Mosca scarica missili e droni per far bruciare l’Ucraina. Così si sono preparati i civili

74 missili e 496 droni contro la capitale ucraina. Oltre agli edifici residenziali, è stata danneggiata anche una stazione di ambulanze: “La Russia dice di volerci dare un mondo russo, ma lascia solo cenere al suo passaggio”

2 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 18:11
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Foto ANSA

Kyiv. La sera del primo luglio, l’Ucraina ha appreso che la Russia si stava preparando a un nuovo attacco massiccio. Il presidente Volodymyr Zelensky si trovava in visita in Irlanda e ha annunciato il suo rientro urgente in patria non appena i servizi segreti avevano ricevuto informazioni su un bombardamento di vasta portata imminente anche contro Kyiv, la capitale ucraina. “Chiedo al nostro popolo di essere particolarmente prudente: prendetevi cura di voi stessi, delle vostre famiglie, dei vostri figli e assicuratevi di trovare riparo”, ha avvertito il presidente. Kyiv prende sempre sul serio questi avvertimenti: nelle ultime settimane, l’esercito russo ha utilizzato un gran numero di missili balistici negli attacchi contro la capitale. Questi missili arrivano in pochi minuti e sono difficili da abbattere soprattutto per la penuria di contraerea. Pertanto, decine di migliaia di residenti di Kyiv si erano già riversati nella metropolitana, preparandosi a trascorrervi la notte. La gente aveva portato tende da campeggio, materassi, sacchi a pelo e sedie pieghevoli. Le stazioni erano piene già prima che l’attacco avesse inizio: la notte del 2 luglio c’erano 52.500 persone nelle metro, di cui 4.500 bambini.
“Si tratta del dato più alto degli ultimi anni”, ha osservato l’ufficio stampa della metropolitana. Ma anche sottoterra si avvertirono le esplosioni. Per esempio, alla stazione di Nyvky, vicino al punto in cui è atterrato un razzo, il soffitto e l’intonaco dell’atrio sono crollati.
Nel quartiere di Darnytskyi, sulla riva sinistra della città, non c’è la metropolitana nelle vicinanze e Lina Metko, 75 anni, seduta su una panchina vicino al palazzo di cinque piani dove vive dal 1959, racconta che quando la notte fra il 1° e il 2 luglio è suonata la sirena antiaerea, ha notato che la sua gatta di 11 anni, Sara, diventava estremamente nervosa. Per lei, è stato quello il segnale di mettersi al riparo. “Sara è il mio radar”, dice. Alle 3:16 del mattino, si sono udite tre forti esplosioni persino nel seminterrato. Un missile è atterrato in un edificio di nove piani, demolendo un’intera sezione. La seconda si è verificata in un cortile adiacente, accanto a un parco giochi, dove si è creato un profondo cratere, vicino al quale un uomo raccoglie con cura i frammenti di ferro del missile e li deposita in un’area recintata. Un tubo del gas ha preso fuoco nell’edificio di Lina Metko, provocando un incendio di vaste proporzioni. La porta d’ingresso di un altro edificio si è bloccata, intrappolando i residenti all’interno. Un vicino che abita al primo piano è riuscito a strappare una grata da una finestra e tutti gli altri residenti sono riusciti a fuggire grazie a lui. “Quando siamo usciti stamattina, era tutto ancora in fiamme”, ricorda l’anziana. Non sa dove dormirà stanotte, né se il suo palazzo verrà dichiarato inagibile. Per ora, è seduta su una panchina, con in mano il trasportino della sua gatta e accarezzando il pelo grigio di Sara, la sua salvatrice.
Il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, ha annunciato sui social che la capitale ha subìto il più grande bombardamento russo della storia. La città è stata colpita da missili balistici, missili da crociera e droni. Sono stati segnalati danni in tutti i quartieri. Almeno venti persone sono morte e oltre 90 sono rimaste ferite. In totale, l’aeronautica ucraina ha registrato 74 missili e 496 droni nella notte. La maggior parte di essi era diretta verso Kyiv. Sono stati abbattuti 48 missili e 476 droni. Oltre agli edifici residenziali, è stata danneggiata anche una stazione di ambulanze. Sei dei suoi dipendenti – medici e autisti – sono rimasti feriti. “Fornire sistemi di difesa aerea all’Ucraina è una questione assolutamente urgente e critica”, ha dichiarato Zelensky la mattina del 2 luglio. “Di cosa possiamo parlare quando le nostre anime piangono?”, racconta al Foglio Anna, 67 anni. Vive in via Sanatorna, nel quartiere Darnytskyi, al primo piano di un edificio gravemente danneggiato, ieri notte non si è rifugiata ed è certa di essere stata fortunata a sopravvivere. “La Russia dice di volerci dare un mondo russo, ma lascia solo cenere al suo passaggio”, dice commossa. “Questa non è più nemmeno agonia; è la nostra distruzione”, ha aggiunto la donna.
E nel cuore di Kyiv, sul viale Taras Shevchenko, è andato a fuoco durante i bombardamenti il tetto del Cityhotel Residence, dove alloggiano spesso diplomatici stranieri, giornalisti e personale di organizzazioni umanitarie internazionali. Ieri sera una troupe della rete televisiva tedesca Ard era presente e i giornalisti sono fuggiti rapidamente dall’hotel verso la stazione della metropolitana Teatralna. In precedenza, il 24 maggio, un massiccio attacco aveva danneggiato gli studi di Ard a Kyiv, compromettendo locali e attrezzature. In via Novodarnytska, dove le macerie sono ancora in fase di rimozione, squadre di soccorso, medici e giornalisti si muovono freneticamente, trasmettendo in diretta. Mattoni, pietre, vetri e frammenti di ferro sono sparsi sul marciapiede. Il numero di persone intrappolate sotto le macerie e l’eventuale presenza di sopravvissuti rimane sconosciuto. Le statistiche possono cambiare rapidamente, ma anche dopo il massiccio bombardamento notturno, la Russia non si è calmata. Alle 10:47, la sirena antiaerea è suonata di nuovo. I soccorritori hanno interrotto le operazioni per mettersi al riparo. Alle 11:20, l’allarme è finito. Le persone sono tornate ai loro posti. Alle 11:48, l’allarme è suonato di nuovo, seguito da un’altra pausa alle 12:10.
Il 3 luglio è stato dichiarato giorno di lutto nazionale a Kyiv. “In memoria delle vittime del più massiccio attacco nemico alla capitale”, ha dichiarato Klitschko.