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Il Sánchez bifronte su Nato e Difesa
Da quando è al governo, il premier spagnolo, simbolo dei pacifisti, ha triplicato le spese militari. Un incremento che ha fatto entrare Madrid nella classifica mondiale delle 15 capitali che più spendono in armi
14 LUG 26

Al vertice Nato di Ankara il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez era atterrato, come si legge sul sito della tv di stato, “con un messaggio chiaro: la Spagna non aumenterà la spesa per la difesa al 5 per cento del pil”. Chiarezza del messaggio perfettamente in linea con il mito di Sánchez e il suo slogan “no alla guerra”. Ma c’è un altro Sánchez, quello che vuole mostrare la sua lealtà ai soci atlantici. Per questo, prima di partire per la Turchia, ha approvato un aumento di oltre 6 miliardi di euro in spese per la Difesa, quanto basta a garantire che la Spagna superi quest’anno il 2 per cento del pil in spese militari, obiettivo che fino a poco tempo fa era stato fissato al 2029. Il traguardo è stato tagliato in silenzio, scrive il quotidiano La Razón, “attraverso un sistema concepito per eludere il controllo politico: fondo di emergenza, trasferimenti di stanziamenti e aumenti di bilancio approvati esclusivamente dal Consiglio dei ministri”. Sì, perché Sánchez è il premier che in questa legislatura (avviata nel 2023) non ha mai presentato una legge di Bilancio in Parlamento, avvolgendo in un preoccupante manto di opacità tutti i capitoli di spesa del suo esecutivo. Eppure l’opacità sembra preoccupare meno gli alleati di sinistra, tradizionalmente votati al pacifismo e alla non belligeranza. È il Partito popolare (Pp) a volerci vedere più chiaro e per questo ha chiamato il primo ministro a riferire al Congresso dei deputati. L’opposizione vuole sapere come e a chi sono stati assegnati questi miliardi di investimenti militari che alla fine hanno ammansito perfino il capriccioso Trump. Da quando Sánchez è al governo, ossia dal 2018, la Spagna ha triplicato la sua spesa militare, passando da 11 a 35 miliardi di euro. Un incremento che ha fatto entrare Madrid nella classifica mondiale delle 15 capitali che più spendono in armi. Insomma, come il Giano degli antichi Romani, di cui si aprivano le porte in tempo di guerra, anche il dio Sánchez, idolatrato dal pacifismo mondiale, è un dio bifronte.