Eppure. Eppure, per il nazionalismo, non c’è mai stato un momento più difficile di questo per imporre la propria visione del mondo. Eppure, per il nazionalismo, non c’è mai stato un momento più difficile della storia recente per imporre le proprie idee di fronte alla catastrofe politica di nome
Trump. I nazionalisti europei, molti, non tutti, da tempo si esercitano in allegre acrobazie circensi per dimostrare di non avere nulla a che fare con il trumpismo, che altro non è che una forma di nazionalismo all’ennesima potenza. Eppure, la trottola impazzita del nazionalismo trumpiano è lì a ricordare in modo minaccioso che danni possa generare nel mondo la diffusione del virus nazionalista: guerre commerciali, protezionismo autolesionista, libertà minacciate, alleanza atlantica ridimensionata, democrazie illiberali rafforzate, industrie europee aggredite. I nazionalisti, da tempo, cercano in tutti i modi di dimostrare che Trump è un errore del sistema, è un bug nell’altrimenti perfetto algoritmo del nazionalismo, che altro non è, secondo la visione nazionalista, che uno strumento perfetto per tutelare l’interesse nazionale di un paese e quello dei cittadini. Eppure, Trump altro non è che l’essenza del nazionalismo in purezza: più il nazionalismo è forte più diventa una minaccia per gli interessi del mondo, compresi quelli dei nazionalisti. L’AfD, appena Trump diventa imbarazzante, finge di non conoscerlo. I lepenisti, in Francia, fingono di non avere nulla a che fare con il lessico trumpiano, che sulla Russia, sulla Nato, sull’Europa, sull’Ucraina, sul protezionismo è spesso lo specchio perfetto del populismo lepenista, ma il magrittismo in politica a volte fa miracoli: ceci n’est pas un nationaliste. Nel Regno Unito, Farage sta facendo di tutto per evitare di essere paragonato a Trump. E in Italia, quella che doveva essere la trumpista in chief, ovvero Giorgia Meloni, è diventata il simbolo della resistenza da destra a Trump, con meme al seguito. Il nazionalista collettivo, che certamente governerà l’Europa, ha difficoltà a mostrare gli altri nazionalismi che si trovano in giro per il mondo, un po’ perché fanno paura persino ai nazionalisti e un po’ perché semplicemente non stanno funzionando come si deve. I francesi potrebbero dire: non siamo soli, guardate, c’è il camerata Farage che vive e lotta insieme a noi, se non fosse però che Farage è stato costretto a una piroetta politica per allontanare da sé lo scrutinio su donazioni e benefit sospetti. Farage potrebbe dire guardate, facciamo come Marine Le Pen, se non fosse che Marine Le Pen potrebbe trovarsi a fare una campagna elettorale all’ombra del braccialetto elettronico alla caviglia (vedere i populisti che hanno fatto della rincorsa al moralismo un proprio cavallo di battaglia scoprire il garantismo per potersi difendere genera le stesse sensazioni di vedere un Ranucci che scopre il garantismo solo di fronte ai suoi amici, anche quelli accusati di avergli messo una bomba sotto casa).