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Trump fa confusione sui conti. Ecco quanto spendono davvero gli Stati Uniti per la Nato
Sulla spesa militare complessiva è vero che quella americana è più o meno il doppio di quella europea. Ma in rapporto al pil l’Italia contribuisce al costo dell'alleanza otto volte di più. I dati sui finanziamenti

Foto ANSA
“Gli Stati Uniti spendono per la Nato più di qualsiasi altro paese, e con un ampio margine, per garantirne la protezione, senza trarne alcun vantaggio”, ha scritto Donald Trump su Truth, elencando le spese degli Usa e di alcuni altri soci. “Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi, Francia 66,5 miliardi, Italia 48,8 miliardi, Polonia 44,3 miliardi. Le cifre degli altri paesi, inclusa la Germania, sono molte più basse”. Dato il personaggio, è difficile capire se faccia confusione apposta, o se le cose sia lui il primo a non averle chiare. Nel momento in cui l’alleanza si riunisce ad Ankara apposta per decidere anche su queste richieste, diventa allora utile districare questi conti, per evitare che si confondano tre cose diverse. Una cosa è infatti la spesa militare complessiva. Un’altra cosa è la spesa militare come percentuale sul pil. Una terza cosa ancora sono le spese per i finanziamenti della Nato.
Le cifre riportate da Trump, infatti, si riferiscono alla spesa militare complessiva, su cui in effetti non ci piove: è vero che quella degli Stati Uniti è più o meno il doppio di quella europea. Sono però gli Stati Uniti la potenza globale con interessi in tutto il mondo, mentre gli interessi europei sono regionali. Davvero Trump vuole un’Europa potenza globale che per perseguire propri interessi si metta a stabilire basi in quell’America Latina che con la sua Amministrazione da parte di Washington sui riprende a considerare come il “cortile di casa” Usa? Magari, si potrebbe anche esplicitarlo. Se no il dubbio è che le parole di Trump non significhino: “Voglio che l’Europa spenda come gli Usa per venire a fare loro concorrenza”; ma, semplicemente: “Voglio che l’Europa spenda di più per aiutare gli Usa a perseguire i propri interessi”.
Ovviamente, peraltro, la spesa militare va considerata in base al potenziale economico di un paese. E sotto questo punto di vista gli Stati Uniti, malgrado appunto il loro ruolo globale, non sono affatto il membro della Nato con la spesa militare più alta in rapporto al pil. L’anno scorso all’Aja è stato concordato che entro il 2035 ogni socio dovrà spendere il 5 per cento del pil in difesa e sicurezza: più esattamente, il 3,5 per cento per la difesa in senso stretto, più un altro 1,5 per attività come la protezione delle infrastrutture critiche e la garanzia della preparazione dei civili. Intanto, c’era un obiettivo intermedio del 2 per cento, indicato nel 2024, su cui sono ormai tutti. Rispetto al 2024, ad esempio, il Belgio è passato dall1,27 per cento al 2; la Spagna dall’1,43 al 2; l’Italia dall’1,52 al 2,1. Insomma, tutti hanno aumentato, tranne gli Stati Uniti di Trump, che tra 2020 e 2025 sono passati dal 3,6 al 3,19. Comunque, in rapporto al pil spendono di più degli Usa la Polonia (4,5), la Lettonia (3,61), l’Estonia (3,37), la Norvegia (3,28), la Danimarca (3,25). Eppure Trump ha avuto il coraggio di citare esplicitamente la Polonia tra i paesi che non farebbero il loro dovere. Vengono poi la Lituania (3,08), la Grecia (3), la Finlandia (2,6), la Svezia (2,5), la Germania (2,39, con un raddoppio della spesa militare in tre anni) la Turchia (2,33), il Regno Unito (2,31), la Romania (2,3), i Paesi Bassi (2,2), la Francia (2).
Ma la spesa militare, in senso assoluto o relativo, è però una cosa più ampia rispetto ai contributi per il funzionamento della Nato: 4,6 miliardi di euro nel 2025, e 5,3 nel 2026. Attualmente, gli Stati Uniti vi contribuiscono per solo il 14,9039 per cento. Insomma, oltre l’85 per cento della Nato è in realtà finanziata dagli altri soci, con un 14.9039 per cento tedesco che è uguale agli Usa, malgrado il pil statunitense sia almeno sei volte quello tedesco. Seguono Regno Unito (10,3277). Francia (10,1023), Italia (7,9925), Canada (6,5845), Turchia (6,3010), Spagna (5,7782), Paesi Bassi (3,5014), Polonia (3,3813), Belgio (2,0716), Svezia (1,9787), Norvegia (1,6803), Romania (1,6098), Danimarca (1,2870), Cechia (1,1624), Portogallo (1,0701), Grecia (0,9228), Finlandia (0,9295), Ungheria (0,8608), Slovacchia (0,4979), Bulgaria (0,4496), Croazia (0,3525), Lituania (0,3006), Slovenia (0,2492), Lettonia (0,1757), Lussemburgo (0,1713), Estonia (0,1430), Albania (0,1083), Islanda (0,0849), Nord Macedonia (0,0811), Montenegro (0,0362). Insomma, in rapporto al pil l’Italia contribuisce al costo della Nato otto volte più degli Stati Uniti.