L'Ue dice di essere dalla parte dell’Ucraina. Ma le telefonate al Cremlino creano il caos

La linea concordata al vertice europeo è che l'Unione non è un mediatore. Però le due chiamate di Pedro Lourtie al consigliere di Putin hanno dirottato l’attenzione dei capi di stato e di governo dal loro obiettivo: mettere più pressione sulla Russia per convincerla a porre fine alla sua guerra

20 GIU 26
Immagine di L'Ue dice di essere dalla parte dell’Ucraina. Ma le telefonate al Cremlino creano il caos

Foto Ansa

Bruxelles. Due brevi telefonate di Pedro Lourtie, il capo di gabinetto del presidente del Consiglio europeo, António Costa, a Yuri Ushakov, il consigliere di Vladimir Putin, sono bastate a creare un putiferio dentro l’Unione europea, dirottando l’attenzione dei capi di stato e di governo da quello che dicono essere il loro obiettivo in Ucraina: mettere più pressione sulla Russia per convincere il Cremlino a porre fine alla sua guerra. E’ Volodymyr Zelensky a essersi convinto che Putin si stia avvicinando a un punto oltre il quale potrà solo negoziare. La linea del fronte è di fatto congelata con perdite altissime per la Russia. L’Ucraina riesce a colpire in profondità. L’economia russa è in condizioni sempre più precarie. E’ lo stesso Zelensky ad aver chiesto ai leader europei, in un vertice informale a Cipro a metà aprile, di giocare un ruolo molto più significativo nei negoziati. Il calcolo forse è sbagliato, ma il presidente ucraino lo ha messo nero su bianco nella recente lettera indirizzata a Putin: meglio la pace che la prospettiva di una rivolta interna al suo regime.
Un mese fa, su indicazione di Costa e dopo aver informato Parigi e Berlino, Lourtie ha fatto la prima telefonata di cinque minuti a Ushakov per trasmettere una comunicazione e fare una richiesta. In sostanza: io sono il tuo contatto se dobbiamo parlare. Sei tu la persona giusta con cui dobbiamo comunicare? La risposta è arrivata circa una settimana più tardi, dopo che Ushakov ha consultato Putin, con una seconda telefonata di trenta secondi per dire “sì”. Niente di sostanziale è stato discusso. I canali di comunicazione sono stati aperti. Da allora nessuno li ha usati. Fino alla fuga di notizie su Bloomberg sulle telefonate tra Lourtie e Ushakov che ha messo in subbuglio il vertice dei capi di stato e di governo dell’Ue.
Francia e Germania hanno reagito con durezza, sostenendo di non essere state informate e lasciando intendere che solo l’E3 ha autorità in eventuali negoziati. I Paesi bassi e i baltici hanno contestato la necessità di avviare un dialogo con la Russia. Dopo due giorni di psicodramma, Friedrich Merz ed Emmanul Macron hanno abbassato i toni. Ma le critiche restano. “Per me è importante sottolineare che questo formato E3 è nato su esplicita richiesta dell’Ucraina. E ha anche una certa logica interna che Regno Unito, Germania e Francia lavorino qui a stretto contatto: sono grandi paesi europei e sono anche quelli che contribuiscono in misura significativa al sostegno militare dell’Ucraina”, ha detto il cancelliere tedesco. Il presidente francese ha annunciato un vertice della coalizione dei volenterosi il 14 luglio a Parigi.
“Abbiamo avuto una discussione molto buona, molto utile, per chiarire una incomprensione”, ha detto ieri Costa: “Quello che ha fatto il mio ufficio è di stabilire un canale diplomatico. Non possiamo dipendere solo da altri per interpretare i messaggi russi e dobbiamo essere in grado di trasmettere alla Russia i nostri messaggi”. La linea concordata al vertice è che l’Ue non è un mediatore. “L’Ue è dalla parte dell’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo. Inoltre, “è chiaro che purtroppo è che non abbiamo segnali credibili dalla Russia che voglia impegnarsi in negoziati seri”. Secondo Costa, non c’è “concorrenza tra diversi attori”. L’Ue negozierà a nome dell’Ue per ciò che la riguarda: sanzioni, attivi russi congelati, allargamento. L’E3 sarà l’interlocutore nelle discussioni sulle garanzie di sicurezza: Francia e Regno Unito sono il nucleo attorno al quale è costituita la forza multinazionale da schierare in Ucraina.
Rivalità personali ai vertici delle istituzioni dell’Ue? Scontro di potere su chi debba rappresentare l’Europa? Fuga di notizie organizzata dal Cremlino per destabilizzare l’Europa dopo il successo degli europei al G7 nel convincere Trump a sostenere l’Ucraina? Tutte le ipotesi circolano da tre giorni. Nel suo intervento al vertice giovedì sera, Zelensky aveva cercato di rifocalizzare gli europei sulle vere priorità: adesione, aiuti per l’inverno, armi e sanzioni. “Tutti capiscono che i contatti avverranno in un modo o nell’altro, ma il punto non è creare il caos intorno ad essi. E, naturalmente, Putin è molto contento se siamo divisi in Europa, nell’Ue, soprattutto in questi contatti, perché può fare i suoi giochetti. Crede di poterlo fare. Lo ha già fatto più di una volta”, ha avvertito Zelensky. Invano.