Cosa sappiamo dell'attentato islamista a Berlino

Dopo una caccia all’uomo di oltre 20 ore, il jihadista Abdul Ballout è stato ucciso nel quartiere di Spandau. L'uomo era accusato dell'attacco terroristico contro il pride Christopher Street Day della capitale, in cui è morta una donna e ci sono stati 29 feriti. "Un attacco alla nostra società", l'ha definito il cancelliere tedesco Merz

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Ultimo aggiornamento: 18:17
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Berlino. Dopo una caccia all’uomo di oltre 20 ore, il jihadista Abdul Ballout è stato ucciso nel quartiere di Spandau, durante uno scontro in un’area di orti urbani con le forze speciali della polizia tedesca. L’uomo era accusato dell’attacco terroristico contro il pride Christopher Street Day della capitale, in cui è morta una donna e ci sono stati 29 feriti. Poco prima delle 22 di sabato, Ballout è entrato con un furgone nel parco Tiergarten sulla Lennéstraße e si è scagliato contro la folla percorrendo il viale Ahornsteig. Sceso dal mezzo, l’assalitore avrebbe attaccato anche diverse persone con un’arma da taglio, probabilmente un machete. Poi l’uomo si è dileguato, iniziando la sua fuga. “Un attacco alla nostra società”, ha detto il cancelliere Friedrich Merz, che dopo ha aggiunto: “Noi siamo di più, siamo più forti, restiamo uniti”. Diversamente da altre occasioni, la polizia tedesca ha indicato molto velocemente la matrice islamista dell’atto, pubblicando entro poche ore una foto di Ballout. Il 21enne non era per nulla sconosciuto alle autorità: con precedenti per reati comuni, era anche classificato come “Gefährder” (soggetto pericoloso) islamista e sarebbe stato monitorato da tempo. Uno scenario che crea non pochi imbarazzi e richiama i fantasmi delle sottovalutazioni su Anis Amri, il terrorista dell’attentato al mercatino di Natale di Berlino del 2016. Ballout, cittadino tedesco di origini libanesi, avrebbe tentato lo scorso anno di raggiungere la Siria per unirsi all’Isis. Fermato in Libano, era stato ricondotto in Germania e arrestato. Nel maggio 2026 un tribunale minorile lo ha condannato a un anno e dieci mesi per preparazione di un reato terroristico, ma con pena poi sospesa. Il giovane è tornato libero con l’obbligo di svolgere 26 colloqui di deradicalizzazione. Proprio oggi, lunedì, Ballout avrebbe dovuto presentarsi al terzo colloquio. Secondo indiscrezioni, il caso dell’uomo sarebbe stato addirittura discusso presso il Gtaz (Centro congiunto antiterrorismo) di Berlino. Dettagli che rendono ancora più difficile da spiegare come lo jihadista sia comunque riuscito a procurarsi un furgone e ad avvicinarsi a una parata che è da tempo in cima alla lista degli obiettivi sensibili.
Parte della comunità Lgbtq tedesca è sempre stata molto più concentrata politicamente sui pericoli dall’estrema destra, mentre è rimasta più cauta nel trattare la minaccia islamista. I report delle intelligence federale BfV e locali LfV indicano però da anni come, anche in Germania, il mondo queer sia un bersaglio primario della violenza jihadista. Sui suoi magazine Dabiq e Rumiyah, l’Isis ha esplicitamente incitato ad attacchi contro la comunità Lgbtq in occidente. Non solo: il mondo di lingua tedesca ha già assistito a precedenti diretti. A Vienna, nel 2023, dei simpatizzanti dell’Isis sono stati arrestati poche ore prima della Regenbogenparade, perché secondo i servizi segreti austriaci Dsn volevano attuare un attacco con l’uso di “coltelli o veicoli”. Nel 2025, proprio il Christopher Street Day è stato annullato a Gelsenkirchen, a causa di una minaccia islamista. Il primo attacco jihadista in Germania contro omosessuali è avvenuto ancora prima, a Dresda nel 2020, quando un islamista siriano (altro “Gefährder”, rilasciato dal carcere solo pochi giorni prima) ha accoltellato una coppia gay, uccidendo uno dei due uomini.
L’attacco di sabato sera contro il pride di Berlino è stato compiuto a poche centinaia di metri dal Memoriale dell’Olocausto, dove nel febbraio 2025 un altro islamista radicale ha aggredito un turista spagnolo, questa volta con motivazioni antisemite. Da anni l’islamismo radicale è in cima alle minacce alla sicurezza tedesca. Un’ondata di attacchi è iniziata nel maggio 2024, con l’accoltellamento di Mannheim, costato la vita a un poliziotto. Poi è arrivato l’attacco di Solingen, che ha causato tre vittime ed è stato rivendicato dall’Isis. Nel 2025 ci sono stati anche gli attacchi di Monaco, Bielefeld ed Essen. Nel suo ultimo report, il BfV ha individuato 28.645 islamisti radicali in Germania, di cui 9.110 orientati direttamente alla violenza. Non si tratta soltanto di persone immigrate, anzi. Il jihadismo tedesco è sempre più un fenomeno di giovani e giovanissimi nati in Germania da genitori stranieri e radicalizzati online dai cosiddetti predicatori TikTok o nelle moschee salafite più estreme. Proprio questo trend rende la minaccia islamista in Germania un fenomeno in espansione e accelerazione.