Argentina premiata dai mercati

Moody’s alza il rating: economia più stabile e rielezione più probabile per Milei

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Foto LaPresse

Sicuramente Javier Milei avrebbe preferito la vittoria dei Mondiali di calcio, ma comunque a Buenos Aires c’è qualcosa da festeggiare: Moody’s ha migliorato il giudizio sul debito sovrano dell’Argentina, portandolo da Caa1 a B3 e modificando l’outlook da stabile a positivo: “Il rischio di default si è ridotto in modo significativo, poiché la stabilizzazione macroeconomica è passata dalla fase iniziale di aggiustamento a un miglioramento più duraturo dei fondamentali del credito”. L’agenzia di rating sottolinea i progressi del governo Milei su vari fronti: surplus di bilancio sostenuti, calo dell’inflazione, liberalizzazione dell’economia, miglioramento della posizione esterna, ricapitalizzazione della Banca centrale, accumulazione di riserve internazionali e riduzione della volatilità.
L’upgrading di Moody’s è il terzo in pochi mesi, dopo Fitch e S&P. Le agenzie di rating non hanno fatto altro che certificare quello che il mercato ha già prezzato, con una riduzione dello spread che è crollato a 400 punti dai 2.500 di quando Milei ha vinto le elezioni nel 2023. Ma con tutte le Big Three che hanno tirato l’Argentina fuori dalla fascia C, ora molti fondi istituzionali possono investire nei titoli argentini e per le banche internazionali si riducono i requisiti di capitale per le operazioni nel paese. Può essere un punto di svolta nel programma finanziario del ministro dell’Economia Luis Caputo, che finora ha evitato di tornare stabilmente sul mercato internazionale dei capitali in attesa di una calo dei tassi. Finora il governo ha pagato i debiti in scadenza con riserve proprie o prestiti di istituzioni internazionali e organizzazioni multilaterali. Ora, soprattutto se lo spread dovesse perforare i 400 punti, si apre una finestra di opportunità per rinnovare sul mercato il debito in scadenza riducendo la volatilità preelettorale. La rielezione di Milei, nel 2027, dipende anche dalla stabilità macroeconomica. E viceversa. Perché la minaccia principale per la stabilità dell’economia, al momento, è il “rischio politico”: il pericolo che Milei perda le elezioni.