Gli scanner della discordia fra Trump e Meloni

Mentre l'Italia provava a candidarsi a sede dell'Autorità delle Dogane dell'Unione europea, un colosso cinese si è preso le Dogane italiane. Esclusiva

Immagine di Gli scanner della discordia fra Trump e Meloni
Al di là delle accuse via social e dei meme, c’è un aspetto molto concreto nel risentimento del presidente americano Donald Trump nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo due fonti americane consultate dal Foglio e a conoscenza del dossier, l’Amministrazione accusa Palazzo Chigi di arrendevolezza su alcune questioni di sicurezza nazionale, che poi riguardano anche la sicurezza dei sistemi Nato e del commercio internazionale. E c’è un dossier in particolare, del quale da sei anni si occupano gli emissari della Casa Bianca in Italia: gli scanner del colosso cinese Nuctech presenti nelle dogane italiane. Al centro della storia ricostruita per la prima volta dal Foglio c’è infatti l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, una gara d’appalto per l’acquisto di cinque scanner backscatter – una tecnologia cruciale per rilevare materiali nascosti dentro container o veicoli che passano la dogana – e l’ostinazione con cui, per qualche ragione, è stato favorito il colosso cinese rispetto ai competitor.
I fatti, ricostruiti attraverso atti amministrativi, la sentenza del Tar e alcune fonti dell’Agenzia che preferiscono restare anonime, si svolgono nell’estate e nell’autunno del 2021. Due anni prima era stata aperta una gara per l’acquisto di cinque scanner con tecnologia backscatter (molto sensibile nell’individuazione di esseri umani, droga o esplosivi anche dentro container o veicoli chiusi). L’allora direttore generale delle Dogane, Marcello Minenna, nominato nel 2020 su indicazione del M5s, ritiene che per una tecnologia così sensibile nei criteri di gara non si possa dare priorità solo al parametro economico – cioè a quello che costa meno – e quindi il bando viene revocato. Ne nasce una procedura negoziata e un acquisto “di urgenza”: il team tecnico-legale dell’Agenzia si mette in moto per garantire valutazioni più concrete sulla sicurezza e procedere direttamente all’acquisizione. A partecipare alla nuova gara sono il colosso degli scanner americano Rapiscan, con sede a Billerica, in Massachusetts, e la cinese Nuctech. Entrambi propongono all’Agenzia delle dogane visite sul posto per parlare degli scanner, ma a Macao nessuno può andare per via della politica Zero Covid imposta da Pechino. La scelta, dal punto di vista puramente tecnico e di sicurezza, è però abbastanza facile: “Gli scanner proposti dai cinesi erano oggettivamente di qualità tecnica inferiore e poco sicuri”, dice al Foglio una fonte che ha partecipato all’analisi tecnica. “Il sistema funziona così: l’operatore nel camioncino non vede l’immagine reale registrata dal backscatter, ma un’immagine stock che il computer associa a quello che crede di vedere dentro il container. Faccio un esempio: se dentro ci sono droni, ma il software è impostato in modo che a quell’immagine corrisponda una foto stock di banane, l’operatore che ha davanti un container pieno di droni vedrà solo banane”. Del resto, i dubbi su Nuctech circolavano da tempo. Già nel dicembre 2020 il dipartimento del Commercio americano aveva inserito Nuctech nella lista nera del Bureau of Industry and Security per motivi di sicurezza nazionale, mentre il Canada annullava un contratto da 6,8 milioni di dollari con l’azienda. Anche in Europa i dubbi non sono nuovi: un articolo del New York Times di due giorni fa scrive che l’Ue “sta indagando se il sostegno governativo” a Nuctech “abbia garantito alle imprese cinesi un vantaggio competitivo sleale”, e che l’esito dello scontro “potrebbe influenzare il futuro delle relazioni tra Cina e Ue”.
"Il software è impostato in modo che a quell’immagine corrisponda una foto stock di banane, l’operatore che ha davanti un container pieno di droni vedrà solo banane"
I sospetti internazionali in parte influiscono sulla decisione dell’Agenzia delle Dogane italiana, che nell’estate di cinque anni fa assegna la fornitura dei cinque scanner mobili a Rapiscan. Il mese successivo però Nuctech, rimasto escluso dalla procedura, presenta ricorso al Tar del Lazio, che concede la sospensiva cautelare inaudita altera parte – prima ancora, cioè, di sentire le ragioni dell’amministrazione. Ed è in quel momento che la vicenda prende una direzione sorprendente.
L’Agenzia delle Dogane inizia a raccogliere materiale per dimostrare che l’esclusione dalla gara è valida. Nel suo ricorso, Nuctech menziona una decisione di acquisizione di scanner cinesi da parte delle Dogane della Danimarca. Solo che le dogane danesi, contattate dal team tecnico-legale italiano, riferiscono che inizialmente la gara era sì stata vinta dai cinesi, ma poi era stata revocata, perché dal punto di vista della sicurezza gli scanner cinesi non erano equivalenti a quelli americani. Una prova, insomma, che sembrava smontare l’argomento centrale del ricorso. Contattata dal Foglio, la Toldstyrelsen (la Danish Customs Agency) conferma di aver inviato all’Agenzia delle Dogane italiana una lettera in cui spiegava le ragioni per cui Nuctech era stata poi esclusa dalla gara, ma di non poterla condividere con i media per ragioni di sicurezza.
L'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla presentazione del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con Marcello Minenna (2020)
L'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla presentazione del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con Marcello Minenna (2020)
Beppe Grillo e Massimo D'Alema alla stessa presentazione del Libro Blu dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dov'era presente anche Giuseppe Conte (2020)
Beppe Grillo e Massimo D'Alema alla stessa presentazione del Libro Blu dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dov'era presente anche Giuseppe Conte (2020)
E così si potrebbe pensare che l’Agenzia delle Dogane abbia usato quelle informazioni per difendersi, invece succede il contrario. Il 23 settembre 2021, cioè il giorno successivo all’udienza cautelare, l’avvocato Alessandro Canali, il dirigente della direzione generale delle dogane che stava preparando le difese per l’amministrazione, viene rimosso dal proprio incarico, senza preavviso. Il 3 marzo del 2022 esce la sentenza del Tar, che accoglie la domanda della società cinese: tra i motivi dell’accoglimento viene citata la gara che Nuctech si era aggiudicata in Danimarca – senza alcuna menzione della sua successiva esclusione. Evidentemente i giudici non erano stati messi a conoscenza dei problemi rilevati dalle dogane danesi, e che l’Agenzia delle Dogane italiana non aveva depositato in giudizio quella documentazione. La stessa Agenzia decide di non impugnare la sentenza.
Ma oltre al danno arriva la beffa, perché al momento della consegna degli scanner Nuctech a Livorno, nel maggio 2025, si scopre che le apparecchiature mancano di un elemento considerato imprescindibile dal bando di gara: una finestrella che avrebbe dovuto permettere all’operatore interno di vedere l’esterno. Un problema che avrebbe dovuto imporre la restituzione degli scanner al fornitore, e che invece non impedisce che vengano comunque collaudati, installati e pagati.
Mentre il contenzioso Rapiscan-Nuctech si consumava nelle aule del Tar, però, i rapporti tra Adm e i rappresentanti istituzionali cinesi proseguivano su altri tavoli. Tanto che il 26 giugno del 2023 il nuovo direttore dell’Agenzia delle Dogane, Roberto Alesse, riceve a piazza Mastai la delegazione dell’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese e il ministro Yu Jianhua, per “rilanciare i programmi di collaborazione doganale reciproca”.
Nel frattempo però quegli scanner sono sempre più un problema, e sembra quasi che l’Agenzia abbia bisogno di impiegarli in modo diverso. Il 9 luglio del 2024, nell’ambito dell’iniziativa del governo italiano “Food for Gaza”, si svolge a Larnaca, a Cipro, la cerimonia di consegna alle autorità doganali cipriote di uno scanner “di ultima generazione” destinato ad agevolare il transito degli aiuti umanitari verso Gaza. Le immagini diffuse dall’Agenzia mostrano chiaramente, sul fianco del mezzo mobile messo a disposizione dall’Autorità portuale di Gioia Tauro, il marchio Nuctech accanto al logo dell’iniziativa “Food for Gaza”.
Lo scanner consegnato a Cipro il 9 luglio 2024 (foto ADM)
Lo scanner consegnato a Cipro il 9 luglio 2024 (foto ADM)
L’episodio assume un peso particolare alla luce di quanto emerso successivamente: proprio mentre Washington faceva pressioni diplomatiche su Roma per liberarsi dei contratti Nuctech nei servizi doganali, un’apparecchiatura con il marchio della stessa azienda cinese veniva impiegata, con il coinvolgimento diretto dell’Agenzia delle dogane, in un’operazione umanitaria di alto profilo politico.