E’ stato ucciso l’artista russo Skrepeckij: a maggio era alla Biennale per protestare contro il padiglione russo

Il vero nome del caricaturista fuggito dal suo paese nel 2021 era Robert Kuzovkov. In laguna aveva esposto i suoi quadri contro il regime indossando una maglietta con il presidente russo come burattinaio dall’aspetto diabolico. La scorsa settimana invece era davanti alla porta di Brandeburgo per esporre la caricatura di uno Stalin paffuto che nutre un piccolo Putin

16 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 18:03
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La distanza dalla città polacca di Biala Podlaska al confine bielorusso è di circa trenta chilometri. Non è un confine sereno, negli ultimi anni la Bielorussia lo ha usato per destabilizzare la Polonia con ogni mezzo, astuzia e brutalità. A Biala Podlaska, che conta circa sessantamila abitanti, lunedì scorso è stato ucciso Semen Skrepeckij, un caricaturista russo, fuggito dalla Russia nel 2021 dopo aver pubblicato il libro “Russia 2028”, la storia di un raccoglitore di rottami e dove i rottami raccolti sono quelli della Russia di Putin. La Polonia ha fermato due cittadini di nazionalità bielorussa, sospettati di essersi avvicinati a Skrepeckij in taxi, e di avergli scaricato addosso sette colpi di arma da fuoco. Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Polonia vive in allerta per la presenza sul suo territorio di spie, sabotatori, sicari, terroristi.
La stessa situazione che agita e mobilita i paesi baltici. In aprile l’intelligence lituana aveva condiviso con i paesi alleati informazioni su una rete di sicari che muovendosi in giro per l’Europa pianificava omicidi. Vilnius era riuscita a smantellare l’organizzazione dopo un’indagine molto lunga e aveva identificato i mandanti fra i rami dell’intelligence e delle Forze armate della Russia. Il vero nome di Skrepeckij era Robert Kuzovkov, le sue vignette erano forti critiche al regime di Mosca e a maggio si era presentato alla Biennale di Venezia per protestare contro la presenza della Russia. Lo aveva fatto creando un suo padiglione, esponendo i suoi quadri che ritraevano personaggi chiave del putinismo con tratti caricaturali e indossando una maglietta con un Vladimir Putin burattinaio dall’aspetto diabolico. La scorsa settimana si era invece presentato a Berlino, davanti alla porta di Brandeburgo nel Giorno della Russia. Si era avvolto con una bandiera russa ed esponeva una sua vignetta con uno Stalin paffuto che nutre un piccolo Putin.
Il capo del Cremlino è spesso il protagonista delle caricature di Skrepeckij, ma non sono esclusi nemmeno il dittatore ceceno Ramzan Kadyrov, il bielorusso Aljaksandr Lukashenka, l’ex presidente Dmitri Medvedev. Anche all’opposizione non ha risparmiato critiche, spesso ha dedicato caricature anche ad Alexei Navalny e a sua moglie Julia. E neppure il governo ucraino è stato esente da biasimo, molto più spesso espresso sul suo canale YouTube che in forma artistica, ma abbastanza veemente da far finire Skrepeckij nella lista, che non ha alcun valore governativo, di chi è ritenuto contro all’Ucraina e sostenitore delle guerre del Cremlino. Le autorità polacche indagano, sapendo che il paese, con tutta l’Europa, è ormai al centro di una guerra che va ben oltre i confini ucraini.