Esteri
il peso del passato •
L’Ue ha atteso in silenzio le decisioni francesi, ma considera Le Pen il male minore
Più giovane, più popolare, e senza la maledizione del cognome: Bardella minaccia di imporsi al ballottaggio, e le conseguenze sarebbero devastanti per Bruxelles

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Bruxelles. I leader dell’Unione europea hanno atteso in silenzio il verdetto dell’appello presentato da Marine Le Pen contro la condanna all’ineleggibilità per appropriazione indebita dei fondi del Parlamento europeo utilizzati per il suo partito, il Rassemblement national. E hanno atteso in silenzio l’intervista nella quale Le Pen ha annunciato la sua intenzione di candidarsi alle presidenziali in Francia del prossimo anno, un’elezione più decisiva di tutte le altre per l’Ue. “Sono restio a immischiarmi negli affari o negli eventi politici interni di un altro stato membro”, ha detto Michael Martin, il premier dell’Irlanda, che ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Meglio evitare “un effetto controproducente”. Ma la sentenza che permette a Le Pen di correre e la sua candidatura sono visti come il male minore nell’Ue rispetto a Jordan Bardella.
Le Pen è considerata una minaccia meno pericolosa del suo delfino Bardella. Non per le differenze nel loro programma sull’Europa, che sono minime, al massimo sfumature retoriche. Entrambi vogliono tagliare del 50 per cento il contributo della Francia al bilancio dell’Ue. Entrambi sono contro l’Europa della difesa. Entrambi sostengono la Russia di Vladimir Putin, che sia a parole nel caso di Le Pen o con i voti al Parlamento europeo nel caso di Bardella. Se uno dei due dovesse arrivare all’Eliseo, l’Ue si troverebbe di fronte a una crisi sistemica, a prescindere dal nome del nuovo presidente. E Bardella è considerato più pericoloso semplicemente perché, secondo gran parte degli analisti, Le Pen provoca un effetto di rigetto più forte al secondo turno delle presidenziali.
Il cosiddetto “fronte repubblicano” – l’alleanza di tutti i partiti democratici contro il candidato di estrema destra – sarebbe meno efficace con Bardella. Marine è già stata sconfitta due volte al ballottaggio nel 2017 e nel 2022. Anche solo il nome di famiglia provoca una reazione: il padre Jean-Marie perse al secondo turno nel 2007. Elegante e composto, con la sua retorica moderata, il giovane Jordan è più votabile dai francesi, soprattutto tra gli elettori della destra gollista. Dentro il Partito popolare europeo, come in una parte dei Républicains in Francia, c’è chi pensava di poter trasformare Bardella in una Giorgia Meloni: un leader sovranista, ma manovrabile grazie alla sua inesperienza e giovane età, fino a farlo diventare un pragmatico compatibile con l’Ue con cui collaborare. Con Le Pen questo scenario è impensabile. E, con Marine candidata, la Francia ha meno probabilità di ritrovarsi governata da un presidente di estrema destra, in grado di stravolgere l’Ue. Eppure i rischi rimangono. Dopo la disastrosa campagna del 2017 giocata sulla “Frexit”, il Rn ha abbandonato i piani di uscita. Ma l’ideologia antisistema contro l’Ue prevale. E Le Pen potrebbe comunque imporsi al secondo turno, soprattutto se si troverà di fronte il suo alter ego di estrema sinistra, Jean-Luc Melenchon.