Esteri
Negli Stati Uniti •
Per sistemare il disastro in Maine i dems scelgono un taglialegna
Dopo il ritiro di Platner, il più probabile candidato del Partito democratico sembra essere Troy Jackson, già presidente del Senato statale tra il 2018 e il 2024. Quando e se sarà nominato ufficialmente, avrà soltanto 101 giorni di campagna elettorale
24 LUG 26

Foto LaPresse
Dopo dieci giorni di caos in seguito al ritiro di Graham Platner dalla candidatura al Senato in Maine per accuse di violenza sessuale, sembra che il Partito democratico abbia scelto il suo candidato. Si tratta di Troy Jackson, già presidente del Senato statale tra il 2018 e il 2024 e arrivato terzo nella primaria di quest’anno per la successione della governatrice Janet Mills. I suoi principali avversari, Nirav Shah e Shenna Bellows, hanno sospeso le proprie campagne per via dell’inatteso sostegno ottenuto da Jackson tra i delegati che dovranno incoronare il candidato alla specie convention che si terrà sabato: hanno entrambi affermato che il partito deve essere “unito per vincere le elezioni”. Quando e se sarà nominato ufficialmente, Jackson avrà soltanto 101 giorni di campagna elettorale, meno di quelli che ha avuto Kamala Harris contro Donald Trump nel 2024. Inoltre, la sua avversaria, la senatrice repubblicana Susan Collins, ha già in cassaforte 11 milioni di dollari, mentre lui ne ha finora racimolato soltanto uno. Nonostante questo, Jackson è riuscito a tirare su il morale ai sostenitori di Platner: molti sono diventati suoi volontari, anche perché i due, su molti temi, la pensano uguale: tra i temi già citati, il sostegno alla sanità pubblica, l’abolizione dell’Ice (l’agenzia anti immigrazione i cui agenti hanno ucciso un uomo in Maine pochi giorni fa), e la convinzione che Israele stia commettendo un genocidio a Gaza.
A differenza di Platner, però, Jackson non è un outsider: ha passato due decenni all’interno della politica dello stato, rappresentando i cittadini del nord del Maine. Nato da una madre single di 16 anni, ha dichiarato di essere “cresciuto povero in una città piena di bambini poveri”. Si era fatto notare già nel 1998, quando lavorava come taglialegna: aveva partecipato a un blocco fisico delle operazioni di disboscamento lungo il confine tra Maine e Canada, in protesta contro i proprietari terrieri americani che assumevano lavoratori canadesi abbassando i salari. Nel 2000 si era candidato alla Camera statale da repubblicano, ma aveva perso. Ci aveva riprovato due anni dopo, da indipendente, vincendo, e nel 2004 era entrato nel Partito democratico. Jackson non si è quasi mai occupato di politica nazionale, a parte nel 2016, quando era stato uno dei delegati a sostegno della candidatura perdente di Bernie Sanders contro Hillary Clinton. Durante la sua campagna a governatore di quest’anno si è legato a Platner: hanno fatto eventi elettorali insieme, entrambi con il sostegno di Bernie Sanders, e l’allora candidato al Senato diceva che Jackson sarebbe stato la sua prima scelta come governatore del Maine. Nonostante la vicinanza, non appena sono state formulate le accuse di violenza, Jackson ha subito chiesto il ritiro di Platner.
Ancora oggi, alcuni voti del passato lo tormentano. Nel 2011, era stato l’unico democratico al Senato statale a votare una legge che avrebbe riconosciuto uno status legale ai feti: in quel periodo, otteneva riscontri positivi da gruppi di pressione contrari all’aborto. Successivamente, diventato una figura di spicco del partito nello stato, si era allineato con il resto dei democratici sul tema, sostenendo svariate misure a favore dell’interruzione di gravidanza, tra cui una legge per incrementarne l’accesso per le donne a basso reddito. Questo potrebbe diventare un tema centrale nella campagna: i democratici vorrebbero evidenziare come Collins non sia davvero una repubblicana moderata, poiché ha votato per nominare molti dei giudici della Corte suprema che hanno poi rovesciato il diritto federale all’aborto. E’ però un altro quello che Jackson oggi ritiene il suo voto peggiore: nel 2009 aveva infatti votato contro una legge che legalizzava i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Per quanto riguarda l’economia, invece, il nuovo possibile candidato ha precorso i tempi, toccando in anticipo molti dei temi che hanno successivamente animato le campagne presidenziali di Bernie Sanders. Nell’unica volta in cui si era candidato a un incarico federale – un seggio alla Camera: aveva perso alle primarie – criticava gli accordi di libero scambio e proponeva un sistema sanitario pubblico. I democratici sperano che il nuovo candidato possa recuperare l’energia che si era formata attorno a Platner: per ora, i sondaggi sembrano dare loro ragione, dato che Jackson è in vantaggio di due punti su Collins.