Saied ricoverato, mentre Kamel Ghribi manda un cavallo di Troia a Tunisi

L'infarto del presidente, tenuto segreto, conferma le incognite sulla sua successione. Intanto l'agenzia di stampa italiana Italpress, legata all'imprenditore di Sfax che vuole sfidare Saied, tenta si sbarcare in Tunisia, senza successo

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Immagine di Saied ricoverato, mentre Kamel Ghribi manda un cavallo di Troia a Tunisi

foto Getty

Le condizioni di salute di Kais Saied vanno peggiorando e rischiano di trascinare con sé anche la tenuta istituzionale della Tunisia. In questi giorni, secondo quanto risulta al Foglio, il presidente-dittatore è ricoverato all’ospedale militare di Tunisi per un infarto che ha imposto un intervento chirurgico urgente. L’evento è stato tenuto nel massimo riserbo per non dare adito a speculazioni, peraltro già abbondantemente in circolazione in questi anni, circa la tenuta della salute di Saied. L’aggravamento delle condizioni del presidente non fa che alimentare i rumors circa la sua successione. Il vuoto creato dal dittatore nella società civile tunisina, arrestando centinaia di oppositori politici, giornalisti, attivisti e sindacalisti, ha di fatto spazzato via ogni potenziale competitor interno mentre in Europa, come rivelato dal Foglio all’inizio di maggio, l’opposizione in esilio si dà da fare per cercare figure alternative.
Ed è in questo scenario che emerge un dettaglio che contribuisce a creare un clima di tensione attorno al palazzo di Cartagine. Il dettaglio riguarda da vicino un’agenzia di stampa italiana, Italpress, diretta da Gaspare Borsellino. Negli stessi giorni in cui su queste colonne usciva un’inchiesta sulla tenuta economica e politica della Tunisia e sulla ricerca di un successore di Saied, questa agenzia ambiziosa e in crescita con sede a Palermo ha siglato una convenzione con Ecam, il think tank voluto e presieduto da Kamel Ghribi. L’imprenditore tunisino, oltre ad avere fondato Ecam, è anche presidente della società di consulenza Gksd Holding e vicepresidente del Gruppo San Donato, oltre che tra i nomi più insistenti che circolano in questi mesi per prendere il posto di Saied alla guida della Tunisia. “Quando deciderò di partecipare a qualsiasi elezione, nessuno mi impedirà di esercitare il mio diritto di cittadino tunisino”, ha scritto recentemente Ghribi sulla propria pagina Instagram, confermando così il proprio interesse a una candidatura.
Un dettaglio non secondario è che l’imprenditore di Sfax non è solito rilasciare interviste a nessuno. Ghribi preferisce una comunicazione gestita secondo le proprie regole. Gli unici canali attivi sono la sua pagina Instagram, dove il suo folto staff pubblica video e frasi a effetto dai toni autocelebrativi, e i lanci di agenzia di Italpress. Ciò che però ha destato una certa curiosità è che pochi giorni dopo la firma della convenzione con la società di Ghribi, Borsellino ha viaggiato più volte a Tunisi. Una di queste è stata in occasione dei 70 anni del Corriere di Tunisi, il giornale in lingua italiana di riferimento nel paese, evento a cui Italpress è stata l’unica agenzia di stampa italiana invitata. In quell’occasione, Borsellino ha intavolato una trattativa molto avanzata per concludere una convenzione con la Tap, l’agenzia di stampa tunisina. Per capire quanto la Tap sia vicina al governo basti pensare che il direttore è di nomina presidenziale e che, ovviamente, la selezione delle notizie è rigorosamente filtrata. A ogni modo, secondo quanto risulta al Foglio, il tentativo di Borsellino di concludere l’intesa sarebbe naufragato all’ultimo proprio per via della “vicinanza” tra Italpress e Kamel Ghribi, visto come un diretto antagonista di Saied.
Interpellato dal Foglio, Borsellino ha smentito la ricostruzione e ha confermato di avere “tutti i documenti firmati con la Tap, nel pieno rispetto delle regole, con l’aiuto dell’ambasciata italiana”. Ambasciata che però, consultata dal Foglio, ha puntualizzato in una mail che “questa ambasciata non patrocina convenzioni tra agenzie di stampa”. Diverse fonti confermano che la convenzione non è stata ancora siglata e che pure il tentativo del tutto legittimo di aprire una sede a Tunisi, finora, è stato respinto dalle autorità tunisine.
Evidentemente non è considerato accettabile da Saied avere a Tunisi in pianta stabile l’ufficio di una agenzia di stampa che potrebbe dare spazio al principale antagonista del presidente, che coltiva l’idea di correre alla presidenza del paese. Un rischio da evitare, soprattutto se le condizioni di salute di Saied restano sotto osservazione.