Se Nigel Farage pensa che una vittoria alle elezioni suppletive di Clacton-on-Sea “ripareranno la sua reputazione, si sbaglia”, ha scritto il Times in un editoriale velenoso, in cui chiede al leader nazionalista di Reform Uk di fare chiarezza sui “regali” che ha ricevuto da miliardari e faccendieri e in cui denuncia questo “circo” politico ed elettorale che sta facendo perdere tempo e soldi ai britannici, ora parecchio indispettiti. La popolarità di Farage è crollata, mentre il suo unico rivale, Count Binface, che indossa una tuta spaziale e ha un bidone della spazzatura sulla faccia, è in testa nei sondaggi.
E’ la prima volta che gli appelli populisti di Farage – soltanto il popolo può giudicarmi, ha detto dimettendosi e ricandidandosi come parlamentare – non fanno correre in alto i suoi consensi, ed è anche la prima volta che le foto sui giornali non ritraggono il leader nazionalista con il suo perenne sorriso beffardo. E’ accigliato, è preoccupato: il candidato contro l’establishment è sempre stato lui, alle elezioni del 7 maggio Reform Uk è risultato il primo partito, il suo “Starmer out”, cioè cacciare il premier Keir Starmer, è riuscito (non per merito suo, hanno fatto tutto i laburisti che alla fine della settimana incoroneranno Andy Burnham, che diventerà premier il 20 luglio), e ora arriva un candidato ancora più anti establishment di lui, più ironico di lui, più perfido di lui, che gli rovina la festa. Reform Uk è entrato in modalità gestione della crisi, sta mandando tutti i suoi attivisti a Clacton che per ora non possono nulla contro la forza dell’outsider Count Binface, che pubblica video esilaranti in cui fa la parodia dei tic del suo rivale e che viene intervistato, cercato, raccontato e sostenuto da ogni parte.
Farage insomma potrebbe aver sbagliato un calcolo rilevante. E non c’è soltanto Binface a fargliela pagare. L’editoriale scocciato del Times e le inchieste del Sunday Times, che scavano nei fondi ricevuti da Farage dal giovane George Cottrell, che è già stato in galera in America per frode (in realtà la benefattrice formale è sua madre), mostrano una crepa nel sostegno che potrebbe rivelarsi fatale: il gruppo editoriale è di proprietà di Rupert Murdoch, che è sempre stato accondiscendente nei confronti del nazionalismo brexitaro di Farage, mentre adesso, proprio come è accaduto con il mondo Maga negli Stati Uniti, sembra essersi raffreddato.
E poi c’è Count Binface che rilascia interviste, occupa gli spazi di Farage, prepara il suo manifesto politico, ammette di essere “debole sull’immigrazione fuori controllo”, visto che lui è un guerriero spaziale di 5.900 anni che è arrivato sulla terra per fare scherzi da candidati, ma comunque sta trattenendo la sua navicella spaziale dall’invadere la terra. Dice che non andrà mai in Parlamento, vuole soltanto evitare che ci ritorni Farage, e fa fare allenamento alla democrazia, dando la possibilità agli elettori di esprimere il loro voto di protesta senza devastare tutto, come hanno già fatto votando la Brexit, come fanno votando Reform Uk. Il bidone della spazzatura vuole fare un dibattito con Farage, forse potrebbe partecipare anche il candidato-volpe che si è appena messo in corsa, ma che è già guardato con sospetto: si spera non voglia disperdere i voti anti Reform Uk, sarebbe proprio un “lavoro sporco” dell’establishment, quello di Farage.