Procede la corsa per il dopo Guterres, ma non c’è l’autocandidato Arlacchi

Il Pino nazionale è in corsa per diventare Segretario generale dell’Onu come la Nazionale italiana è in gara per vincere i Mondiali di calcio. Ma a differenza della Nazionale, una possibilità ancora c’è

18 GIU 26
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Foto Ansa

In questi giorni è in corso la procedura di selezione di uno degli incarichi più prestigiosi al mondo, quello di Segretario generale delle Nazioni Unite. L’Assemblea generale dell’Onu sta procedendo con le audizioni dei vari candidati, dai favoriti come l’ex presidente del Cile Michelle Bachelet e l’argentino Rafael Mariano Grossi attuale direttore generale della Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), ai meno noti Rebeca Grynspan Mayufis e Macky Sall. Si sono aggiunti María Fernanda Espinosa Garcés, audita lunedì, e da ultima Carolyn Rodrigues Birkett che sarà interrogata oggi. Solo non si vede Pino Arlacchi, l’ex europarlamentare di Idv e Pd che sostiene di essere candidato, anche lui, a prendere il posto di António Guterres al Palazzo di Vetro. Ha fatto addirittura una conferenza stampa, firma i suoi editoriali sul Fatto quotidiano con la qualifica di “candidato a Segretario generale delle Nazioni Unite” e il giornale di Travaglio lo intervista per conoscere il suo programma di riforma dell’Onu. “Il Sud del mondo potrebbe convergere su di me”, ha dichiarato. Il problema è che nessuno alle Nazioni Unite è a conoscenza della sua candidatura: “Mr Arlacchi non è incluso nella lista”, dicono al Foglio dal Palazzo di Vetro.
Insomma, il Pino nazionale è in corsa per diventare Segretario generale dell’Onu come la Nazionale italiana è in gara per vincere i Mondiali di calcio. Ma a differenza della Nazionale, una possibilità ancora c’è. Per entrare essere candidati basta la nomina di uno stato membro, uno qualsiasi, non per forza quello di appartenenza: tre candidati, ad esempio, sono stati indicati da Antigua, Burundi e Guyana. Possibile che il Pino nazionale non trovi un solo stato del “Sud del mondo” che lo sostenga? Il Consiglio di sicurezza inizierà valutare i candidati nell’ultima settimana di luglio. Manca poco, ma una piccola speranza ancora c’è. Basta che uno dei 193 stati membri dell’Onu scriva una lettera di nomina per dare la possibilità a quello che sembra un mitomane di trasformarsi in un mito.