In Spagna la condanna del fratello di Sánchez aggrava la crisi del Psoe

Un tribunale ha condannato David Sánchez a 9 anni di interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso amministrativo. Insieme a lui, condannati anche altri dieci funzionari. Ma al di là dei dettagli giuridici, resta l’ennesimo danno d’immagine per il governo spagnolo e il suo capo

14 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 18:50
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Foto Ansa

Madrid. Lo chiamavano “el hermanísimo”, cioè il “fratellissimo” o fratellone. Così, nelle e-mail interne ai vari uffici dell’amministrazione provinciale di Badajoz, ci si riferiva a David Sánchez, fratello del primo ministro spagnolo. Oggi un tribunale lo ha condannato a 9 anni di interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso amministrativo. In causa ci sono irregolarità presunte (gli imputati possono ancora ricorrere in appello) relative alla sua assunzione, nel 2017, presso la provincia dell’Estremadura. Insieme a Sánchez, condannati altri dieci funzionari, fra cui Miguel Ángel Gallardo, ex presidente provinciale e leader regionale del Partito socialista (Psoe). Per lui 18 anni di interdizione. I giudici hanno ritenuto provati tre reati, tra cui l’istituzione del posto di coordinatore dei Conservatori provinciali.
David Sánchez è un musicista, aveva completato un ciclo di studi in Russia e al suo ritorno in Spagna cercava lavoro. L’amministrazione provinciale ha creato un posto ad hoc che la sentenza definisce “privo di contenuto”, la cui creazione “era dovuta all’interesse particolare di chi se ne era aggiudicato l’assegnazione e non all’interesse generale”. Una volta trovato il posto, un grigio incarico di funzionario scolastico, Sánchez si accorge che, con il suo master in Direzione d’orchestra conseguito a San Pietroburgo, ha aspirazioni più alte. Così il posto viene modificato in una sorta di direzione artistica: responsabile dell’ufficio delle Arti sceniche. “Un abito su misura”, dice la sentenza, in cui gli amministratori sono nuovamente intervenuti per “conferire un’apparenza di legalità”. Il terzo reato riguarda l’incarico creato per Luis Carrero, vecchio amico di David Sánchez che prima lavorava nel Palazzo della Moncloa, sede del governo. Le cariche a Badajoz, si legge nella sentenza, erano finanziate con fondi pubblici “senza alcun controllo”. La trasformazione di una direzione scolastica in un ufficio a vocazione più artistica avrebbe permesso a David Sánchez di non recarsi neppure sul posto di lavoro. E’ diventato virale l’interrogatorio davanti alla giudice Beatriz Biedma in cui dimostra di non sapere nemmeno dove fosse questo ufficio delle Arti sceniche. Se si aggiunge che il fratello del premier aveva anche comprato un vecchio palazzo oltre frontiera, nella cittadina di Elvas, per avere la residenza fiscale in Portogallo, il quadro si fa forse più completo.
Ma al di là dei dettagli giuridici, resta l’ennesimo danno d’immagine per il governo spagnolo e il suo capo. E’ notevole l’ostinazione con cui Pedro Sánchez si è opposto all’azione della giustizia nei confronti dei suoi familiari. C’è un livello occulto, la cui esistenza e la cui catena di comando sono ancora da dimostrare: all’interno del Psoe si sarebbe costituito un nucleo dedito a ostacolare tutte queste inchiestecon i metodi più sporchi. Della giudice Biedma, per esempio, si sa che è stata pedinata e che su di lei sono state messe in giro notizie false ricorrendo anche a immagini create con l’IA. Stesso trattamento ad Antonio Balas, il tenente-colonnello della Guardia Civil che coordinava le indagini a Badajoz. “Lo voglio morto”, diceva di lui Leire Díez, la faccendiera del Psoe indagata per la presunta attività di disturbo.
C’è però un livello palese che riguarda la battaglia politica in campo aperto. Per mettersi l’anima in pace, alla sinistra spagnola basta sottolineare che certe denunce partono da organizzazioni di estrema destra, applicando lo schema dei grandi conflitti ideologici ad accuse che riguardano irregolarità amministrative, pane quotidiano di tanti concorsi. Basti dire che la prima denuncia (politica e non giudiziaria) del concorso di David Sánchez era partita da un esponente della sinistra radicale: il segretario regionale di Podemos Álvaro Jaén.
A Gallardo, intanto, nessuno ha chiesto di fare un passo indietro. Era il candidato alla presidenza dell’Estremadura nel dicembre 2025, una regione in cui il Psoe ha quasi sempre governato e dove è crollato, lasciando molto più spazio al Partito popolare e all’estrema destra di Vox. La batosta elettorale è stata la prima di quattro in pochi mesi e la resistenza di Sánchez sembra sempre più un’ostinazione vana. Agli spagnoli risulta poco chiaro se resista per proteggere le istituzioni democratiche o solo la sua famiglia.