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Bibi e l'alleanza che non paga con gli ebrei ultraortodossi
Cresce Eisenkot, cala Netanyahu: pareggio a 22 seggi nel sondaggio Maariv. Esenzione dalla leva per gli studenti delle yeshiva e classi separate: le leggi volute dal premier pur di sopravvivere non convincono l'elettorato
18 LUG 26

L’ultimo sondaggio condotto da Maariv in Israele mostra dei numeri interessanti. L’opposizione, se si votasse in questo periodo, avrebbe 62 seggi, l’attuale maggioranza scenderebbe a 48. Il partito Yashar! del generale Gadi Eisenkot sarebbe il partito più votato, assieme al Likud di Benjamin Netanyahu, entrambi otterrebbero ventidue seggi, ma mentre Eisenkot cresce mentre Bibi scende, di poco. I numeri più interessanti però riguardano l’inclusione dei partiti ultraortodossi nella maggioranza ed è qui che emerge che l’83 per cento degli israeliani si oppone al loro ingresso nella coalizione di governo. Il partito haredi Shas sembra aver capito che la situazione sta cambiando, che potrebbe non essere più Netanyahu il prossimo a formare la maggioranza e ha iniziato a lodare Eisenkot, che però non cede alle lusinghe. Il primo ministro ha accontentato su tutto i partiti haredi, che più volte hanno minacciato di far cadere il suo governo. Prima ha permesso che venisse votata la legge che impedisce di perseguire penalmente gli studenti delle yeshiva e lo ha fatto in una paese che è in guerra da tre anni, lanciando un messaggio che varie fasce della popolazione hanno preso come una mancanza di rispetto nei confronti dei soldati morti in questi anni, quasi che il premier, pur di allungare di qualche mese il proprio governo, avesse voluto confermare che la sicurezza in Israele è responsabilità soltanto di alcuni, soltanto alcuni devono morire per Israele, mentre altri possono liberamente godere del sacrificio altrui. Una delle ultime leggi approvate alla Knesset è stata quella che stabilisce e legalizza le classi separate fra donne e uomini, una segregazione impensabile in Israele a cui naturalmente molti si oppongono. Sono regali che Netanyahu ha elargito per sopravvivere, ma alle urne non paga. Spesso i partiti ultraortodossi sono stati l’ago della bilancia, qualcuno li tirerà dentro pur di formare la maggioranza, ma non senza rischi.