Gli Stati Uniti attaccano di nuovo l'Iran

Il Qatar accusa l'Iran di aver attaccato una petroliera nello Stretto di Hormuz e in risposta Washington prende di mira difese aeree, radar, missili e imbarcazioni dei Pasdaran. Revocata anche la deroga sulle esportazioni di petrolio iraniano

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Ultimo aggiornamento: 06:58
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Martedì sera le forze americane hanno lanciato una nuova ondata di attacchi militari contro l'Iran, colpendo oltre 80 obiettivi. Secondo funzionari americani, l'operazione è stata decisa per infliggere un duro colpo a Teheran dopo gli attacchi iraniani contro le navi mercantili nello Stretto di Hormuz.
Il Comando centrale degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni militari in medio oriente, ha spiegato in una nota che l'azione è stata "una risposta immediata ai recenti attacchi dell'Iran contro le navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz", la strategica via d'acqua al centro delle tensioni tra Washington e Teheran da mesi.
Secondo gli Stati Uniti, i raid americani hanno colpito sistemi di difesa aerea iraniani, reti di comando e controllo, radar costieri, sistemi missilistici antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni riconducibili al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran). L'obiettivo dichiarato è ridurre la capacità dell'Iran di colpire il traffico marittimo commerciale.
In una dichiarazione diffusa martedì, i funzionari americani hanno definito gli attacchi iraniani "ingiustificati, pericolosi e una chiara violazione" del cessate il fuoco concordato tra Washington e Teheran. Una tregua che, fin dall'inizio, è rimasta fragile e segnata da ripetute accuse reciproche di violazione.
I bombardamenti sono arrivati poche ore dopo la decisione dell'amministrazione Trump di revocare la deroga che consentiva all'Iran di continuare a esportare petrolio. La misura era stata introdotta nell'ambito dell'accordo raggiunto il mese scorso tra i due paesi e rappresentava il principale beneficio economico ottenuto da Teheran con il cessate il fuoco.
L'annuncio ha immediatamente spinto al rialzo il prezzo del Brent, il principale riferimento internazionale per il mercato del greggio.
La deroga avrebbe consentito all'Iran di produrre, esportare e vendere petrolio fino al 21 agosto, con la possibilità di un'estensione. Il dipartimento del Tesoro americano ha concesso un periodo di transizione di dieci giorni.
L'accordo con l'Iran è "interamente basato sulle prestazioni" e Teheran ne beneficerà solo se "mostrerà un buon comportamento", ha dichiarato un funzionario americano, aggiungendo che le azioni dell'Iran nello Stretto di Hormuz sono "inaccettabili" e "avranno conseguenze".
Lo stesso funzionario ha aggiunto che i negoziatori continuano comunque a lavorare per raggiungere un accordo definitivo.
L'intervento americano è arrivato dopo le accuse del Qatar, secondo cui l'Iran avrebbe attaccato una petroliera in transito nello Stretto di Hormuz. Doha ha affermato che riterrà Teheran responsabile di "qualsiasi danno e conseguenza" derivanti dall'incidente.
In un messaggio pubblicato su X, il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha definito l'attacco alla Al-Rekayyat, una nave qatariota per il trasporto di gas naturale liquefatto, una "grave ed esplicita violazione" del diritto internazionale. "Chiediamo che la Repubblica islamica dell'Iran cessi immediatamente tutte le pratiche che minano la sicurezza regionale e la sicurezza della navigazione marittima internazionale", ha scritto.
L'Iran non ha rivendicato la responsabilità dell'attacco, avvenuto mentre nel paese era in corso il corteo funebre dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un raid aereo a febbraio. I media di stato iraniani avevano riferito in precedenza che una petroliera qatariota era stata presa di mira mentre tentava di attraversare lo stretto dal lato omanita.
L'UK Maritime Trade Operations (UKMTO), l'agenzia britannica che monitora la sicurezza della navigazione commerciale, ha riferito lunedì che una petroliera è stata colpita da un proiettile mentre lasciava lo Stretto di Hormuz, al largo di Limah, in Oman, provocando un incendio a bordo. L'agenzia, che opera sotto la Royal Navy, ha precisato che non si sono registrati feriti né danni gravi e che sono in corso indagini. Non sono stati resi noti né il nome della nave né il tipo di proiettile utilizzato.
Teheran ha più volte ribadito di rivendicare il controllo dello stretto e gli attacchi contro le navi mercantili hanno alimentato nuovi scontri tra forze iraniane e americane nelle ultime settimane. Entrambe le parti si accusano reciprocamente di aver violato l'accordo di cessate il fuoco in 14 punti firmato a giugno per mettere fine alla guerra.
La riapertura in sicurezza dello Stretto di Hormuz, attraverso cui prima del conflitto transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas, rappresenta uno degli elementi centrali dell'intesa. L'accordo prevede un periodo di negoziati di 60 giorni per risolvere le questioni ancora aperte.
Finora il cessate il fuoco ha retto nel complesso, mentre le società di monitoraggio registrano una graduale ripresa del traffico marittimo. Secondo Lloyd's List Intelligence, nella settimana conclusa domenica oltre 200 navi hanno attraversato lo stretto: un numero superiore a quello registrato dopo la firma dell'accordo, ma ancora inferiore ai livelli precedenti allo scoppio della guerra. L'UKMTO continua comunque a classificare il livello di rischio per la navigazione come "sostanziale".
Martedì il corteo funebre di Khamenei ha raggiunto Qom, dopo che centinaia di migliaia di persone avevano partecipato alle esequie a Teheran dell'ayatollah, che aveva guidato il paese per 37 anni prima di essere ucciso nel raid aereo che ha segnato l'inizio della guerra.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha scritto su X che né gli iraniani scesi in piazza per rendere omaggio a Khamenei né le forze armate del paese sono "intimiditi da alcuna minaccia".
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