La Francia è il primo paese dell’Ue a vietare i social ai minori di 15 anni

Il Parlamento ha adottato in via definitiva il disegno di legge che introduce una maggioranza digitale, una riforma voluta dal presidente Emmanuel Macron per lottare contro “il far west” dei social network

21 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 17:26
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La Francia è diventata il primo paese dell’Unione europea a vietare i social network ai minori di 15 anni. Il Parlamento francese ha adottato in via definitiva il disegno di legge che introduce una maggioranza digitale, una riforma voluta dal presidente Emmanuel Macron per lottare contro “il far west” dei social network, secondo le sue parole. Con la nuova legislazione, dal primo settembre ai minori di 15 anni non sarà consentito aprire un account sui social. Per i profili già esistenti, le piattaforme avranno tempo fino al primo gennaio del 2027 per chiuderli. Nel disegno di legge sono previste eccezioni come le “enciclopedie on-line” e i “progetti digitali a vocazione educativa”. Il testo prevede inoltre il divieto di utilizzare il cellulare nelle scuole superiori, come già avviene nelle scuole elementari e medie.
Le piattaforme social hanno manifestato a più riprese la loro ostilità ai divieti generalizzati, sottolineando di avere già adottato misure per proteggere gli utenti più giovani, comprese le restrizioni sull’età. Ma con la nuova legge dovranno integrare “lo strumento o gli strumenti” che ritengono opportuni per rispettare la verifica dell’età, ha precisato all’Afp la relatrice del testo Laure Miller, deputata di Renaissance, il partito macronista. Ne sono stati sviluppati diversi, tra cui France Identité e un altro strumento di una filiale di La Poste, Docaposte, che gestisce già gli spazi di lavoro digitali destinati ai minori. Anche la Commissione europea ha presentato ad aprile un’app a livello continentale per la verifica dell’età, che potrà aiutare gli stati membri ad attuare tali restrizioni. Macron si augura che gli altri paesi dell’Ue seguiranno il modello francese, che a sua volta si ispira a quello australiano. Per l’inquilino dell’Eliseo, “proteggere i nostri bambini non è solo una questione di regolamentazione: è una questione di civiltà”.