Venezuela colpito da un duro terremoto: almeno 160 morti e oltre 900 feriti

Nella notte due scosse di magnitudo 7,2 e 7,5. Crollati centinaia di edifici a Caracas e nello stato di La Guaira, il più colpito. Oltre ventimila i dispersi. Dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Secondo la Farnesina, almeno per ora non ci sarebbe nessuna vittima italiana. Trump: "Pronti ad aiutare i nostri grandi amici". Stanziati 200 milioni di dollari dal Fmi per la ricostruzione

25 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 14:37
Immagine di Venezuela colpito da un duro terremoto: almeno 160 morti e oltre 900 feriti
Il Venezuela è stato colpito nella notte tra mercoledì e giovedì da due fortissime scosse di terremoto, avvertite a distanza di pochi secondi l'una dall'altra, che hanno provocato il crollo di centinaia di edifici. Il bilancio delle vittime è salito a 164, mentre sarebbero almeno 971 le persone rimaste ferite, secondo il bollettino ufficiale diffuso dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez sulla televisione di stato. I dispersi sarebbero oltre ventimila, secondo i media locali che riportano quanto emerge da un sito web creato per rintracciare le persone scomparse condiviso online sui social dai leader dell'opposizione venezuelana. Si tratta del sisma più violento registrato nel paese da 126 anni, paragonabile solo a quello del 1900.
Secondo lo United States Geological Survey (Usgs), la prima scossa, di magnitudo 7,2, si è verificata alle 18:04 ora locale (mezzanotte in Italia) a una profondità di 21,9 km, circa 200 km a ovest di Caracas, con epicentro localizzato nel nord-ovest del comune di Montalbán, nello stato di Carabobo. Appena 39 secondi dopo, a soli 45 km di distanza, è arrivata la seconda scossa, ancora più potente: magnitudo 7,5, a una profondità di soli 10 km, con epicentro a 23 chilometri a sud-est di Yumarè, centro di circa 20mila abitanti vicino alla costa. Sono seguite circa venti repliche. L'Usgs ha parlato di un "doppio evento" e di un "disastro probabilmente di notevole entità", sottolineando come la scarsa profondità dell'epicentro abbia amplificato gli effetti distruttivi del sisma, le cui onde si sono propagate per oltre 160 chilometri, fino alla vicina Colombia.
Le immagini diffuse sui social mostrano scene di panico nella capitale: persone in fuga dagli edifici, nubi di polvere e calcinacci tra le strade. "Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante", hanno raccontato alcuni testimoni. Secondo le prime stime, sarebbero almeno una decina gli edifici crollati nella sola Caracas. Tra le zone più colpite figurano il quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, dove sono crollati almeno due edifici lungo la Primera Avenida, e il quartiere di San Bernardino, nel nord della città, dove un palazzo è collassato completamente: "Ci sarebbero molti feriti all'interno. È un disastro", ha raccontato un testimone citato dal portale Monitoreamos. Danni anche all'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, principale scalo del paese, a circa 20 km da Caracas: video diffusi online mostrano controsoffitti crollati, detriti a terra e passeggeri in fuga dai terminal durante l'evacuazione. Lo scalo ha sospeso i voli. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza poche ore dopo il sisma, facendo un primo appello alla calma: "La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l'unione e la calma per salvare vite". Rodríguez ha annunciato la sospensione delle scuole nei prossimi giorni e l'attivazione delle operazioni di salute pubblica. In un successivo aggiornamento, la presidente ha detto che "lo stato più colpito è La Guaira: là è una vera tragedia". Lo stato costiero è stato dichiarato "zona di disastro". Rodríguez ha ringraziato i governi che hanno offerto aiuto, citando Stati Uniti, Cuba, Gran Bretagna, Brasile, Messico e le Nazioni Unite.
Per rispondere all'emergenza, l'Onu hanno attivato il sistema di risposta alle crisi tramite l'invio di aiuti umanitari. Il coordinatore per gli Affari Umanitari delle Nazioni Unite e responsabile degli interventi di emergenza Tom Fletcher ha dichiarato che il sistema umanitario internazionale è "pienamente mobilitato" per sostenere la popolazione venezuelana. La missione dell'Onu per i diritti umani in Venezuela ha intanto esortato il governo a revocare le restrizioni locali sui social network. "Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, l’accesso tempestivo a informazioni affidabili e a canali di comunicazione sarà essenziale per la protezione della vita, della sicurezza e del benessere della popolazione", ha affermato la missione delle Nazioni Unite in una dichiarazione. 
Nicolás Maduro ha inviato un "messaggio alla nazione" facendo appello "all'unità nazionale". Nel testo, rilanciato dall'agenzia di stampa venezuelana Avn, si legge che "il presidente si trova ora a New York" e non si fa riferimento al fatto che si trovi in carcere, mentre si sottolinea che resta lui il capo di stato. "Oggi c'è un solo motto: massima unità, massima solidarietà e massima azione", ha scritto Maduro sottolineando che in questo momento è prioritario dare assistenza alle persone più vulnerabili, ovvero ai bambini, agli anziani e a chi è malato.

Il soccorso internazionale

La presidente Rodríguez ha annunciato che sono stati stanziati duecento milioni di dollari dal Fmi per "ricostruire infrastrutture, ospedali e le case di coloro che hanno perso la propria abitazione", oltre a linee di credito per coloro che hanno perso la loro principale attività economica.
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Stati Uniti sono "pronti, disponibili e in grado di aiutare" il Venezuela: "Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. Le prime notizie non sono buone". Anche la leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace María Corina Machado ha espresso vicinanza alla popolazione: "Il mio cuore, il mio abbraccio infinito e le mie preghiere sono con ogni famiglia venezuelana in queste ore di angoscia". Intanto l'Italia segue da vicino la situazione. La premier Giorgia Meloni ha scritto su X: "Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, esprimo a nome del governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione", dicendo che "la presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali". L'ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha assicurato che al momento non risultano vittime italiane, pur segnalando diversi connazionali con abitazioni danneggiate o distrutte. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in contatto con l'ambasciatore e con la stessa presidente Rodríguez, ha espresso la solidarietà italiana e annunciato che l'Italia chiederà all'Unione Europea di attivare il meccanismo di protezione civile per coordinare gli aiuti. Il ministro degli Esteri ha annunciato con un messaggio su X quali sono le prime mosse del governo: “Con i ministri Crosetto e Musumeci siamo già al lavoro per inviare i primi soccorsi dall'Italia in Venezuela. L'Italia è pronta a mandare subito personale dell'Unità di Crisi della Farnesina, del Ministero della Difesa, dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile. Partiranno anche degli aerei dell'aeronautica italiana. Il governo farà tutto il possibile per aiutare il popolo venezuelano e per essere vicino alla grande comunità italiana che vive lì".
E infatti i vigili del fuoco italiani sono pronti a partire per il Venezuela con diverse squadre di soccorso. Il Corpo nazionale ha disposto preliminarmente l'attivazione di un team di vigili del fuoco formato da 40 unità, con 25 esperti Usar (Urban Search and Rescue), specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie, 12 operatori Tast (Technical Assistance and Support Team) dedicati al supporto logistico e cartografico della base operativa e 2 specialisti della Comunicazione in Emergenza per il coordinamento del flusso comunicativo. Tajani ha inoltre evidenziato il timore che cittadini italiani, anche con doppio passaporto, possano essere rimasti coinvolti nei crolli: "Speriamo che non ci siano italiani, ma con tanti nostri connazionali che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno rimasto intrappolato". 
Anche l'Olanda ha annunciato l'invio di una squadra di soccorso, cani da ricerca e attrezzature. "I Paesi Bassi stanno inviando una squadra di soccorso in Venezuela a seguito dei devastanti terremoti che hanno colpito il paese", ha dichiarato Sjoerd Sjoerdsma, ministro olandese per il Commercio Estero e la Cooperazione allo Sviluppo. Sjoerdsma ha indicato di aver stanziato circa 2 milioni di euro per l'invio della squadra di Ricerca e Soccorso Urbano (USAR), composta da soccorritori, cani e attrezzature.
Papa Leone XIV, attraverso l'Elemosineria Apostolica, ha inviato un primo aiuto al Venezuela. Quella destinata dal Pontefice è una cifra pari a centomila euro. Lo rende noto Vatican News che sottolinea che "sarà costante l'attenzione riguardo le necessità del popolo venezuelano che, nei prossimi giorni, su indicazione della Chiesa locale, si cercheranno di soddisfare".