Esteri
L'influencer Maga •
Convertita sulla via di Kyiv, Laura Loomer sposta un po’ di America trumpiana verso l’Ucraina
L'influencer del mondo Maga con due milioni di follower, è andata in Ucraina per vedere con i suoi occhi una guerra che ammette di non aver compreso
25 LUG 26

Laura Loomer, influencer del mondo Maga con due milioni di follower, è andata in Ucraina per vedere con i suoi occhi una guerra che ammette di non aver compreso: sono finita nella propaganda russa, racconta Loomer, ho detto che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è un nazista e “un falso ebreo”, ho sostenuto Vladimir Putin e partecipato alla sua campagna di disinformazione scrivendo per Rt, emittente del Cremlino. La sua conversione – culminata ieri con un’intervista allo stesso Zelensky, il quale non si è fatto scappare l’occasione di parlare con una persona che ha un contatto diretto con Donald Trump e che potrebbe trascinare in questa resipiscenza molte persone – è iniziata per ragioni che non riguardano direttamente l’Ucraina: gli altri influencer Maga – quelli del “podcastistan” come li chiama lei – che intervistavano Putin o andavano a Mosca, magnificandola, sono diventati molto ostili a Israele e così Loomer ha iniziato a unire i puntini, anche i due visibilissimi a tutti da tempo, la Russia, l’Iran, la loro collaborazione militare e antiamericana.
Ora però Loomer è a Kyiv e smonta pezzo per pezzo la propaganda russa, ogni volta premettendo: ci avevo creduto anche io. Ha incontrato Moshe Azman, il rabbino capo, ha scoperto che l’Ucraina ha leggi contro l’antisemitismo “più forti di quelle che ci sono negli Stati Uniti”, altro che nazisti; ha incontrato Sergiy Kyslytsya, che lavora nell’ufficio presidenziale di Zelensky, e ha notato sulla sua scrivania la copia del libro di Jared Kushner “Breaking History” e ha colto l’occasione per dire al genero e inviato di Trump, e all’altro inviato Steve Witkoff, di andare a Kyiv invece che a Mosca per cercare di porre fine all’aggressione russa; è andata nel McDonlad’s di Kyiv colpito più volte dai missili di Putin, ma funzionante, lo ha paragonato al “falso” McDonald’s in cui è andato Tucker Carlson, influencer filorusso e anti Israele, e ha detto: le sanzioni funzionano, quelle secondarie funzioneranno ancora meglio, invitando ad approvare la legge che le introduce e che è ferma da mesi al Senato americano nonostante abbia un sostegno bipartisan; e ha incontrato e intervistato Zelensky, hanno parlato del rapporto collassato e poi ricucito con Donald Trump, gli ha detto che spera che la prossima volta potrà indossare un cappellino trumpiano, perché vorrà dire che l’America è tornata a impegnarsi per la difesa dell’Ucraina – Trump ha condiviso le clip di Loomer commentando: “Very good”.
Intervistata da Julia Ioffe su Puck, Loomer ha detto che le sembra che qualcosa si stia muovendo a favore di Kyiv nell’Amministrazione di Trump e poi ha pubblicato i messaggi che ha ricevuto che dicono: grazie, mi accorgo ora anche io di essere caduto nella propaganda russa.
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Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi
