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La sfida per il Senato americano si sta delineando. Ritratti di candidati da tenere d’occhio
Dalla Georgia all’Alaska, passando per storie di tatuaggi, di trattori e di veterani, si scontrano i preferiti di Trump e le scommesse dei democratici
19 GIU 26

Foto ANSA
La sfida per il controllo del Senato alle elezioni americane di metà mandato, a novembre, si sta delineando, e surriscaldando. Uno dei seggi più a rischio per i democratici è quello del senatore Jon Ossoff in Georgia, dove nella primaria repubblicana ha appena prevalso, invece, Mike Collins. Già deputato, ha vinto un’elezione che ha visto sui Donald due lati opposti della barricata Trump, che gli ha dato l’endorsement, e il governatore dello stato Brian Kemp, che si era rifiutato di sovvertire l’esito elettorale nel 2020 e ha sostenuto il suo avversario, Derek Dooley. In un messaggio su Truth, il presidente ha definito Collins “un guerriero” e “un vincente”, ma ha atteso fino all’ultimo a sostenerlo per la rigidità del candidato su alcuni temi. Tra tutti, l’aborto, che ritiene vada bandito senza eccezioni. Non è esente da scandali: il suo capo di gabinetto, Kip Talley, ha raccontato in una chat di suprematisti bianchi, ottenuta da Slate, di aver usato il suo potere per tentare di far uscire di prigione un negazionista dell’Olocausto. Collins parte sfavorito a novembre: Ossoff può ottenere i voti degli indipendenti e dei moderati, che non amano un candidato estremo, e ha un consistente vantaggio in termini di fondi. Negli ultimi mesi, è diventato virale per via di brevi contenuti video in cui contesta l’Amministrazione Trump, che hanno raggiunto milioni di persone. A partire da questo, si è iniziato a parlare di una sua possibile corsa alle presidenziali del 2028 se dovesse prevalere nel confronto con Collins di novembre.
Ma, complice l’impopolarità di Trump e l’aumento del costo della vita, i democratici sperano di guadagnare altri seggi al Senato alle prossime elezioni: ecco una lista di candidati dei due partiti da tenere d’occhio in vista delle midterm.
Josh Turek è il candidato democratico al Senato in Iowa. Nato con la spina bifida dopo che il padre è stato esposto all’agente arancione in Vietnam e costretto in sedia a rotelle, è un ex giocatore di basket in carrozzina, sport nel quale ha vinto due ori paralimpici. E’ deputato statale avendo prevalso in una contea profondamente repubblicana, in cui Trump si è sempre imposto nelle precedenti tre elezioni. Alle primarie ha ottenuto l’importante sostegno di VoteVets, associazione di veterani vicina al leader della minoranza al Senato Chuck Schumer. In Iowa non viene eletto un senatore democratico dal 2008 e alle ultime elezioni presidenziali Trump ha vinto di 14 punti. Sfruttando il declino della popolarità del presidente, l’aumento del prezzo dei fertilizzanti in uno stato a prevalenza agricola e un messaggio di populismo economico, “per i lavoratori e la classe media”, Turek ritiene che possa avere successo tra indipendenti e repubblicani moderati, fondamentali per vincere.
Ashley Hinson è la candidata repubblicana al Senato in Iowa. Deputata al terzo mandato, ha ottenuto l’endorsement di tutte le principali figure della leadership repubblicana: il presidente Trump, la governatrice Kim Reynolds e la senatrice Joni Ernst, di cui aspira a prendere il posto. Prima di arrivare a Washington nel 2020, è stata deputata statale e ha lavorato come reporter in una tv locale. In un audio ottenuto da Politico, ha affermato che se la guerra in Iran non dovesse giungere a una fine rapida sarebbe uno svantaggio politico per il partito. Ha ribadito che sarà “la principale alleata di Trump al Senato”, ma nonostante questo ha promesso di lavorare anche in maniera bipartisan, soprattutto nel cercare soluzioni di buonsenso per il costo della vita. Del suo avversario dice che è un radicale ed evidenzia negativamente il suo rapporto con Chuck Schumer.
Graham Platner è il candidato democratico al Senato in Maine. Precedentemente allevatore di ostriche, si è costruito la figura di progressista antiestablishment con un messaggio basato principalmente sul costo della vita. Veterano dell’esercito, ha parlato estesamente dei suoi problemi pregressi con l’alcolismo, la depressione e il disturbo da stress post traumatico. La sua campagna è stata costellata di scandali, tra cui messaggi a sfondo sessuale inviati a varie donne e scoperti dalla moglie, vecchi messaggi su Reddit opportunamente cancellati in cui faceva commenti a sfondo razzista e incolpava le vittime di violenza sessuale, un tatuaggio di matrice nazista sul petto. Platner si è scusato per i comportamenti del passato e ha più volte negato di conoscere il significato originale del tatuaggio, anche se il New York Times ha scoperto che ne aveva parlato a un’ex fidanzata. Nonostante questo, ha ottenuto la nomination costringendo al ritiro quella che sembrava la favorita: la governatrice Janet Mills, sostenuta dall’establishment del partito.
James Talarico è il candidato democratico al Senato in Texas. Deputato statale ed ex insegnante in una scuola media di San Antonio, ha frequentato il seminario presbiteriano per diventare pastore. Di lui si dice sia la più grande speranza degli ultimi anni per far tornare i democratici a una vittoria in Texas, che manca dal 1994. Predica una visione economica progressista unita a un cristianesimo dialogante, che lo porta a cercare di convincere anche gli elettori più lontani da lui. Si è scagliato contro il nazionalismo cristiano sostenuto dai repubblicani, affermando che si tratta di una visione autoritaria della fede che limita la libertà delle persone. E’ stato criticato, durante il suo periodo da deputato, per aver accettato una donazione di 60 mila dollari da Miriam Adelson, magnate dei casinò e grande donatrice repubblicana, ottenuta perché si era schierato a favore della legalizzazione del gioco d’azzardo. Ha presa sull’elettorato latino, mentre fatica con gli afroamericani, che alle primarie in cui è risultato vincitore gli hanno preferito la sua avversaria, Jasmine Crockett.
Ken Paxton è il candidato repubblicano al Senato in Texas. L’uomo più vicino a Trump in questa tornata elettorale, è il procuratore generale dello stato. La sua figura è macchiata da una serie di scandali: tra questi, un tentativo di impeachment (da cui il Senato lo ha prosciolto) per corruzione portato avanti dai membri del suo stesso partito. Da sempre leale al presidente, ha sostenuto il tentativo di sovvertire le elezioni del 2020 ed è stato uno dei due politici presenti il giorno della ricandidatura di Trump, quando a Washington tutti lo davano per finito. Ha sconfitto alle primarie, con il sostegno di Trump stesso, il senatore uscente John Cornyn, creando non pochi grattacapi nella leadership repubblicana: Cornyn, infatti, aveva molti più fondi a disposizione e il partito teme di dover intervenire a livello economico per garantirne l’elezione. Il suo avversario, James Talarico, ha fatto appello ai repubblicani moderati perché lo sostengano: il rischio è che Paxton sia una figura troppo estrema, che potrebbe essere rigettata dagli elettori indipendenti.
Roy Cooper è il candidato democratico al Senato in Carolina del nord. Governatore dello stato per due mandati, ha deciso di correre per il seggio lasciato vacante dal repubblicano Thom Tillis. Precedentemente insegnante in una contea rurale, è cresciuto lavorando nelle coltivazioni di tabacco dei suoi genitori. Nei più di trent’anni di carriera politica, non ha mai perso un’elezione: ha una reputazione da moderato, e durante il suo mandato ha espanso la copertura sanitaria e alzato lo stipendio degli insegnanti. Si è spesso scontrato con la maggioranza repubblicana: ha messo il veto su una legge che proibiva l’aborto dopo la dodicesima settimana, solo per farselo annullare dalle camere. Cooper è una delle più grandi speranze per il Partito democratico in questa tornata: la Carolina del nord, considerata uno stato in bilico, negli ultimi anni ha visto solo grandi vittorie repubblicane. I democratici non eleggono un senatore o un presidente lì dal 2008, e il partito spera che una figura vincente come Cooper basti a cambiare le cose.
Mary Peltola è una dei candidati democratici al Senato in Alaska. Deputata per un mandato, dal 2022 al 2024, ottenuto sconfiggendo l’ex candidata vicepresidente Sarah Palin, Peltola è la prima nativa americana eletta al Congresso per l’Alaska ed è considerata l’unica democratica che può opporre una minaccia al senatore repubblicano Dan Sullivan. Nel sistema di primarie dello stato, tutti i candidati sono sulla scheda e avanzano al turno successivo i quattro più votati, ma la sfida è di fatto già ristretta a loro due. Il sistema elettorale consente a Peltola di non avere nemici a sinistra e di poter fare una campagna elettorale moderata, focalizzata sui diritti della pesca, di cui si è occupata nei due anni a Washington, e sul costo della vita. Le sue posizioni non sono perfettamente sovrapponibili a quelle del suo partito: per quanto riguarda le armi, racconta di come sia cresciuta cacciando ed è una sostenitrice del Secondo emendamento. Nelle precedenti elezioni, aveva ottenuto l’appoggio della senatrice repubblicana Lisa Murkowski, che però questa volta sosterrà il suo collega Sullivan.

