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Donne ed ex combattenti tra i 70 scelti da al Sharaa nel nuovo Parlamento di Damasco
Con le nuove nomine, la Siria entra finalmente nella fase cruciale del suo processo di transizione post assadista. Ci sono tante luci ma anche nodi ancora irrisolti. I più grandi riguardano l’assenza di nomi vicini alle Forze democratiche siriane a guida curda
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Foto LaPresse
Con la nomina da parte del presidente Ahmed al Sharaa di 70 membri del Parlamento, la Siria entra finalmente nella fase cruciale del suo processo di transizione post assadista. Una fase che – nelle intenzioni – dovrà durare al massimo 30 mesi, entro cui il nuovo Parlamento siriano dovrà votare una legge elettorale e condurre a libere elezioni. Ma la nomina dei 70 rappresentanti da parte di al Sharaa – che si aggiungo a quelli che erano stati eletti a ottobre dello scorso anno – era un passo fondamentale e lunedì prossimo si terrà la prima storica seduta. Il Parlamento avrà potere soprattutto sul voto del Bilancio, sulle amnistie e sulle immunità, mentre sul resto avrà un potere concorrente a quello del presidente.
Le donne scelte da al Shaara sono state 15 – quattro volte il numero di quelle elette –, portando così a 22 le rappresentanti femminili, un risultato ritenuto accettabile dagli osservatori. La gran parte dei 70 nomi viene dalle province di Aleppo (14) e di Hasaka (7), è composta da personaggi provenienti dagli ambienti religiosi (15) e dalle università (13). Il livello di studio è elevato: 18 hanno una laurea, 17 un dottorato. Gli ex detenuti del regime sono 13, altri, come Haitham Masasas che ha perso le gambe durante la guerra civile, sono ex combattenti. Hanno fatto clamore le scelte di una giovane attrice di Hama, Rouzaina Amer al Ladhiqan, e di una attivista, Houda Atassi, mentre tra i cristiani è stato nominato l’assiro Gabriel Moushe Gawrieh. Ci sono tante luci, insomma, ma anche nodi ancora irrisolti. I più grandi riguardano l’assenza di nomi vicini alle Forze democratiche siriane a guida curda, e la bassa rappresentazione dei drusi. A Suwayda, al Sharaa ha scelto due soli rappresentanti, tra cui Laith Balous che però gode di uno scarso supporto popolare a riprova che l’integrazione della provincia del sud nelle istituzioni del paese resta un ostacolo difficile da sormontare per Damasco. Se il nuovo Parlamento doveva dare una fotografia delle speranze, ma anche delle incognite della nuova Siria, il risultato sembra essere fedele alla realtà di un paese ancora tutto da ricostruire.