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Dopo Rutte, la Nato chiarisce: gli aerei Usa dall'Italia all'Iran rispettano i trattati bilaterali
Il segretario dell'Alleanza atlantica dice che 500 aerei americani sono decollati dalle basi italiane nell'operazione Epic Fury. Le opposizioni insorgono, la Difesa chiarisce che si tratta di attività tecniche e logistiche. "Rientrano nell'attuazione degli accordi bilaterali esistenti", specifica un portavoce dell'Alleanza

Foto Ansa
"Comprendo perfettamente la delusione del presidente Trump, ma se prendiamo ad esempio l'Italia, cinquecento aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione contro l'Iran. Quindi si tratta di un numero enorme". Così ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in un'intervista a Fox News in cui ha parlato del sostegno europeo all'azione militare Usa contro l'Iran. Parole che hanno sollevato una grande polemica in Italia, con le opposizioni all'attacco del governo e la Difesa che ha precisato che si tratta di operazioni previste nei trattati. Tanto che nel pomeriggio anche un portavoce Nato ha dovuto chiarire le parole di Rutte sostenendo che facevano riferimento "all'attuazione agli accordi bilaterali esistenti in materia di basi e sorvolo" e precisando che "il tipo di sostegno a cui ha fatto riferimento riguarda l'assistenza logistica o tecnica". Una versione convergente con quella del governo italiano.
In una nota, il ministro della Difesa ha precisato di aver "sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l'utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti". Sono state autorizzate, si legge, "esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell'ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti". La nota ricorda anche l'informativa al Parlamento del ministro Crosetto: "Il governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere". E chiude con un passaggio che risponde implicitamente alle polemiche: "Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l'Italia non ha concesso l'autorizzazione".
Eppure sono bastate le frasi del segretario generale per far insorgere le opposizioni. Il primo a sparare sul governo è stato il co-leader di Alleanza Verdi-Sinistra Angelo Bonelli: "Le parole di Rutte sono gravissime e sbugiardano Giorgia Meloni", ha detto, chiedendo alla premier di riferire in Parlamento. Alla richiesta si aggiungono anche Giuseppe Provenzano del Partito democratico e il presidente e vice del M5s Giuseppe Conte e Stefano Patuanelli che hanno definito la questione "un’altra balla colossale raccontata a reti e giornali unificati dalla destra". "Crollano le favolette del governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto", attacca Conte. "È doveroso che la presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al paese".
Già dall'inizio dell'attacco americano e israeliano contro l'Iran, Meloni aveva detto che, secondo gli accordi, le tre basi americane nel nostro paese potevano essere usate solo per operazioni non cinetiche, cioè non di bombardamento, aggiungendo che "se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, io penso che sarebbe competenza del Governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso". Le stesse parole erano state ribadite anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto alle Camere: gli Stati Uniti possono usare le basi "nell'ambito di operazioni Nato logistiche e addestrative, operative non cinetiche", e che per qualsiasi richiesta ulteriore "torneremo in Parlamento per decidere insieme". Pochi giorni prima, l'Italia aveva negato agli americani l'utilizzo della base di Sigonella per l'atterraggio di alcuni veivoli che erano in volo diretti verso il medio oriente. Ciò è stato dovuto al fatto che questi velivoli non avevano avanzato alcuna richiesta formale né consultazione preventiva con le autorità italiane. Lo Stato maggiore dell'Aeronautica, dopo aver verificato che non si trattava di voli logistici ordinari e che quindi non erano attività automaticamente autorizzate dagli accordi bilaterali, avrebbe informato il ministro della Difesa Giulio Crosetto. Dalla Farnesina era stato negato l'atterraggio.
A intervenire sul caso anche l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman J. Fertitta, che con l'occasione ha richiamato la storica collaborazione tra Roma e Washington nonostante le tensioni tra Meloni e Trump delle ultime settimane. Alla domanda sul supporto fornito dall’Italia nell’ambito delle operazioni statunitensi contro l’Iran, Fertitta ha dichiarato: “Posso confermare che abbiamo un accordo bilaterale con l’Italia da decenni, in base al quale ci sosteniamo a vicenda, e ho sempre visto entrambe le parti rispettare i propri impegni”. Alla domanda se avesse un messaggio per la presidente del consiglio Giorgia Meloni, l’ambasciatore ha poi aggiunto: “Penso che il primo ministro Meloni abbia fatto un lavoro eccellente qui in Italia per quasi cinque anni. Ha portato l’Italia a diventare un leader mondiale e gode di grande rispetto. E penso che gli italiani siano molto intelligenti e continueranno a prendere le decisioni giuste nella loro leadership”.
