Com’è fatto il campo estivo di Kim Jong Un dove Putin manda gli ucraini a “russificarsi”

Le sanzioni britanniche contro il campo nordcoreano dove si impara ad adorare la dittatura e la reazione (scomposta) di Pyongyang

18 GIU 26
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Ieri la Corea del nord ha confermato a NkNews una notizia che circolava da un po’: l’ambasciatore nordcoreano nel Regno Unito, Mun Myong Sin, è stato richiamato a Pyongyang poco più di un mese dopo la sua nomina, la prima alla sede diplomatica di Londra degli ultimi dieci anni. Il motivo di tale irrigidimento della diplomazia nordcoreana è la decisione da parte del governo britannico di inserire, nell’ultimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, anche il fiore all’occhiello dei campi estivi di propaganda nordcoreani, il Songdowon International Children’s Camp di Wonsan, che si trova sulla costa orientale della Corea del nord. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, anche molti ragazzi ucraini che vivevano nei territori occupati sono stati spediti al Songdowon Camp. 
Secondo il Regional Center for Human Rights ucraino, infatti, la Corea del nord farebbe parte del programma russo di rapimenti di massa, attivo dall’inizio dell’invasione su vasta scala nel febbraio 2022, che ha rilocato bambini e ragazzi ucraini in una rete di strutture pensate per cancellare la loro identità. Il mese scorso il Regno Unito ha imposto sanzioni contro il campo di Songdowon per aver “fornito supporto” al programma russo di “deportazione forzata e rieducazione di bambini ucraini”, accusandolo anche di fornire “sostegno a politiche o azioni che minano o minacciano l’integrità territoriale, la sovranità o l’indipendenza dell’Ucraina”.
Il 22 luglio dello scorso anno al campo estivo di Songdowon si è tenuta la cerimonia di apertura dell’amicizia giovanile tra Corea del nord e Russia, con la partecipazione di delegazioni di studenti dei due paesi (foto dell’agenzia statale nordcoreana KCNA ripresa da Yonhap)
Il 22 luglio dello scorso anno al campo estivo di Songdowon si è tenuta la cerimonia di apertura dell’amicizia giovanile tra Corea del nord e Russia, con la partecipazione di delegazioni di studenti dei due paesi (foto dell’agenzia statale nordcoreana KCNA ripresa da Yonhap)
Quella di Songdowon è una struttura conosciuta sin dai tempi della Guerra fredda in Corea del nord, e ogni anno fra i mesi di giugno e luglio ospitava selezionatissimi giovani da paesi socialisti e alleati per le vacanze estive. L’area di Wonsan poi era caduta un po’ in disgrazia negli anni Novanta, ma negli ultimi anni è stato il dittatore Kim Jong Un a capire il potenziale di un luogo dove poter formare l’élite nordcoreana al fianco di giovani amici della Corea del nord, e in generale di trasformarlo in una fonte di diplomazia, soft power e indotto economico-turistico. C’è un motivo personale: è in quella zona che Kim ha trascorso parte dell’infanzia e dell’adolescenza, ed è per questo che l’intera regione è quella meno colpita dai blackout elettrici, ha un aspetto quasi avveniristico e il leader l’ha visitata un numero record di volte. Nel 2014 Kim aveva ordinato il rinnovo di tutte le strutture del campo estivo di Songdowon e rilanciato le attività nel giro di sei mesi. Secondo fonti sudcoreane adesso la struttura ospita ogni anno circa 1.200 ragazzi, che alternano lezioni sull’educazione patriottica e rivoluzionaria ad attività collettive nel parco acquatico con scivoli e sulla spiaggia. Wonsan è un posto molto importante nella diplomazia nordcoreana, e soprattutto nella rappresentazione della nuova partnership fra Corea del nord e Russia: oltre al campo estivo giovanile di Songdowon, Kim Jong Un ha voluto trasformare l’intera penisola di Kalma in una “riviera socialista” capace di accogliere anche turisti stranieri. Dopo diversi rinvii, il leader è riuscito a inaugurare un anno fa anche il famoso resort di Wonsan-Kalma, accogliendo a braccia aperte soprattutto turisti russi, facilitandogli anche l’ottenimento di visti.
L'inchiesta di Nikkei con la storia di Misha 
L'inchiesta di Nikkei con la storia di Misha 
Ma è soprattutto Songdowon a rispecchiare alla perfezione il sistema di russificazione e di propaganda nordcoreana, ormai quasi sovrapponibile. Alla fine di aprile il team investigativo del quotidiano giapponese Nikkei ha ricostruito la storia di Misha, tredicenne ucraino di Makiivka, città della regione di Donetsk controllata dalla Russia sin dalla prima invasione del 2014. Nell’estate del 2025 Misha è stato mandato in Corea del nord in quanto rappresentante russo della cosiddetta “Repubblica popolare di Donetsk”. Con lui avrebbe viaggiato anche la sedicenne Liza, da Simferopol, in Crimea. Per arrivare al campo estivo di propaganda a Wonsan avrebbero percorso circa 9.000 chilometri, da Makiivka e da Simferopol a Mosca, poi con un volo per Vladivostok, da lì un altro volo per Pyongyang e infine un viaggio in autobus di oltre tre ore fino al campo. I giovani ucraini farebbero parte dell’organizzazione giovanile russa Movement of the First, che ha annunciato l’invio di bambini russi al campo di Songdowon subito dopo la firma del trattato fra Mosca e Pyongyang del giugno del 2024, nell’ambito degli sforzi di “russificare” i giovani ucraini. Sono poche le testimonianze che arrivano dal campo estivo nordcoreano, ma sono facilmente immaginabili. Yuri Frolov, cittadino russo che nel 2015 e nel 2016, da studente liceale, ha trascorso due settimane nel Songdowon International Children’s Camp di Wonsan, ha raccontato qualche tempo fa alla Cnn di aver pagato soltanto l’equivalente di 500 dollari per frequentare il campo estivo – dove c’erano anche ragazzi da Laos, Nigeria, Tanzania e Cina. I contatti con i coetanei nordcoreani erano limitati all’ultimo giorno per limitare uno scambio d’opinioni franco e libero, e le giornate prevedevano sveglia alle 6 del mattino, attività come la pulizia delle statue di Kim Il Sung e Kim Jong Il, gite in spiaggia, lezioni di musica con canzoni propagandistiche tradotte in russo, e persino un videogioco in cui si impersonava un criceto incaricato di distruggere la Casa Bianca. Al rigidissimo programma non si poteva derogare nemmeno da malati, ed era accompagnato da un’alimentazione fatta di riso, patate e pane, che gli avrebbe fatto perdere circa cinque chili.