È il premier Lecornu l'erede diretto di Marcon?

I sondaggi vedono il primo ministro come preferito dai macronisti, ma la “force tranquille” della politica francese potrebbe risultare una scelta allettante anche per chi teme il secondo turno Mélenchon-Le Pen

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Foto LaPresse

Parigi. Quando gli chiedono a cosa pensa quando legge il numero 27, Sébastien Lecornu risponde con un sorriso ambiguo: “L’Eure”, il dipartimento in cui è stato sindaco e presidente del Consiglio dipartimentale, che ha come codice amministrativo quelle due cifre che oggi in Francia fanno subito pensare alle presidenziali del prossimo anno, quando Emmanuel Macron non potrà più presentarsi per sopraggiunti limiti di mandato. Ma nonostante le risposte sibilline, nella macronia è ormai un segreto di Pulcinella: l’attuale primo ministro francese ha messo nel mirino l’Eliseo. “Vuole assumersi la responsabilità di essere l’erede designato, rivendica pienamente di essere il delfino del presidente”, ha detto a Public Sénat un deputato di Renaissance, il partito macronista. “Alcuni suoi ministri dicono apertamente che ci sta pensando dal momento in cui ha varcato la soglia di Matignon”, ha aggiunto il deputato. In un panorama politico in cui nessun candidato centrista sembra scaldare i cuori dei francesi, né Édouard Philippe, leader di Horizons, né Gabriel Attal, segretario generale di Renaissance, e lo scenario di un secondo turno tra estremisti Mélenchon-Le Pen non è più fantapolitica, Lecornu è la terza via rassicurante che potrebbe convincere tutti, a partire dal presidente Emmanuel Macron che lo considera da tempo uno dei suoi fedelissimi. “E’ un monaco soldato. Ha dimostrato la sua capacità di federare, di far lavorare insieme le diverse famiglie politiche della maggioranza e oltre”, ha detto sempre a Public Sénat un senatore centrista, elogiando le qualità di Lecornu, l’uomo che lo scorso anno è riuscito a dotare la Francia di un bilancio quando il commissariamento sembrava ormai inevitabile.
Lecornu è la “force tranquille” del governo francese, dicono alcuni riprendendo il celebre slogan mitterrandiano, l’uomo della conciliazione, dell’equilibrio, che smussa gli angoli lì dove altri suoi colleghi cercano di inasprire le tensioni. “Nello stesso periodo, nel 2016, Emmanuel Macron aveva appena fondato il suo partito En Marche!, ed era ancora al governo. Le riflessioni sul suo programma non erano nemmeno iniziate. La realtà è che possono succedere molte cose”, ha detto alla tv del Senato francese il deputato Marc Ferracci, macronista della prima ora. Ma che profilo ha Lecornu? “E’ una persona con anni di esperienza alle spalle, politicamente abile e dotata di un vero senso politico”, assicura Ferracci.
Nei giorni in cui le voci su una sua candidatura all’Eliseo si fanno più insistenti, Lecornu, mercoledì, ha rilasciato a Paris Match la prima intervista da dieci mesi a questa parte. Quando il settimanale gli chiede se si riconosce in uno dei candidati del campo centrale, risponde con queste parole: “Siamo a metà luglio. Quello che è certo è che il mandato del presidente della Repubblica terminerà nel maggio 2027. (…). Bisogna offrire delle prospettive per il futuro: è questo il ruolo delle elezioni presidenziali. I candidati stanno sviluppando poco a poco le loro idee, ma nonostante ciò i francesi non vedono ancora delinearsi una prospettiva concreta”. Per il prossimo bilancio, Lecornu promette “riforme strutturali, anche se modeste, ma che producano effetti duraturi”, e invoca “compromessi presidenziali, ossia compromessi a livello nazionale, perché “il prossimo presidente della Repubblica erediterà gli stessi francesi, gli stessi enti locali, gli stessi sindacati, le stesse imprese, gli stessi problemi, e forse anche un Parlamento che assomiglierà molto a quello di oggi”, ha detto Lecornu: “bisogna quindi smettere di considerare ogni compromesso come un tradimento”. Il primo ministro francese non sta preparando alcun libro sul suo passaggio a Matignon dopo gli anni nei dicasteri (Ecologia, Collettività territoriali, Territori d’Oltremare e Difesa), perché è “strano voler essere il narratore della propria storia mentre la si sta ancora scrivendo”, ha dichiarato al settimanale: un modo per dire che il bello deve ancora venire, che il prossimo capitolo sarà quello più succoso.
Un sondaggio Odoxa per il Figaro ha evidenziato la scorsa settimana che Lecornu è il preferito dagli elettori macronisti per rappresentare il campo centrale alle presidenziali. Nel 2027, secondo diversi osservatori, Macron sogna una figura che gli tenga il posto al caldo in vista di un suo ritorno nel 2032. E Lecornu sembra il profilo perfetto.