiori a 1.000 e quelle di Thaad intorno a 250. Secondo le stime del Csis, durante la guerra sono stati lanciati oltre 1.000 missili Tomahawk e le scorte potrebbero non tornare ai livelli prebellici prima del 2031: "La richiesta dell'amministrazione Trump di 95 miliardi di dollari nel bilancio della difesa per l'anno fiscale 2027 e di 21 miliardi di dollari nel supplemento di bilancio per la guerra riflette questa urgenza".